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Bioedilizia, blocchi in laterizio e nuovi CAM: perché la sostenibilità oggi si dimostra con l’EPD

Bioedilizia e sostenibilità sono davvero sinonimi? I nuovi CAM impongono un approccio basato su dati misurabili e non su semplici dichiarazioni. In questo contesto l'EPD diventa uno strumento fondamentale per valutare l'impatto ambientale dei materiali lungo il loro ciclo di vita.

L’EPD, Dichiarazione Ambientale di Prodotto, consente di valutare l’impatto ambientale dei materiali da costruzione attraverso dati LCA verificati da terza parte. L’articolo chiarisce perché bioedilizia e sostenibilità non sono automaticamente sinonimi: un materiale naturale deve comunque essere analizzato lungo estrazione, produzione, trasporto, uso, durabilità e fine vita. Nei CAM Edilizia 2025, pubblicati in G.U. il 3 dicembre 2025 ed entrati in vigore dal 2 febbraio 2026, la sostenibilità diventa criterio documentabile e non semplice affermazione.


Bioedilizia e sostenibilità: perché l'EPD è fondamentale

Negli ultimi anni il termine bioedilizia è entrato stabilmente nel linguaggio delle costruzioni, al punto che molto spesso viene associato all'utilizzo di materiali naturali o comunque caratterizzati da un ridotto impatto sull'ambiente. Una visione certamente condivisibile nelle sue finalità ma che, alla luce dell'evoluzione normativa e delle nuove esigenze progettuali, rischia oggi di apparire incompleta.

Ma siamo sicuri che sia sufficiente utilizzare un materiale naturale per poter parlare di sostenibilità?

Se così fosse, sarebbe sufficiente conoscere la materia prima utilizzata per stabilire il valore ambientale di un prodotto. In realtà chi opera nel settore delle costruzioni sa bene che ogni materiale possiede una propria storia fatta di estrazione, trasformazione, trasporto, impiego, durabilità e fine vita, aspetti che incidono in modo significativo sull'impatto ambientale complessivo e che non possono essere ignorati quando si affronta il tema della sostenibilità.

È proprio per questo motivo che negli ultimi anni il legislatore ha introdotto strumenti sempre più orientati alla misurazione delle prestazioni ambientali dei prodotti da costruzione, culminati nei recenti Criteri Ambientali Minimi (CAM), che hanno definitivamente spostato l'attenzione dalle semplici dichiarazioni ai dati oggettivi.

In fondo il principio non è molto diverso da quello che da sempre caratterizza il mondo delle costruzioni. Quando si progetta una struttura non ci si affida alle percezioni ma a valori misurati e verificati; allo stesso modo le prestazioni termiche, acustiche o di resistenza al fuoco devono essere dimostrate attraverso prove, certificazioni e controlli. Per quale motivo la sostenibilità dovrebbe seguire una strada diversa?

La risposta a questa esigenza si chiama EPD, acronimo di Environmental Product Declaration, ovvero Dichiarazione Ambientale di Prodotto, uno strumento che oggi rappresenta uno dei riferimenti più importanti per la valutazione delle prestazioni ambientali dei materiali da costruzione.

L'EPD non è una semplice dichiarazione del produttore né un documento finalizzato esclusivamente a soddisfare esigenze commerciali, ma una vera e propria carta d'identità ambientale del prodotto, sviluppata secondo regole internazionali condivise e sottoposta alla verifica di organismi indipendenti. Attraverso la metodologia LCA (Life Cycle Assessment) vengono infatti analizzati e quantificati gli impatti ambientali associati all'intero ciclo di vita del materiale, dalla fase di approvvigionamento delle materie prime fino al recupero o allo smaltimento finale.

In altre parole, l'EPD consente di trasformare la sostenibilità da concetto teorico a prestazione misurabile, fornendo a progettisti, imprese e committenti informazioni oggettive, confrontabili e verificabili.

È proprio questo il valore che oggi i CAM riconoscono alle Dichiarazioni Ambientali di Prodotto e che rende tali strumenti sempre più centrali nella progettazione contemporanea.

Parlare di sostenibilità senza dati significa infatti affidarsi alle convinzioni; parlare di sostenibilità attraverso un'EPD significa invece poter contare su informazioni documentate e validate secondo criteri condivisi.

In questo contesto assume particolare significato il percorso intrapreso da Stabila che, quando il tema della sostenibilità ambientale non occupava ancora il ruolo strategico che riveste oggi, aveva già compreso l'importanza di misurare e documentare le prestazioni ambientali dei propri prodotti.

Stabila è stata infatti la prima azienda in Italia a certificare con EPD i blocchi di laterizio da muro, anticipando una direzione che oggi rappresenta una necessità per l'intero comparto edilizio e che trova piena applicazione proprio all'interno dei nuovi CAM.

