ARCHICAD 20: in anteprima la prima recensione italiana della versione in uscita a giorni

16/09/2016 5095

Articolo a cura di Luca Manelli

ARCHICAD è sul mercato da oltre 30 anni (per la precisione 32) e tutti gli anni, con ogni nuova release, GRAPHISOFT ci ricorda perché abbiamo scelto di utilizzare uno strumento come ARCHICAD. Di questi 32 anni ne ho condivisi 21 con ARCHICAD e ti posso assicurare che da quando si parlava di Virtual Building fino al BIM, ARCHICAD è sempre stato tra i software più competitivi e leader del mercato.

Questo articolo vuole essere un resoconto delle impressioni che ho avuto al primo contatto con ARCHICAD 20.

 

Fresh look at BIM

La prima cosa che si nota è la nuova interfaccia utente, è inevitabile! La prima impressione che ho avuto è stata quella di una applicazione per il mondo mobile. Sono sicuro che con questo nuovo look ARCHICAD 20 si distingue dagli altri software BIM in circolazione e strizza un occhio alle nuove generazioni, più abituate a un linguaggio di design minimale.
Dell’interfaccia utente rinnovata ho apprezzato le nuove icone e i colori adottati che rendono l’ambiente di lavoro elegante, moderno e molto ordinato rispetto alle versioni precedenti. Devo dire che ci voleva!
La nuova veste grafica però non deve spaventare un utente di vecchia data, infatti la posizione dei controlli e dei comandi di ARCHICAD non è stata cambiata e risulta semplice trovare e impostare il proprio Ambiente di Lavoro preferito.

Gestione della Libreria semplificata

Personalmente ho sempre trovato il Gestore della Libreria semplice nel suo utilizzo. Però so anche che la gestione della Libreria è uno dei problemi più diffusi tra gli utenti. Il suo rinnovamento porta una semplificazione nella gestione e organizzazione della Libreria Incorporata e anche nella gestione delle librerie sul Server BIM per chi lavora con il TeamWork.

 

Una nota piacevole è la possibilità di visualizzare l’anteprima grafica degli oggetti della Libreria caricata, cosa che risulterà molto utile.

Preferiti grafici

Qui devo dire a gran voce: Finalmente!
Ho sempre reputato i Preferiti una straordinaria funzione che permette un notevole aumento della produttività. L’unico neo era quello di non poter “vedere” graficamente la configurazione dell’elemento salvato ma di doversi ricordare le impostazioni solo attraverso il nome dato in fase di salvataggio.
In ARCHICAD 20 i nuovi Preferiti grafici permettono un riscontro grafico sulle impostazioni memorizzate dell’elemento grazie a miniature di anteprima a colori in 2D e in 3D generate automaticamente e disponibili per qualsiasi strumento. Ma la novità non si ferma qui perchè ora è possibile organizzare i Preferiti in cartelle anche all’interno dello stesso strumento, per poter distinguere e separare, ad esempio, i Preferiti dei Muri in cartongesso da quelli in muratura e da quelli in cemento armato.
In questo modo risulterà più semplice la preparazione e l’organizzazione di elementi standard da utilizzare in un Team di lavoro per lo sviluppo dei progetti dello studio.

La “I” del BIM (Building Information Modeling)

E ora parliamo un po' di BIM, dato che è l’argomento del momento. Bisogna sempre tenere presente che la parte più importante in un progetto BIM è la I delle Informazioni che sono la differenza tra un “classico” modello tridimensionale e un modello BIM. Oltre alla possibilità di condividere le informazioni nei diversi formati standard (IFC4, BCF e COBie), in ARCHICAD 20 si possono importare tabelle di Excel per completare o integrare le informazioni negli elementi attraverso gli Abachi.

 

Questa importante novità potrà aiutare a generare una collaborazione più stretta e completa con eventuali collaboratori che si possono dedicare alla compilazione delle informazioni in un software diverso da ARCHICAD.

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