Trasmessa a tutti gli ORDINI territoriali la MOZIONE del 62 Congresso Nazionale degli Ingengeri

Con la Circ. n. 97 il Consiglio Nazionale degli Ingengeri ha inviato a tutti gli Ordini degli Ingegneri d'Italia la mozione approvata all'unanimità al  62° CONGRESSO NAZIONALE svoltosi lo scorso 28-30 giugno.

LA MOZIONE CONGRESSUALE 
Gli Ingegneri italiani,
riuniti nel 62°Congresso Nazionale in Perugia

PREMESSO
> che il CNI ha la responsabilità di rappresentare l’Ingegneria nel suo complesso e nei suoi molteplici settori, ruoli e attività;
> che il CNI intende confrontarsi con gli attori politici ed economici del Paese, portando avanti le istanze di innovazione e crescita espresse dagli Ingegneri;
> che la recente congiuntura economica del Paese ha trasformato ed in alcuni casi indebolito gli studi professionali, imponendo un’innovazione sostanziale dell’organizzazione del lavoro professionale;
> che l’insieme degli Ordini territoriali degli Ingegneri deve rafforzare le proprie competenze e rendere più efficiente la propria struttura organizzativa costituendo, ancor più rispetto alla situazione attuale, una rete di servizi utili alla crescita dei professionisti, in tutti i settori e ruoli dell’Ingegneria;
> che gli Ingegneri italiani confermano la volontà di essere parte attiva della modernizzazione del Paese e della crescita economica mettendo a disposizione, sia nell’ambito pubblico che in quello privato, il proprio ampio bagaglio di competenze, conoscenze tecniche e scientifiche, e le proprie organizzazioni;
> che è precisa volontà della categoria professionale contribuire a ridurre i rischi ambientali, materiali ed immateriali attuando opportuni piani di prevenzione;
> che il CNI ha dato seguito agli impegni ed agli obiettivi esplicitati nella mozione elaborata nel corso del 61° Congresso degli Ordini degli Ingegneri tenutosi a Palermo nel 2016;
> che occorre tenere in dovuto conto le istanze emerse dai delegati degli Ordini territoriali nell’ambito del Precongresso 2017 e l’opportunità di comunicare in modo organico il ruolo che la figura dell’Ingegnere oggi riveste nella società sotto molteplici aspetti, in particolare nel campo dello sviluppo, dell’innovazione e della prevenzione e mitigazione del rischio;
> che occorre riorganizzare il sistema della formazione universitaria nel campo dell’Ingegneria, rendendo più uniformi i corsi di laurea magistrali e definendo la struttura e la funzione delle lauree triennali professionalizzanti;
> che è necessario rendere più efficienti ed efficaci le strutture di intervento nei luoghi colpiti da calamità naturali nelle quali gli Ingegneri ed altri professionisti tecnici operano, nonché ridefinire e rafforzare il ruolo e la struttura degli Ordini territoriali alla luce di una molteplicità di eventi e cambiamenti sociali ed economici intervenuti negli ultimi anni, oltre a quelli legati alla stessa figura professionale dell’Ingegnere, tali da richiedere una maggiore connessione degli Ordini stessi con le dinamiche dei territori in cui essi operano;
> che è necessario proseguire nell’attività a sostegno del percorso di Industria 4.0, anche per un maggiore coinvolgimento degli Ingegneri del settore Industriale e dell’Informazione;

RICONOSCIUTA
> l’opportunità che il CNI rappresenti in modo sempre più organico la molteplicità dei settori in cui operano gli Ingegneri ed i nuovi profili professionali che si stanno configurando anche a seguito della digitalizzazione dei processi e delle trasformazioni del mondo del lavoro;
> la necessità di informare in modo compiuto ed efficace gli Iscritti all’Albo in merito agli strumenti giuridici e agli incentivi, di diversa natura, che possono favorire la maggiore efficienza dell’organizzazione del lavoro professionale;
> la necessità che il CNI prosegua nell’azione per la definizione degli standard prestazionali al fine di individuare parametri di riferimento per i compensi dei professionisti;
> la assoluta necessità di procedere, ai sensi dell’articolo 36 della Costituzione, alla determinazione dell’equo compenso per i lavoratori autonomi ed i professionisti, principalmente a tutela dei propri committenti;
> l’importanza di sostenere a tutti i livelli decisionali la piena attuazione del principio di sussidiarietà dei professionisti rispetto all’azione delle Amministrazioni Pubbliche;

