Rifiuti elettronici, Europa: solo il 35% smaltito correttamente

02/09/2015 1682

Due terzi di tutti i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche prodotte in Europa non viene gestito in maniera corretta.
È quanto emerge da una ricerca durata 2 anni, sul funzionamento del mercato delle apparecchiature elettriche ed elettroniche usate e dismesse. Il progetto Countering Weee Illegal Trade (CWIT), finanziato dall’Unione Europea e stato realizzato da Interpol, United Nations University (UNU), gli istituti United Nations Interregional Crime and Justice Research e Compliance Risks, l’associazione Weee Forum, l’associazione Cross-Border Research e la società Zanasi Partners.
Dalla ricerca escono numeri molto preoccupanti: solo 3,3 milioni di tonnellate (il 35%) di rifiuti elettrici elettronici sono entrati nei circuiti ufficiali e corretti della raccolta e dello smaltimento, mentre ben il 65% (6,2 milioni di tonnellate) è stato gestito scorrettamente, illegalmente o gettato nell’indifferenziato.
 
In più sembra che circa 1,3 milioni tonnellate di RAEE avrebbero preso la strada delle zone extraeuropee senza adeguata documentazione, di cui ben il 70% erano ancora funzionante. Una situazione che lascia ancor di più dell’amaro in bocca se pensiamo che gli altri 4,7 milioni di tonnellate rimasti in Europa, sono andati  in discarica o smaltite in modo scorretto o illegale.
 
Lo studio sottolinea inoltre come sistemi efficaci di monitoraggio delle performance di rimozione delle sostanze inquinanti e adeguati standard di trattamento dei Raee non siano pienamente utilizzati neppure negli Stati europei più avanzati dal punto di vista del controllo ambientale. Tra le proposte invece: un Operational Intelligence Management System che potrebbe migliorare e implementare le informazioni, anche riguardo i crimini collegati al commercio e al trattamento illegale e arrivare a delle azioni specifiche anche valutando le dinamiche della criminalità organizzata.
Con una National Environmental Security Task Force (NEST), in cui siano presenti diverse autorità ed esperti, sarebbe possibile inoltre rendere applicabile la legge in modo cooperativo, collaborativo e coordinato a livello nazionale e internazionale.
 
Per quanto riguarda la situazione europea il rapporto evidenzia Paesi come la Svezia e la Norvegia dove si registra un riciclo dei RAEE fino all’85%, mentre altri stanno sotto il 20%, come la Romania, Cipro e la Spagna. Come al solito l’Italia poco si discosta dal gruppo degli ultimi registrando valori poco superiori al 20%.