Blocco di laterizio per tamponamento Poroton Bio CLIMA 45.
Blocco di laterizio per tamponamento Poroton Bio CLIMA 45. (STABILA SRL)

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Una scelta che non deve essere interpretata semplicemente come un primato cronologico ma come l'espressione di una precisa visione tecnica e industriale, fondata sulla convinzione che la qualità di un prodotto non possa essere limitata alle sole prestazioni meccaniche, termiche o acustiche, ma debba comprendere anche la conoscenza e la trasparenza dei suoi impatti ambientali.

Misurare significa conoscere e conoscere significa migliorare. È questo il principio che sta alla base di ogni processo evolutivo e che trova nell'EPD uno degli strumenti più efficaci per accompagnare il settore delle costruzioni verso una sostenibilità concreta e verificabile.


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Il laterizio, da sempre protagonista della bioedilizia grazie alla naturalità delle materie prime, alla durabilità, all'inerzia termica, alla sicurezza al fuoco e al comfort abitativo che è in grado di garantire, trova oggi nell'EPD un ulteriore elemento di valore, poiché consente di documentare in maniera trasparente e scientificamente verificata quelle caratteristiche ambientali che il mercato e la progettazione richiedono sempre più frequentemente.

Probabilmente il vero cambiamento introdotto dai CAM consiste proprio in questo passaggio culturale: non considerare più la sostenibilità come una qualità presunta ma come una prestazione da misurare, verificare e documentare.

Perché nel mondo delle costruzioni, come accade per la sicurezza strutturale o per l'efficienza energetica, le prestazioni non possono essere affidate alle percezioni ma devono essere dimostrate attraverso dati oggettivi; ed è proprio per questo motivo che oggi l'EPD rappresenta uno degli strumenti più importanti a disposizione di chi vuole progettare e costruire in modo realmente sostenibile.

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FAQ TECNICHE: EPD nei materiali da costruzione: perché conta nei CAM

Che cos’è un’EPD nei materiali da costruzione?

L’EPD, Environmental Product Declaration, è una Dichiarazione Ambientale di Prodotto di Tipo III.  Descrive gli impatti ambientali di un prodotto sulla base di una valutazione LCA.
Non è una semplice autodichiarazione commerciale, ma un documento redatto secondo regole tecniche e sottoposto a verifica indipendente.
Per i prodotti da costruzione il riferimento centrale è la UNI EN 15804:2021.

In quali contesti l’EPD è più utile per progettisti e imprese?

L’EPD è utile nella scelta dei materiali, nella redazione di capitolati, nella verifica dei requisiti CAM e nella documentazione ambientale di progetto.
Serve quando il committente richiede dati oggettivi su emissioni, uso di risorse, energia incorporata e scenari di fine vita.
È particolarmente rilevante negli appalti pubblici e nei progetti che adottano criteri ESG, LCA di edificio o protocolli ambientali.

Qual è il rapporto tra EPD, LCA e CAM Edilizia?

L’LCA è il metodo di valutazione del ciclo di vita; l’EPD è il documento che comunica i risultati ambientali del prodotto.
I CAM Edilizia spingono verso la dimostrazione documentale delle prestazioni ambientali dei materiali.
I CAM Edilizia 2025 aggiornano e sostituiscono l’edizione 2022 e sono entrati in vigore dal 2 febbraio 2026.

Perché un materiale naturale non è automaticamente sostenibile?

La naturalità della materia prima è solo una parte della valutazione ambientale.
Occorre considerare estrazione, trasformazione, energia impiegata, trasporto, durabilità, manutenzione, demolizione, riciclo o smaltimento.
Un materiale può essere naturale ma avere impatti elevati in alcune fasi del ciclo di vita.
L’EPD serve proprio a evitare valutazioni basate su percezioni o claim non verificati.

Quali vantaggi offre l’EPD nella progettazione sostenibile?

L’EPD rende disponibili dati ambientali strutturati, verificati e leggibili dai professionisti.
Consente di confrontare scelte progettuali entro condizioni coerenti e regole di categoria omogenee.
Aiuta progettisti e imprese a documentare le scelte nei capitolati e nelle relazioni tecniche.
Migliora la trasparenza del produttore e riduce il rischio di green claim non dimostrabili.

Come si usa correttamente un’EPD in fase di progettazione o capitolato?

L’EPD va letta verificando norma di riferimento, PCR applicata, confini del sistema, moduli LCA dichiarati e data di validità. Per i prodotti da costruzione occorre controllare la coerenza con UNI EN 15804:2021 e con eventuali requisiti CAM applicabili.
Il confronto tra prodotti è corretto solo se le EPD sono basate su regole comparabili e unità funzionali coerenti.

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