Il futuro dell’edilizia passa da qualità, sostenibilità e sicurezza sismica
Mauro Scurria (Sicilferro Torrenovese) analizza lo stato del settore costruzioni in Italia. Conferma la crescita delle grandi opere al Centro-Sud, ma denuncia margini in calo e carenza di manodopera qualificata. Sottolinea la necessità di misure strutturali per sicurezza sismica e riduzione del cuneo fiscale.
In un momento cruciale per il settore delle costruzioni, tra la fine dei bonus edilizi e l’attuazione del PNRR, abbiamo intervistato Mauro Scurria, amministratore di Sicilferro Torrenovese. L’imprenditore siciliano fotografa uno scenario in evoluzione: grandi infrastrutture in crescita, ristrutturazioni in calo e margini sempre più sotto pressione. Ma indica anche la via per il rilancio: investire in competenze, sicurezza sismica e sostenibilità reale, premiando le imprese qualificate e il lavoro specializzato.
Andrea Dari:
I dati Istat trovano riscontro anche nel vostro settore specifico?
Mauro Scurria:
Si, concordo sulle indicazioni fornite dall’ISTAT che ricalcano sostanzialmente l’andamento del settore delle costruzioni, salvo che per una necessaria differenziazione, per cui il comparto delle grandi opere infrastrutturali evidenzia importanti tassi di crescita soprattutto al centro sud Italia, ed era ora mi permetto di aggiungere, connessi sostanzialmente alle numerose opere strategiche in corso di esecuzione e di prossimo avvio. Mentre a mio parere, soprattutto per le nuove costruzioni di edifici l’impatto positivo del PNRR non è ancora ben definibile (lentezza, ritardi di avvio,etc). Le attività connesse alle ristrutturazioni e/o riqualificazioni è in forte ridimensionamento, a beneficio delle nuove costruzioni, che appaio invece più frizzanti, con numerosi progetti in partenza.
Andrea Dari:
Come stanno andando i margini delle imprese dopo il calo dei prezzi delle materie prime ma con il costo del lavoro ancora elevato?
Mauro Scurria:
Attualmente risconto una forte pressione commerciale, innescata certamente da una riduzione dei costi delle materie prime e fortemente alimentata dal disequilibrio del mercato: eccesso di offerta contro domanda stabile. In questo contesto le marginalità si stanno riducendo incrementando il rischio connesso a possibili correzioni o shock dei prezzi dovuti a fattori esterni. I fattori di costo connessi alla forza lavoro sono determinanti, soprattutto nel contesto attuale caratterizzato da una scarsa offerta di professionalità e di personale qualificato lungo tutta la catena del valore. Sarebbe auspicabile un intervento legislativo di riduzione del CUNEO FISCALE dei lavoratori edili ed in generale di tutto il comparto manufatturiero necessario per incrementare l’appeal verso quelle professionalità oggi necessarie a tutto il comparto.

Andrea Dari:
Quali effetti state riscontrando dalla fine dei bonus edilizi e quali pensate potranno avere sul settore nel futuro, tenendo conto dell’attuazione del Pnrr?
Mauro Scurria:
Al momento sto verificando una forte contrazione della domanda generata dalle ristrutturazioni connessi sia al bonus energetico che al sismabonus. In base alla mia esperienza l’attuazione del PNRR sembrerebbe non essere in grado di sostenere il mercato, mentre ritengo molto interessante valutare la strada dei bonus volumetrici, della riduzione degli oneri concessori per interventi di demolizione e ricostruzioni, sino se del caso, ad introdurre specifici bonus per l’istallazione di sistemi ed appartati antisismici. Infine, sarebbe auspicabile ipotizzare l’esclusione dal ribasso degli oneri connessi alla SICUREZZA SISMICA DEGLI EDIFICI quali gli isolatori, gli smorzatori ed i sistemi che in genere riducono il rischio sismico soprattutto per tutte le opere finanziate attraverso e per effetto del PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA….ça va sans dire.
Andrea Dari:
Guardando ai prossimi tre anni, quali sono le vostre attese e le principali criticità che prevedete per il settore?
Mauro Scurria:
Il prossimo triennio sarà complesso da gestire. Mi aspetto un aumento della domanda di prodotti da costruzione destinati alle grandi infrastrutture, soprattutto nel centro e sud Italia con un rallentamento dei prodotti per le ristrutturazioni e riqualificazioni. Quindi un mercato “sbilanciato” verso le grandi infrastrutture e conseguente concentrazione del rischio commerciale.
