Dalla Biemme sistemi antisfondellamento dei solai a prova di test

30/06/2017 9074
 
Il fenomeno dello “sfondellamento” dei solai rappresenta oggi una problematica spesso ricorrente che porta alla caduta degli interposti in laterizio (chiamati anche fondelli, da questo il termine sfondellamento) o di porzioni di esso.
Tale fenomeno interessa sia i solai in latero cemento che quelli in acciaio laterizio e può dipendere da diverse cause che possono avere origine progettuale-realizzativa (per deficit progettuali, per errata realizzazione, ecc.), funzionale (per modifica dei carichi) e/o ambientale (danni causati da infiltrazioni d’acqua, ecc.).
Il problema principale di tale fenomeno è che la rottura dei setti verticali degli interposti in laterizio è di tipo fragile e avviene quasi sempre rapidamente senza permettere lo sgombero dei locali in sicurezza e questo porta a possibili forti rischi per l’incolumità delle persone.
 
La Biemme è stata una delle prime Società in Italia a progettare e ad inserire in gamma dei prodotti dedicati all’antisfondellamento dei solai (rete in fibra di vetro strutturale alcalino resistente in AR GLASS con il contributo di connettori e flange di fissaggio).
 
SCHEMA D’INSTALLAZIONE TIPO
 
 
La Biemme però, oltre ad inserire in gamma un sistema di prodotti dedicati alla messa in sicurezza dal fenomeno dello sfondellamento dei solai, ha voluto anche testare sul campo tali prodotti, attraverso prove sperimentali, eseguite presso il Laboratorio di Prove dell’Istituto Giordano di Bellaria-Igea Marina (RN).
L’oggetto della sperimentazione è stato quello di simulare il comportamento del sistema “antisfondellamento” applicato su una struttura reale, attraverso la realizzazione di un simulacro di solaio in latero cemento di dimensioni 2 m x 1,6 m, formato da n. 4 travetti in calcestruzzo ed interposti in laterizio disposti a passo 0,50 m.
Su tale struttura, è stato poi realizzato all’intradosso, un rinforzo con rete in fibra di vetro AR GLASS e connettori di fissaggio (con due soluzioni differenti, una senza il supporto di un intonaco strutturale e l’altra con accoppiamento rete + intonaco strutturale).
Nella zona estradossale del solaio è stato applicato poi un carico controllato (nell’area corrispondente ad un interposto in laterizio) mediante un sistema di pressione pneumatico/oleodinamico collegato ad una cella di carico (per la misura real-time del carico applicato).
 
PROVE SPERIMENTALI ESEGUITE SUL SISTEMA ANTISFONDELLAMENTO A SECCO
 
  
PROVE SPERIMENTALI ESEGUITE SUL SISTEMA ANTISFONDELLAMENTO CON INTONACATURA ARMATA
 
I risultati di tale sperimentazione, come potete vedere nel rapporto di prova, sono stati più che soddisfacenti.
Il sistema a “secco” ha raggiunto il collasso ad un carico compreso tra i 138 e i 148,7 kg, mentre per il sistema con “intonaco armato” si è arrivati a ben 877 kg per area di interposto.
Se si pensa che il peso di un interposto in laterizio con 2 cm d’intonaco è di circa 12-13 kg i carichi raggiunti durante le sperimentazioni permettono al progettista di avere elevati standard di sicurezza.