Sismabonus ed esclusione geometri e periti: applausi da Inarcassa

07/03/2017 8450

Sismabonus, altro giro di giostra: per Inarcassa, la valutazione del rischio sismico spetta solamente ad ingegneri e architetti ed è quindi giusto escludere geometri e periti industriali

Il decreto attuativo del MIT sul Sismabonus è appena uscito e le linee guida per la classificazione del rischio sismico sono 'fresche di stampa' ma la polemica/dialettica sull'esclusione, dalle valutazioni, di geometri e periti industriali non si placa. L'oggetto del contendere resta l'art.3 del decreto attuativo del MIT, che di fatto consente le valutazioni del rischio sismico solamente ad architetti e ingegneri, escludendo quindi le altre categorie tra le quali, appunto, geometri e periti tecnici e industriali.

L'art.3 sopracitato specifica infatti che "l'efficacia degli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico è attestata dai professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzioni dei lavori delle strutture e collaudo statico in possesso di laurea in ingegneria o in architettura secondo le competenze del Dpr n. 328 del 2001 e iscritti ai relativi ordini professionali di appartenenza". Anche nello spazio di asseverazione, allegato al DM, si parla solo di ingegneri e architetti.

Dopo la reazione contraria del CNPI e del presidente del Consiglio Nazionale dei Geometri Savoncelli, che ha chiesto una correzione ufficiale al decreto al ministro Delrio, arrivano gli applausi di Inarcassa, secondo cui "non c'è nessunissimo errore". Per il presidente di Fondazione Inarcassa (braccio operativo sui temi della professione di Inarcassa) Andrea Tomasi, infatti, l'esclusiva competenza degli architetti e degli ingegneri in merito allla valutazione dell'efficacia degli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico è "assolutamente corretta, e dopo tanta confusione di competenze in quest’ultimo periodo, diciamo anche finalmente. La normativa in materia è precisa e la giurisprudenza consolidata. Così si ritorna in un alveo corretto che rispetti norme e leggi".

Restiamo 'connessi', quindi, in attesa della prossima puntata di una querelle che non sembra destinata a placarsi anche se, allo stato attuale, il decreto del MIT è molto chiaro e non ammette dubbi.