CONSIDERATO
> che occorre proporre e mettere in campo molteplici strumenti che garantiscano il rilancio del lavoro professionale con forme nuove rispetto al passato, che puntino soprattutto all’aggregazione ed alla costituzione di reti professionali;
> la generale condivisione delle proposte contenute nella Relazione tenuta dal Presidente di apertura del 62° Congresso Nazionale;

CONSAPEVOLI
> che i partecipanti al 62° Congresso Nazionale nonché tutti gli Iscritti devono essere protagonisti dell’attuazione dei contenuti della mozione, supportando

il Consiglio Nazionale degli Ingegneri e gli Ordini territoriali in ogni attività conseguente;

IMPEGNANO
il Consiglio Nazionale Ingegneri e il sistema degli Ordini degli Ingegneri territoriali:

1 Formazione e professione
1.a. a rafforzare l‘identità della figura dell’Ingegnere partendo dalla sua ampia formazione universitaria di base, che dovrà tener conto dell’armonia tra i percorsi formativi e le reali esigenze del mercato del lavoro, adattandosi alle sue dinamiche, anche sulla base di una forte sinergia tra Accademia e Consiglio Nazionale;
1.b. ad attivarsi presso il Ministero dell’Università e della Ricerca per la centralità del ciclo unico magistrale, a tutela della Società e della formazione dell’Ingegnere;
1.c. a predisporre – attraverso e di concerto con il Miur – un percorso specifico formativo prevalentemente accademico che consenta agli attuali Iscritti alla Sezione B dell’Albo, che svolgono attività riservate, di accedere alla Sezione A previo superamento dell’Esame di Stato;
1.d. ad operare affinché i corsi di laurea professionalizzanti possano essere una risposta positiva e concreta all’esigenza di nuovi profili professionali preventivamente individuati e connessi anche allo sviluppo e diffusione dei processi digitali, favorendo l’inserimento immediato nel mercato di figure di tipo operativo, anche nel settore delle attività non riservate, e la loro accoglienza in specifiche e dedicate sezioni dell’Albo distinte dall’attuale sezione B, nell’ottica di una generale crescita del sistema ordinistico;
1.e. a promuovere, già nell’ambito dei corsi universitari, una migliore conoscenza dell’attività libero - professionale e del sistema ordinistico, che incrementi la cultura della professione libera, attivando sinergie con gli Ordini professionali;
1.f. a valorizzare la formazione continua degli Iscritti, anche mediante una verifica dell’attività svolta dai provider;

2 Politiche di prevenzione dal rischio: cultura, normativa, formazione, sussidiarietà
2.a. a farsi carico dell’esigenza di una diffusione ampia nella società della cultura e consapevolezza del rischio e della sua prevenzione;
2.b. a proseguire l’intensa azione presso le forze di Governo, in sinergia con la Rete delle Professioni Tecniche, affinché un piano a medio-lungo termine di prevenzione e di mitigazione del rischio sismico afferente al patrimonio edilizio venga realmente posto in essere, attuando anche quella politica diagnostica e di conoscenza legata al Fascicolo del Fabbricato;
2.c. ad intervenire affinché gli iter procedurali-amministrativi legati agli interventi di prevenzione, mitigazione e di ricostruzione in zone sismiche ed a rischio idro-geologico siano sempre ispirati ai processi di digitalizzazione, per una rapida circolazione delle informazioni e di efficace gestione degli interventi;
2.d. a continuare le azioni concretamente già intraprese presso i Ministeri competenti per una nuova cultura normativa, fondata su norme prestazionali cogenti chiare e semplici che, integrate da linee guida e/o norme volontarie, prodotte e pubblicate da enti di normazione nazionali (Uni, Cei), esaltino professionalità, qualità e autonomia delle scelte degli Ingegneri;
2.e. a promuovere attivamente la cultura della sicurezza nella gestione e trasmissione delle informazioni, che costituisce oggi una delle minacce più rilevanti per il Paese, promuovendo il ruolo dell’Ingegnere, quale responsabile, anche normativamente, del processo;
2.f. attivarsi per la modifica del DPR 75/2013 e per ottenere l’applicazione delle disposizioni di legge in materia di efficienza energetica con lo scopo di una uniformità sul territorio nazionale;

