RISCHIO SISMICO: cosa possiamo fare? Un libro per capire che solo la conoscenza genera coscienza

09/11/2015 2671

Pubblicato il libro “RISCHIO SISMICO”, perchè parlarne non è mai abbastanza
Autore del libro l’ing. Andrea Barocci, Esperto in progettazione sismica

Rischio sismico.
Terremoti, scienza, normativa e coscienza

Per quanto ciascuno abbia un’idea propria della parola “rischio”, credo che sul dizionario Treccani ve ne sia una definizione egregia: eventualità di subire un danno connessa a circostanze più o meno prevedibili.

Nasce quindi una singolarità nell’aggiungere la parola “sismico”, dovuta al fatto che, ad oggi, nessuno è in grado di prevedere i terremoti ma (quasi) tutti sanno dove si verificheranno i prossimi. Considerando che l’uomo è ormai da millenni un animale stanziale, la definizione di rischio tende a spostarsi da eventualità a certezza.

Così inizia il primo capitolo del libro. Si parte da una certezza: l’Italia è sismica, in Italia ci sono stati terremoti e ancora ce ne saranno. Il concetto di “rischio sismico” appartiene dunque alla società ed è nostro dovere conoscerlo e imparare a gestirlo, da ogni singolo cittadino fino alla classe politica.

In particolare i tecnici vivono doppiamente questa realtà: prima come persone poi come professionisti che, con il proprio lavoro e le proprie scelte, si assumono responsabilità, interagiscono con le leggi, intervengono sul patrimonio edilizio, decidono per nuove costruzioni, agiscono nell’emergenza.

Ecco quindi come “maneggiare” questo volume: trovare durante la lettura spunti e riflessioni che possano far vedere in maniera diversa alcuni aspetti della vita professionale, senza alcuna pretesa scientifica.

Il filo logico segue una linea temporale. Partiamo da quando le credenze popolari e la religione sostituivano la sismologia, fino a quando quest’ultima è diventata scienza. Troviamo poi le componenti del rischio e la “scossa”, parlando di previsione, prevenzione e scelte, fino alla gestione dell’emergenza. Attraversiamo quindi la storia d’Italia tramite l’indissolubile legame tra i suoi terremoti e le leggi che li inseguono, con qualche nota anche da altre nazioni, per meglio comprendere i concetti attuali di sicurezza antisismica, come siano nati, la loro filosofia, la responsabilità ad essi legata. Infine affrontiamo la situazione del nostro patrimonio edilizio, infrastrutture, scuole, ospedali; quanto siamo sicuri? Cosa possiamo fare? Cosa dobbiamo fare?
Probabilmente questo testo è più adatto a sollecitare domande che non a dare risposte, ma solo con la conoscenza potremo affrontare un tema così delicato e, ancora per tanti aspetti, nuovo. La conoscenza del rischio genera coscienza, il resto viene da solo.

Recensione
L'argomento del libro non è facile, lo sappiamo. L'autore allora "srotola" lungo un filo immaginario, che collega il tempo e gli argomenti, tutti i principali concetti legati al rischio sismico: teoria, evoluzione normativa, principali terremoti, sicurezza delle costruzioni, responsabilità. Alcuni capitoli scorrono veloci, altri hanno bisogno di più tempo perchè non sempre i temi riportati sono piacevoli; allora bisogna soffermarsi un pò di più, prendere coscienza del proprio ruolo.
Perchè il libro spiega che ciascuno, quando si parla di terremoti, ha un ruolo, una posizione, e una scossa può avere epiloghi diversi se si hanno diverse consapevolezze. In tutto questo, le professioni tecniche rivestono un ruolo doppiamente delicato perchè da una parte subiscono l'evento, dall'altra soprattutto in tempo di pace, si trovano a gestire scelte e responsabilità che potrebbero essere valutate da un giudice estremamente severo come il terremoto.
Ing. Stefania Alessandrini, INGENIO

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Anno: I edizione ottobre 2015
Pagine: 200

Edizione cartacea
Formato: 17 X 24 cm