A SAIE °50 la nuova edizione di EDILTROPHY: il concorso del MURATORE dell'anno

"L'edizione del 50/o arriva in un momento particolarmente difficile. Anzi, più che un momento sembra una discesa senza fine, un tunnel di cui non vediamo la fine". Non è positivo - e non potrebbe essere diversamente - il giudizio del Presidente del Formedil, Massimo Calzoni, sul settore edilizio in vista di Saie, il Salone dell'Edilizia alla Fiera di Bologna dal 22 ottobre.

Una stagione complicatissima, dalla quale la formazione - di cui Formedil (ente di coordinamento del sistema bilaterale delle costruzioni rappresentato da Ance/CNA/Confartigianato/Cooperative da una parte e organizzazioni sindacali di categoria dall'altra) - può aiutare ad uscire. "Vediamo che ogni giorno decine delle nostre imprese dichiarano forfait - ha detto Calzoni - e questo produce un'iperconcorrenzialità imprese che lavorano a condizioni non normali. Ecco allora che i rapporti diventano difficili tra imprese e con stazioni appaltanti e supappaltanti. E' un settore che si sta imbarbarendo". Ma in questo contesto, quale può essere la mano che dà la formazione? "Ci stiamo interrogando sul ruolo che possiamo dare ai lavoratori e alle imprese. Dobbiamo sensibilizzare gli imprenditori all'innovazione che è uno dei driver di uscita dalla crisi. Formarli sulle nuove tecniche, i materiali, l'attenzione all'energia e alla tecnologia. Questo dovrebbe prepararli un po' per una ripresa potenziale" che però potrà arrivare solo con interventi massicci.

A Saie, Formedil tornerà con la finale di Ediltrophy, la fara di abilità di arte muraria, "Con un premio valorizziamo risorse junior e senior che si dedicano al proprio lavoro nell'ottica di conservare il saper fare. Ora sono in corso le eliminatorie regionali e il 24 a Bologna facciamo la finale". Quest'anno, si cercherà nella gara di coniugare la tradizione muraria italiana con l'innovazione, realizzando un manufatto urbano che tenga in sè aspetti di risparmio energetico e l'aspetto smart.

Sullo sfondo, il rischio, dall'altro lato è quello della perdita delle competenze "Chi fa più valorizzazione risorse umane? - ha detto il presidente Formedil - quasi più nessuno.
Diffondere la conoscenza delle tecniche, il saper fare manuale.

E' una cosa che non si fa più: c'è una destrutturazione in atto sulle imprese, sono stati persi mezzo milione di posti di lavoro. Oggi le imprese licenziano tutti e magari vanno a cercare qualcuno in giro che sappia fare delle cose. Ma dopo un po' rischierà di non trovarlo più: chi può cambia settore, va altrove. C'è il rischio di perdere la conoscenza e il saper fare. L'apparato formativo serva anche un po' a questo a fare quello che facevano le imprese tradizionali". (ANSA).
  

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