FRCM in acciaio inox per le murature storiche: la durabilità oltre la resistenza
Nel consolidamento di edifici storici, l'acciaio inossidabile risolve il nodo critico della durabilità dei sistemi FRCM: a differenza di acciaio galvanizzato e basalto, non è soggetto a corrosione in presenza di umidità di risalita e sali solubili, condizione ricorrente nelle murature vincolate.
Il consolidamento strutturale degli edifici storici e vincolati impone un compromesso non negoziabile: aumentare la sicurezza sismica e statica senza alterare l'autenticità materica, la reversibilità dell'intervento e l'equilibrio chimico-fisico della fabbrica originaria.
In questo scenario, i sistemi FRCM (Fiber Reinforced Cementitious Matrix) in acciaio inossidabile rappresentano oggi una delle risposte tecnicamente più mature disponibili sul mercato.
Kimia opera dai primi anni '80 nello sviluppo di tecnologie per il consolidamento strutturale con sistemi compositi, ed è storicamente accreditata come la prima azienda italiana ad aver introdotto questi sistemi nel settore delle costruzioni. Quattro decenni di applicazione sul campo — su edifici in calcestruzzo armato, in muratura e su beni sottoposti a tutela — hanno permesso all'azienda di accumulare un patrimonio di dati prestazionali di lungo periodo raramente disponibile a chi si affaccia più di recente a questo segmento tecnologico: un elemento non secondario quando si valuta la durabilità di un sistema di rinforzo destinato a restare in opera per decenni.
È in questo contesto che si inserisce Kimisteel INOX 800, un caso di studio interessante per comprendere come la scelta dei materiali costituenti — fibra e matrice — incida direttamente sulla durabilità nel tempo di un rinforzo applicato su murature storiche, spesso interessate da umidità di risalita, sali solubili e cicli gelo-disgelo.
Questo articolo analizza i principi ingegneristici alla base dei sistemi FRCM in acciaio inox, il quadro normativo di riferimento, il comportamento a lungo termine di Kimisteel INOX 800 e un caso applicativo di particolare rilevanza: il consolidamento della cupola e delle volte della Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli ad Assisi.
Il consolidamento del patrimonio storico: i quattro vincoli che orientano la scelta del rinforzo
Intervenire su un edificio vincolato non è mai un'operazione assimilabile al rinforzo di una struttura in cemento armato moderna.
Il progettista deve confrontarsi con almeno quattro vincoli concorrenti:
- Compatibilità materica: i materiali di rinforzo devono avere caratteristiche chimico-fisiche e meccaniche affini al supporto murario, per evitare incompatibilità di rigidezza o reazioni chimiche avverse (ad esempio il rilascio di sali).
- Reversibilità e minima invasività: le Linee Guida per la valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale richiedono, ove possibile, interventi a limitato impatto sulla fabbrica storica, privilegiando tecniche che non alterino irreversibilmente gli elementi originari.
- Traspirabilità: murature storiche in mattone, tufo o pietra naturale sono spesso soggette a umidità di risalita capillare; un sistema di rinforzo poco traspirante può favorire l'accumulo di umidità all'interfaccia, con rischio di degrado sia del rinforzo sia del supporto.
- Durabilità nel tempo: un intervento di consolidamento su un bene monumentale ha un orizzonte temporale che si misura in decenni, se non secoli. La perdita di efficacia meccanica del rinforzo comporta la necessità di interventi manutentivi difficilmente compatibili con la tutela del bene.
È in relazione a questi criteri che, a partire dagli anni 2000, la ricerca sui compositi strutturali ha affiancato alle tradizionali fibre sintetiche impregnate con resina epossidica (FRP) le soluzioni FRCM con reti e matrici inorganiche, capaci di rispondere in modo più equilibrato alle esigenze del restauro.
Cos'è un sistema FRCM e come si differenzia dagli FRP
Un sistema FRCM è costituito dall'unione di una matrice inorganica (a base di calce idraulica naturale o cementizia) e di una rete o tessuto in fibra (basalto, vetro, carbonio o acciaio), disposti secondo schemi unidirezionali, bidirezionali o multiassiali a seconda dell'azione da contrastare.