Dall’altra parte, i semi delle costruzioni di qualità e del costruire sostenibile, consapevole e sicuro, grazie anche al meccanismo del bonus hanno attecchito. Siamo quindi sicuri che il prossimo futuro sarà caratterizzato da nuovi edifici progettati e realizzati secondo le migliori tecnologie di risparmio energetico ed elevati standard di sostenibilità. Sarà fondamentale creare rapporti, relazioni e momenti di condivisioni tra tutti gli stakeholder (committenti+progettisti+fornitori) sin dalla genesi ed ideazione del progetto. Questa a mio parere la direzione del settore, quella dell’integrazione sistemica delle fasi realizzative sino, forse in un futuro non troppo lontano alla piena integrazione e…prefabbricazione integrata di componenti prefiniti.
Andrea Dari:
I CAM e altri strumenti premiali stanno introducendo meccanismi di valorizzazione delle competenze e delle persone che operano in cantiere: qual è il vostro giudizio su questo approccio e quanto può incidere sulla qualità del settore?
Mauro Scurria:
Certamente gli stimoli indotti dal GPP e da altri meccanismi hanno contribuito alla diffusione e valorizzazione delle competenze lungo tutto la filiera. Ciò che reputo maggiormente utile dell’approccio CAM è stato il contributo alla consapevolezza ed alla valorizzazione di tutte le risorse necessarie al costruire. Le costruzioni, e quindi tutti i prodotti e materiali impiegati per il processo di costruzione, rappresentano il principale mercato mondiale in termini di volumi e quantità di risorse materiali e prodotti consumati.
L’approccio che valorizza l’utilizzo razionale delle risorse è quindi oltre modo meritevole di attenzione ma non l’unico. Sarà utile la valorizzazione e la valutazione delle emissioni connesse all’ottenimento di una determinata performance tecnica e produttiva al fine di “misurare” l’effettivo impatto ambientale delle moderne soluzioni costruttive. In questa direzione si sta muovendo anche il legislatore europeo con il nuovo regolamento sui prodotti per le costruzioni, che concentra l’attenzione oltre che le performance tecnico fisiche dei materiali anche gli impatti ambientali della loro produzione.
Andrea Dari:
Quanto ritiene importante puntare sulla qualificazione delle imprese specialistiche e quali strumenti potrebbero favorirla concretamente?
Mauro Scurria:
È evidente che la specializzazione e qualificazione delle imprese passa attraverso importanti investimenti in macchinari attrezzature ed impianti dedicati. È altrettanto importante l’impegno nella formazione e qualificazione del personale ed in generale delle risorse umane. Tali investimenti vanno certamente difesi e tutelati attraverso la certificazione delle competenze ed il rilascio di attestati di qualificazione specificatamente ideati e definiti. Si dovrebbe limitare, se non escludere completamente l’avvalimento ed in generale la condivisione delle qualifiche. Le attività specialistiche dovrebbero essere affidate esclusivamente ad aziende dotate di una propria struttura produttiva, con impianti qualificati e prodotti certificati i grado quindi di assumersi il compito e la responsabilità di eseguire le relative opere.
Andrea Dari:
Secondo voi, quali interventi dovrebbe mettere in campo il governo per sostenere il comparto delle costruzioni e perché?
Mauro Scurria:
- Bonus volumetrico per interventi di demolizione e ricostruzione con miglioramento sismico, poiché contribuiscono alla riqualificazione del tessuto edile italiano limitando il consumo di nuovo territorio;
- Taglio cuneo fiscale, siano all’azzeramento, per gli incrementi retributivi riconosciuti ai dipendenti in forza di accordi tra le parti;
- Apertura alla cessione dei crediti fiscali generati solo ed esclusivamente per gli interventi di demolizione e ricostruzione volti al miglioramento sismico; poiché potrebbe contribuire, soprattutto nei centri abitati della provincia italiana a migliorare la sicurezza sismica dei fabbricati;
- Sconto oneri di urbanizzazione per i fabbricati di nuova costruzione che impiegano sistemi di riduzione del rischio sismico;
- Esclusione dal ribasso d’asta per i sistemi di riduzione del rischio sismico in tutti i fabbricati della P.A., per facilitare lo sviluppo e le costruzioni di edifici pubblici resilienti e funzionali anche dopo un evento calamitoso;
- Introdurre l’obbligo di specializzazione per l’esecuzione di determinate lavorazioni attraverso la promozione di marchi/certificazioni/attestati di qualificazione alle imprese in possesso di stabilimenti e impianti fisici.
- Riduzione dei tempi di pagamento con la P.A. estendere anche ai soli fornitori le garanzie dei pagamenti diretti da parte dell’ente appaltante.
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