3 Incremento di efficienza e di capacità competitiva degli organismi professionali
3.a. a promuovere, presso le forze di Governo, l’adozione di misure di incentivazione economica ed una fiscalità semplificata per le forme di aggregazione tra professionisti, anche sull’esempio delle agevolazioni previste per le start-up innovative;
3.b. a definire, così come già programmato tramite UNI, gli standard prestazionali degli Ingegneri, anche facendo tesoro delle esperienze e delle metodiche internazionali;
3.c. a perseguire, a tutela della committenza, politiche volte alla definizione di corrispettivi di riferimento per le prestazioni rese, partendo da quelli fissati dal DM 140/2012;
3.d. a rendere pienamente operativa e maggiormente diffusa tra gli attori pubblici e privati la piattaforma WORKING, quale strumento per la connessione tra domanda e offerta e la disseminazione delle informazioni che attivino sempre di più il mercato del lavoro, utilizzando a pieno le possibilità offerte dalla Legge 22 maggio 2017 n. 81 (cd “jobs-act del lavoro autonomo”), con lo sviluppo delle convenzioni con i centri per l’impiego e gli organismi autorizzati alle attività di intermediazione, come previsto dall’articolo 10, comma 1;
3.e. a rilanciare lo strumento delle Società tra Professionisti (StP) eliminando le criticità ed i vincoli normativi e fiscali che ne hanno finora impedito l’adeguata affermazione;
3.f. a sviluppare ulteriori modelli organizzativi della professione con caratteristiche multidisciplinari quali nuove forme di società di Ingegneria e coworking, assicurandone il rispetto dei principi deontologici e l’affermazione delle attività concettuali e professionali su quelle prettamente d’impresa;
3.g. a promuovere la costituzione di associazioni di rappresentanza della professione svolta in forma organizzata, in particolare societaria;
3.h. a promuovere lo sviluppo degli studi professionali mettendo a sistema e utilizzando le esperienze ed i modelli di aggregazione multi e interdisciplinari presenti nel territorio;
3.i. a richiedere con forza allo Stato di rafforzare i ruoli tecnici della Pubblica amministrazione, anche alla luce delle innovazioni del processo digitale, operando per il riconoscimento di un ruolo professionale del dipendente pubblico sinergico ad una crescita delle competenze nel confronto continuo con gli Ordini professionali;
3.l. a vigilare sul rispetto della normativa delle opere pubbliche e sui ribassi in essa operati, anche mediante la definizione di linee guida per la valutazione dell’anomalia delle offerte nell’affidamento degli incarichi di progettazione;
3.m. a perseguire e favorire una maggiore accessibilità ai bandi da parte dei professionisti;

4 Ordini professionali 2.0
4.a. ad agire in tutte le sedi istituzionali affinché il DPR 328/2001 venga aggiornato ed emendato, alla luce dell’auspicata introduzione del ciclo unico magistrale nei corsi universitari di Ingegneria e della istituzione delle lauree professionalizzanti;
4.b. a implementare e stimolare sempre di più l’attività di impulso e di rete nel territorio da parte degli Ordini professionali, per far sentire con più forza la propria voce;
4.c. a promuovere la certificazione delle competenze professionali su base volontaria attraverso l’Agenzia Cert’Ing che dovrà completare il percorso di accreditamento presso Accredia, al fine di valorizzare la figura del professionista e agevolare e favorire le occasioni di sbocchi professionali, anche in ambito sovranazionale;
4.d. a sviluppare una Carta dei servizi che garantisca a tutti gli Iscritti uno standard di prestazioni che il sistema ordinistico deve garantire uniformemente su tutto il territorio nazionale;
4.e. ad impegnarsi per una reale e concreta riorganizzazione delle strutture ordinistiche, al fine di assicurare la tutela e la fruizione dei servizi, individuando modalità innovative e condivise tra più soggetti;
4.f. a sollecitare gli organismi europei all’approvazione di un’apposita Direttiva per l’Ingegneria, che migliori la libera circolazione all’interno dell’Europa;
4.g. a sviluppare sempre più le attività di internazionalizzazione per la nostra professione collaborando con le alte rappresentanze europee e mondiali, al fine di accrescere le opportunità di lavoro per gli Iscritti;
4.h. a sviluppare, con l’intera categoria, il principio di sussidiarietà in materia di atti pubblici attribuito alle professioni ordinistiche dall’articolo 5 della Legge 22 maggio 2017 n. 81 (cd “jobs-act del lavoro autonomo”);
4.i. a impegnarsi a diffondere la conoscenza delle nuove Ingegnerie e agire al fine di ampliare l’iscrizione all’albo anche per i dipendenti;
4.l. a promuovere una riforma dell’albo dei consulenti tecnici dei tribunali che esalti la professionalità e la specializzazione degli Iscritti assicurando una migliore equità di giudizio nonché un adeguato compenso che contribuisca a promuovere l’efficienza del sistema della giustizia;
4.m. a sviluppare un sistema più efficiente di comunicazione agli Iscritti da parte del CNI e gli Ordini, con l’impegno di diffondere ai Colleghi i contenuti del Congresso e della mozione nonché tutte le attività svolte a livello nazionale e territoriale.

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