A differenza degli FRP, dove la fibra è annegata in una matrice organica (resina epossidica), nei sistemi FRCM la matrice inorganica garantisce:
- traspirabilità del supporto, elemento critico per murature storiche soggette a umidità;
- maggiore compatibilità termica con il substrato murario, riducendo il rischio di distacchi per dilatazioni differenziali;
- comportamento al fuoco generalmente migliore rispetto alle matrici polimeriche;
- reversibilità relativa, poiché l'intervento non introduce collanti organici che possano compromettere future operazioni di restauro.
Dal punto di vista meccanico, il sistema trasferisce gli sforzi di trazione dalla muratura alla fibra attraverso l'aderenza matrice-supporto e matrice-fibra. La caratterizzazione di questa capacità adesiva definita “tensione limite convenzionale del sistema” è uno dei parametri chiave che il progettista deve reperire dalla documentazione tecnica del sistema, insieme alla resistenza a trazione della fibra - espressa come carico a trazione per unità di lunghezza - e allo spessore equivalente del rinforzo.
Quadro normativo FRCM in Italia: CVT, NTC e marcatura CE
In Italia, l'impiego strutturale dei sistemi FRCM è disciplinato dalle Linee Guida del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici per l'identificazione, la qualificazione e il controllo di accettazione di compositi fibrorinforzati a matrice inorganica (FRCM) da utilizzarsi per il consolidamento strutturale di costruzioni esistenti.
Questo documento definisce le procedure di qualificazione — il Certificato di Valutazione Tecnica (CVT), rilasciato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici — necessarie affinché un sistema possa essere impiegato in opere soggette al controllo dello Stato, ai sensi delle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC).
In ambito europeo, la marcatura CE dei sistemi FRCM avviene tramite il rilascio di una Valutazione Tecnica Europea (ETA), emessa da un organismo di valutazione tecnica sulla base di un documento di valutazione europeo (EAD).
Per il progettista, la presenza di CVT e/o marcatura CE non è un dettaglio amministrativo: rappresenta la garanzia che i valori prestazionali dichiarati dal produttore — resistenza a trazione della fibra, aderenza al supporto, comportamento su diverse tipologie murarie — siano stati verificati da un organismo terzo secondo protocolli di prova standardizzati, elemento indispensabile per l'inserimento del sistema nel calcolo strutturale e per la validità del progetto in sede di collaudo.
Kimisteel INOX 800: caratteristiche tecniche e dati prestazionali del sistema
Kimisteel INOX 800 è un tessuto di armatura unidirezionale costituito da trefoli in acciaio inossidabile ad alta resistenza, impiegato in abbinamento a una matrice a base di calce idraulica naturale (Basic MALTA M15/F) formulata specificamente per questo sistema. Il tessuto fa parte del Kimisteel INOX 800 System, in possesso di Certificato di Valutazione Tecnica (CVT n° 207).
Scopri tutte le caratteristiche di Kimisteel INOX 800
Le caratteristiche distintive del sistema, così come riportate dalla documentazione tecnica del produttore, sono:
- grammatura del tessuto: 800 g/m², con tessitura unidirezionale;
- spessore complessivo del sistema di rinforzo applicato: 10 mm, ripartito in due strati di matrice da 5 mm ciascuno, con il tessuto annegato tra le due mani;
- matrice: malta a base di calce idraulica naturale Basic MALTA M15/F, con granulometria massima dell'inerte di 1,2 mm, pensata per garantire lavorabilità in fase di posa e adesione al supporto murario;
- acciaio impiegato: lega inossidabile ad alta resistenza alla corrosione, a differenza della versione galvanizzata (Kimisteel GLV 650), più indicata per supporti non esposti a condizioni di umidità permanente.

