"Costruzioni in ripresa, ma il futuro passa da qualità e qualificazione delle imprese"
Il settore delle costruzioni mostra segnali di ripresa, confermati dai dati ISTAT di luglio 2025. Camillo Signani, direttore commerciale di Edilteco, racconta opportunità e criticità del comparto, tra margini compressi, fine dei bonus edilizi e sfida della qualificazione.
"Oggi si deve puntare materiali certificati, in grado di garantire prestazioni e durabilità"
Dopo la pubblicazione dei dati ISTAT, che hanno registrato a luglio 2025 una crescita del 5,2% della produzione nelle costruzioni su base annua, abbiamo chiesto a Camillo Signani, Direttore Commerciale di Edilteco, un’analisi più ravvicinata sullo stato del comparto. L’intervista evidenzia come la ripresa sia reale, ma allo stesso tempo attraversata da sfide strutturali: costi del lavoro ancora alti, necessità di imprese qualificate e gestione più trasparente degli incentivi. Signani sottolinea che il settore sta diventando più selettivo e attento alla qualità, con un ruolo decisivo dei materiali certificati e della formazione tecnica. Guardando ai prossimi anni, l’evoluzione dipenderà dalla capacità di innovare e dalla chiarezza delle politiche pubbliche.
Andrea Dari:
I dati Istat trovano riscontro anche nel vostro settore specifico?
Camillo Signani:
Sì, li riscontriamo. Il mercato mostra segnali di vitalità, soprattutto nel comparto delle ristrutturazioni e nei sistemi tecnici ad alte prestazioni. Dopo anni complessi, emerge una domanda più attenta alla qualità e alla conformità normativa.
Andrea Dari:
Come stanno andando i margini delle imprese dopo il calo dei prezzi delle materie prime ma con il costo del lavoro ancora elevato?
Camillo Signani:
I margini sono compressi. Alcune materie prime si sono stabilizzate, ma il costo del lavoro e gli oneri burocratici pesano ancora. La tenuta oggi si gioca sulla capacità di innovare e di puntare su materiali certificati, in grado di garantire prestazioni e durabilità.
Andrea Dari:
Quali effetti state riscontrando dalla fine dei bonus edilizi e quali pensate potranno avere sul settore nel futuro, tenendo conto dell’attuazione del Pnrr?
Camillo Signani:
La fine dei bonus ha rallentato alcuni interventi, ma ha anche portato a una maggiore selezione: chi investe oggi lo fa guardando alla stabilità dell’opera e non soltanto al beneficio fiscale. Il PNRR potrà dare continuità se i fondi saranno gestiti con chiarezza e tempi rapidi.
Andrea Dari:
Guardando ai prossimi tre anni, quali sono le vostre attese e le principali criticità che prevedete per il settore?
Camillo Signani:
Ci aspettiamo una crescita moderata e più selettiva. Le criticità maggiori riguarderanno accesso al credito, carenza di manodopera qualificata e tempi di pagamento. Parallelamente, normative sempre più stringenti richiederanno imprese solide dal punto di vista tecnico. In questo scenario, realtà come Edilteco intendono continuare ad alzare l’asticella della qualità dei prodotti, senza scendere a compromessi per inseguire ribassi di prezzo.
Andrea Dari:
I CAM e altri strumenti premiali stanno introducendo meccanismi di valorizzazione delle competenze e delle persone che operano in cantiere: qual è il vostro giudizio su questo approccio e quanto può incidere sulla qualità del settore?
Camillo Signani:
È un approccio positivo perché porta il settore verso scelte trasparenti e certificate. I tecnici più attenti lo hanno colto: sempre più spesso leggono con cura schede e certificati e ne tengono conto nei capitolati. È bene chiarire che queste scelte hanno un impatto non indifferenze sul livello dei costi industriali e quindi dei prezzi del prodotto, una volta accettato questo aspetto tutto il paese gode di un cambio culturale che valorizza la serietà delle imprese e stimola la crescita professionale.
Andrea Dari:
Quanto ritiene importante puntare sulla qualificazione delle imprese specialistiche e quali strumenti potrebbero favorirla concretamente?
Camillo Signani:
È decisivo. La qualità dei progetti si gioca sul cantiere, e servono strumenti che diano centralità alla formazione tecnica, alle qualificazioni riconosciute e a capitolati che premino davvero prestazioni e competenze, non soltanto il prezzo più basso. Siamo anche convinti che la qualificazione dei prestatori d’opera abbia riflessi importantissimi e diretti sul miglioramento della sicurezza nei cantieri: la cultura (tecnica) chiama cultura (sicurezza).
Andrea Dari:
Secondo voi, quali interventi dovrebbe mettere in campo il governo per sostenere il comparto delle costruzioni e perché?
Camillo Signani:
Tre interventi sarebbero determinanti:
- semplificare la burocrazia che oggi frena investimenti e cantieri; sembra, e forse è, una frase fatta: la realtà purtroppo ci mette ogni giorno di fronte a sfaccettature, ritardi, incertezze interpretative che generano costi enormi e ritardi inaccettabili;
- garantire continuità e chiarezza sugli incentivi, evitando bruschi stop-and-go;
- promuovere la qualificazione delle imprese e l’uso di materiali certificati, così da migliorare la qualità e ridurre i contenziosi, chiaro che bisogna accettarne il costo.
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