Ciclo applicativo: fasi di posa e tempi di maturazione
Il ciclo di posa previsto dalla scheda tecnica del sistema prevede alcune fasi sequenziali che meritano attenzione in cantiere, poiché la corretta esecuzione incide direttamente sulla prestazione finale del rinforzo:
- Preparazione del supporto, con rimozione di ogni elemento che possa comprometterne l'adesione ed eventuale ricostruzione della continuità materica con malta a base di calce idraulica naturale.
- Attesa di almeno 48 ore per l'asciugatura delle eventuali fasce di regolarizzazione, prima dell'applicazione del primer.
- Su supporti che richiedono pre-consolidamento, applicazione di un primer a base di resina sintetica bicomponente in dispersione acquosa (Kimicover FIX).
- Stesura a spatola della prima mano di malta Basic MALTA M15/F, per uno spessore di circa 5 mm.
- Posa del tessuto in acciaio inox a prodotto ancora fresco, con leggera pressione per favorirne l'annegamento nella matrice.
- Applicazione fresco su fresco della seconda mano di malta, verificando che il tessuto risulti completamente ricoperto, fino a uno spessore complessivo di 10 mm.
Un errore frequente in cantiere consiste nell'applicare la seconda mano di malta a indurimento già avviato della prima: questo comprometterebbe la monoliticità del sistema e la corretta trasmissione degli sforzi tra le due mani di matrice, riducendo l'efficacia complessiva del rinforzo. Per questo motivo la fase "fresco su fresco" va pianificata attentamente nella logistica di cantiere, specie su superfici estese come volte e cupole.

Durabilità nel tempo: perché la corrosione è il nodo critico nei beni storici
Il tema della durabilità è probabilmente l'aspetto più critico nella scelta di un sistema di rinforzo per un bene vincolato. Un rinforzo che perde capacità meccanica nel tempo, o che genera fenomeni di degrado del supporto (ad esempio a causa della corrosione dell'armatura metallica), può risultare peggiore dell'assenza di intervento, perché introduce un fattore di rischio non previsto nella vita utile della struttura.
Kimisteel INOX 800 è stato sottoposto a test di condizionamento in ambienti aggressivi condotti dall'Università degli Studi Roma Tre, protratti per 5.000 ore — un periodo superiore a quello tipicamente previsto dai protocolli di qualificazione per sistemi FRCM. I risultati dichiarati indicano un decadimento delle resistenze meccaniche contenuto, a fronte di soglie di riferimento normativo generalmente più permissive.
Questi dati, riportati dal produttore e non verificabili in modo indipendente in questa sede, vanno comunque letti alla luce del principio ingegneristico che li giustifica: l'acciaio inossidabile, a differenza dell'acciaio galvanizzato o del basalto, non è soggetto a fenomeni di corrosione in presenza di umidità e cloruri, condizione tipica delle murature storiche interessate da risalita capillare.
Questo aspetto ha una ricaduta pratica diretta: nei sistemi in acciaio non protetto o galvanizzato, la corrosione delle fibre metalliche può generare espansione volumetrica dei prodotti di ossidazione, con conseguente fessurazione o distacco della matrice — un meccanismo di degrado ben noto anche nel calcestruzzo armato soggetto a carbonatazione o attacco da cloruri.
L'impiego di un acciaio inox ad alta resistenza alla corrosione elimina, per costruzione, questo specifico meccanismo di degrado, rendendo il sistema particolarmente indicato per:
- murature soggette a umidità di risalita capillare permanente;
- ambienti con presenza di sali igroscopici, frequenti in murature storiche prossime al livello di falda o esposte a dilavamento;
- climi con cicli gelo-disgelo ricorrenti, dove l'acqua imbibita nella muratura può generare pressioni interne cicliche.
Ambiti applicativi: dove la resistenza alla corrosione fa la differenza
Sulla base di queste caratteristiche, Kimisteel INOX 800 è indicato in particolare nei contesti applicativi in cui la resistenza alla corrosione e la durabilità nel tempo rappresentano requisiti prioritari per il progettista.
Ambienti ad elevata umidità e con risalita capillare
- Murature soggette a umidità di risalita: l'acciaio inox evita i fenomeni di ossidazione e degrado tipici degli acciai al carbonio nei casi in cui la matrice o la muratura sottostante trattengano umidità in modo costante.
- Seminterrati, cantine, ipogei e strutture a contatto con il terreno: contesti in cui l'umidità ambientale o del supporto è elevata e persistente.
Ambienti ad elevata aggressività chimica e marina
- Zone costiere e marine: il tessuto in acciaio inox è stato sottoposto a test di esposizione in nebbia salina, risultando insensibile a questo tipo di aggressione.
- Ambienti industriali o moderatamente acidi: Kimisteel INOX 800 garantisce ottime prestazioni anche in presenza di agenti chimici aggressivi, sulla base di test di invecchiamento in ambiente acido.
Edifici storici e beni culturali tutelati
- Interventi su edifici vincolati ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 42/2004): applicato con una matrice a base di calce idraulica naturale come Basic MALTA M15/F, il sistema garantisce un'elevata compatibilità chimico-fisica e traspirabilità con i materiali tradizionali (pietra, mattoni, tufo), risultando relativamente reversibile, poco invasivo e certificato.
- Consolidamento di archi, volte, cupole e cordolature: la flessibilità della trama in acciaio inox rende il tessuto facilmente sagomabile per adattarsi alle geometrie storiche o per realizzare connessioni e fiocchi di ancoraggio.
Compatibilità chimico-fisica della matrice con le murature storiche
Oltre alla resistenza alla corrosione della fibra, un secondo elemento determina l'idoneità di un sistema FRCM per il restauro: la compatibilità della matrice con il supporto. Basic MALTA M15/F, la malta a base di calce idraulica naturale impiegata nel sistema Kimisteel INOX 800, presenta caratteristiche chimico-fisiche e meccaniche prossime a quelle delle malte storiche tradizionali, per limitare:
- differenze di rigidezza tra rinforzo e supporto, che potrebbero generare concentrazioni di sforzo e conseguenti fessurazioni all'interfaccia;
- incompatibilità chimica, che nel caso di matrici cementizie ad alto contenuto di cemento Portland può talvolta favorire la migrazione di sali o la formazione di efflorescenze su murature storiche;
- riduzione della traspirabilità, con conseguente rischio di accumulo di umidità e formazione di condense all'interfaccia tra rinforzo e muratura.
La classe di malta M15 è generalmente coerente con le resistenze meccaniche tipiche delle murature storiche in mattoni pieni, tufo o pietrame, evitando il sovradimensionamento della matrice rispetto al supporto — un principio cardine nel restauro strutturale, dove l'obiettivo non è "rinforzare al massimo" ma restituire alla fabbrica un comportamento strutturale coerente e prevedibile.
Tecniche applicative: fasce, rinforzo diffuso e cerchiature
Kimisteel INOX 800, applicato a fasce o in maniera diffusa, si presta a diverse tecniche di intervento sismico e statico su edifici in muratura, tra cui:
- contrasto al ribaltamento di facciate, timpani ed elementi aggettanti, attraverso fasce ancorate che collegano la parete al resto della struttura;
- confinamento di elementi verticali come pilastri in muratura o colonne in pietra, per incrementarne la resistenza a compressione e la duttilità;
- rinforzo intradossale ed estradossale di archi e volte, mediante fasce disposte secondo la direzione delle linee di spinta;
- rinforzo di cupole, con fasce meridiane e/o parallele a seconda dello schema statico da contrastare;
- cerchiatura di campanili e torri, per il contenimento delle spinte orizzontali generate da azioni sismiche;
- realizzazione di cordoli sommitali lamellari, in alternativa ai cordoli in calcestruzzo armato, per il collegamento delle pareti in sommità senza introdurre elementi rigidi incompatibili con la muratura storica;
- collegamento di paramenti murari scarsamente ammorsati, spesso presenti in edifici storici oggetto di ampliamenti successivi;
- reticolati diffusi con barre elicoidali in acciaio inox (Kimisteel INOX X-BAR), impiegati in abbinamento al tessuto per il rinforzo diffuso di archi, volte e maschi murari, in sostituzione o integrazione dei tradizionali diatoni.
La scelta tra applicazione a fasce e applicazione diffusa dipende dall'analisi strutturale: le fasce sono generalmente preferite quando l'intervento deve rimanere localizzato e minimamente invasivo, mentre il rinforzo diffuso è indicato quando l'intera superficie muraria richiede un incremento di resistenza omogeneo, ad esempio in caso di meccanismi di collasso locale distribuiti su ampie porzioni di volta.
Il sistema completo: tessuto, malta, primer e barre X-BAR
Un elemento spesso sottovalutato nella progettazione di un intervento FRCM è che le prestazioni certificate si riferiscono al sistema nel suo complesso — fibra, matrice, eventuale primer — e non ai singoli componenti isolatamente. Il Kimisteel INOX 800 System integra:
- il tessuto Kimisteel INOX 800, elemento resistente a trazione;
- la malta Basic MALTA M15/F, matrice di ancoraggio e trasferimento degli sforzi;
- il primer Kimicover FIX, resina sintetica bicomponente in dispersione acquosa, da impiegare su supporti che necessitano di pre-consolidamento superficiale;
- in caso di necessità di ripristino corticale prima dell'applicazione, malte specifiche come Basic MALTA M15;
- Kimisteel INOX X-BAR, barre elicoidali in acciaio inox, utilizzabili in combinazione con il tessuto per interventi di reticolo diffuso.
Questo significa, dal punto di vista progettuale, che la sostituzione di un componente del sistema con un prodotto non certificato nell'ambito dello stesso CVT invalida, in linea di principio, i valori prestazionali dichiarati e la corrispondenza con il Certificato di Valutazione Tecnica. È un aspetto da tenere presente in fase di capitolato, per evitare che imprese esecutrici sostituiscano componenti "equivalenti" senza che il progettista ne sia informato.
Il caso applicativo: la Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli ad Assisi
Tra le referenze applicative di Kimisteel INOX 800, il cantiere in corso presso la Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli, ad Assisi, rappresenta un riferimento significativo per dimensione e complessità dell'intervento. La basilica, che custodisce al proprio interno la Porziuncola di San Francesco, è tra gli edifici religiosi più grandi e visitati al mondo ed è quindi soggetta a un livello di tutela particolarmente elevato.
L'intervento, avviato nel 2023 e tuttora in corso, riguarda il miglioramento sismico della cupola e delle volte dell'edificio, su commissione della Provincia Serafica dei Frati Minori di Umbria e Sardegna, con progettazione strutturale a cura dell'ing. Riccardo Vetturini (Ingenium Srl) e realizzazione da parte di Lunghi Impresa Costruzioni Srl.

Dal punto di vista tecnico, la scelta di Kimisteel INOX 800 per questo intervento risponde a criteri coerenti con quanto descritto nei paragrafi precedenti:
- la necessità di intervenire su superfici curve estese (volte e cupola), dove l'applicazione a fasce consente di seguire la geometria della struttura senza introdurre elementi rigidi incompatibili;
- l'esigenza di contenere lo spessore applicativo, elemento imprescindibile su elementi voltati storici, dove un aumento di massa e rigidezza non controllato può alterare significativamente il comportamento dinamico della struttura;
- l'esposizione dell'intradosso di volte e cupole a condizioni microclimatiche variabili, con possibili condense e umidità, contesto in cui la resistenza alla corrosione dell'acciaio inox rappresenta un vantaggio rispetto a soluzioni in acciaio non protetto;
- la necessità di un sistema con comportamento meccanico documentato nel tempo, trattandosi di un intervento su un bene di rilevanza monumentale assoluta, per il quale la manutenibilità futura del rinforzo è un fattore progettuale rilevante.

Il cantiere di Assisi, per l'estensione delle superfici voltate coinvolte, costituisce un'applicazione su scala rilevante delle tecniche di rinforzo a fasce con sistema FRCM in acciaio inox, e si affianca ad altri interventi condotti su edifici storici del Centro Italia, in particolare nelle aree interessate dagli eventi sismici del 2016-2017 in Umbria, Marche e Lazio.
Errori progettuali ed esecutivi da evitare nella posa FRCM
Alcuni errori ricorrenti, riscontrabili nella pratica applicativa dei sistemi FRCM su edifici storici, meritano attenzione:
- sottovalutare la preparazione del supporto: l'adesione del sistema dipende in larga misura dalla qualità della superficie muraria; superfici non regolarizzate o con intonaci decoesi in profondità compromettono l'ancoraggio del rinforzo, indipendentemente dalla qualità del sistema impiegato;
- non rispettare i tempi di maturazione tra le fasi: sia nell'attesa di asciugatura delle fasce di regolarizzazione, sia nella corretta gestione del "fresco su fresco" tra le due mani di matrice;
- sostituire componenti del sistema certificato con prodotti non testati nell'ambito dello stesso CVT, vanificando la corrispondenza tra quanto dichiarato in fase di progetto e quanto realmente posato in cantiere;
- trascurare la verifica di compatibilità muraria: i sistemi FRCM sono certificati per specifiche tipologie di supporto (muratura di mattoni, tufo, pietra); l'estensione dell'impiego a tipologie murarie non contemplate dalla certificazione richiede valutazioni specifiche, eventualmente supportate da prove di caratterizzazione in situ.
Conclusione: quando scegliere un sistema FRCM in acciaio inox
La scelta di un sistema di rinforzo per un bene storico o vincolato non può basarsi unicamente sulla resistenza meccanica dichiarata, ma deve considerare in modo integrato durabilità, compatibilità chimico-fisica con il supporto, traspirabilità e reversibilità dell'intervento. I sistemi FRCM in acciaio inossidabile, come Kimisteel INOX 800, rispondono a questi requisiti unendo l'elevata resistenza a trazione tipica delle fibre metalliche alla resistenza alla corrosione dell'acciaio inox, elemento particolarmente rilevante nelle murature storiche soggette a umidità. Il cantiere della Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi, per estensione e complessità, rappresenta un riferimento applicativo utile per comprendere come queste caratteristiche tecniche si traducano in soluzioni progettuali concrete su elementi voltati di grande luce e rilevanza monumentale.
Per il dimensionamento e la verifica di questo tipo di interventi, Kimia mette a disposizione dei progettisti KIMIA REFORCE, un software di calcolo dedicato alle verifiche dei rinforzi strutturali con sistemi FRP, FRCM, CRM e FRC certificati CVT/ETA, che consente di confrontare in uno stesso ambiente di calcolo diverse soluzioni di rinforzo e di generare la relazione tecnica a supporto della pratica progettuale.
Alla documentazione di calcolo si affianca la disponibilità degli oggetti BIM dei sistemi compositi Kimia (FRP, FRCM e CRM), scaricabili dalla libreria dedicata sul sito aziendale: famiglie parametriche che permettono di inserire i prodotti certificati CVT/ETA direttamente nei modelli digitali 3D, con le relative caratteristiche prestazionali e tecniche associate all'oggetto, per una progettazione BIM-based geometricamente accurata e coerente con la documentazione di prodotto.
Per approfondimenti tecnici, richieste di documentazione (schede tecniche, CVT, ETA, oggetti BIM) o assistenza nella progettazione di interventi su edifici storici e vincolati
contatta direttamente Kimia
FAQ tecniche: Kimisteel INOX 800 e sistemi FRCM per il restauro
1. Che cos'è un sistema FRCM e in cosa differisce da un FRP?
Un sistema FRCM (Fiber Reinforced Cementitious Matrix) unisce una rete o un tessuto in fibra a una matrice inorganica (calce idraulica o cemento), mentre un FRP (Fiber Reinforced Polymer) impiega una matrice organica, generalmente resina epossidica. La matrice inorganica dei sistemi FRCM garantisce maggiore traspirabilità e compatibilità con supporti murari storici.
2. Perché scegliere un tessuto in acciaio inox rispetto a uno in acciaio galvanizzato o in basalto?
L'acciaio inossidabile non è soggetto a corrosione in presenza di umidità e cloruri, condizione frequente nelle murature storiche con risalita capillare. L'acciaio galvanizzato offre una protezione dello strato di zinco, che tuttavia può essere compromessa nel tempo in ambienti particolarmente aggressivi; il basalto, pur non essendo soggetto a corrosione, presenta caratteristiche meccaniche e di rigidezza differenti.
3. Qual è lo spessore applicativo tipico di KIMIA Kimisteel INOX 800?
Il sistema prevede uno spessore complessivo di 10 mm, costituito da due mani di malta da circa 5 mm ciascuna, tra le quali viene annegato il tessuto in acciaio inox da 800 g/m².
4. Su quali tipologie murarie può essere impiegato il sistema?
Il Kimisteel INOX 800 System è certificato (CVT n° 207) per l'impiego su muratura di mattoni, muratura di tufo e muratura di pietra. Per tipologie murarie differenti è necessaria una valutazione specifica.
5. È necessario un primer prima dell'applicazione del tessuto?
Sì, nei casi in cui il supporto necessiti di pre-consolidamento superficiale, è previsto l'impiego di un primer a base di resina sintetica bicomponente in dispersione acquosa (Kimicover FIX), da applicare prima della stesura della malta.
6. Il sistema è reversibile?
I sistemi FRCM a matrice di calce presentano un grado di reversibilità relativa superiore rispetto a soluzioni con resine organiche, poiché non introducono collanti polimerici permanenti nella muratura. La reversibilità completa, tuttavia, va sempre valutata caso per caso in relazione al livello di tutela dell'edificio.
7. Quali normative regolano l'impiego dei sistemi FRCM in Italia?
Il riferimento principale è costituito dalle Linee Guida del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici per l'identificazione, qualificazione e controllo di accettazione dei sistemi FRCM e FRP, in coerenza con le Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC). A livello europeo, la marcatura CE avviene tramite Valutazione Tecnica Europea (ETA).
8. È possibile sostituire un componente del sistema con un prodotto equivalente di un altro produttore?
No, in linea di principio le prestazioni certificate (CVT o ETA) si riferiscono al sistema completo testato come tale. La sostituzione di un componente con un prodotto non incluso nella stessa certificazione invalida la corrispondenza tra le prestazioni dichiarate e quelle effettivamente installate.
9. Il sistema è indicato solo per interventi post-sisma o anche per prevenzione?
È utilizzabile sia in interventi di miglioramento sismico su edifici esistenti sia in interventi preventivi di adeguamento o miglioramento delle prestazioni strutturali, nell'ambito della normativa vigente sulle costruzioni esistenti.
10. Che ruolo ha la traspirabilità della malta a base di calce in un intervento di consolidamento?
Una malta a base di calce idraulica naturale, rispetto a una matrice cementizia ad alto contenuto di clinker, favorisce il passaggio del vapore acqueo attraverso la muratura, riducendo il rischio di accumulo di umidità all'interfaccia tra rinforzo e supporto e la conseguente formazione di condense o muffe.
11. È possibile applicare Kimisteel INOX 800 su superfici curve come volte e cupole?
Sì, l'applicazione a fasce o diffusa del tessuto flessibile consente di seguire la geometria di elementi voltati e cupole, come dimostrato dagli interventi in corso sulla Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi.
12. Cosa si intende per "reticolato diffuso di diatoni" con questo sistema?
Si tratta di una tecnica di rinforzo che prevede l'inserimento di barre elicoidali in acciaio inox (Kimisteel INOX X-BAR) all'interno della muratura, in sostituzione o integrazione dei tradizionali diatoni in pietra, per migliorare il collegamento tra i paramenti murari e la resistenza complessiva della sezione.
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