Quinto Conto Energia - Intervista a Giovanni Simoni, presidente di ASSOSOLARE

24/07/2012 2599

Intervista a:
Giovanni Simoni
Presidente di ASSOSOLARE

 

 

 

 

 

Le Associazioni di categoria si sono espresse negativamente a proposito dei nuovi decreti sulle fonti rinnovabili e il decreto sul 5° Conto Energia per il fotovoltaico. Quali le principali criticità che rischiano di bloccare l’intero settore?

Il settore è principalmente preoccupato perché il quadro di riferimento futuro resta incerto e dai contorni troppo poco tracciati. Leggiamo le dichiarazioni del Ministro Passera circa le proiezioni di sviluppo del mercato ma non riusciamo a capire su quali basi incentra queste stime. La filiera vorrebbe confrontarsi sui prossimi step e poter esprimere il proprio contributo.

In molti pensano che la filiera sia preoccupata esclusivamente della decurtazione del 50% contenuta nel nuovo conto energia rispetto a quanto stabiliva il precedente e che sarebbe dovuto rimanere valido sino al 2016. E' sicuramente un cambiamento delle regole del gioco in corsa per le aziende che comporta difficoltà molto serie e momenti inevitabili di crisi.


5° Conto Energia: tra le priorità delle Associazioni di categoria, per lo sviluppo del fotovoltaico, un tetto di spesa di 7 mld. di euro e Registro solo per gli impianti oltre 200 KWp. Il Governo sembra non voler accogliere le riserve manifestate dalle Regioni. Si utilizza la burocrazia per bloccare una filiera come quella delle rinnovabili scomoda ai grandi operatori energetici del panorama italiano?

Il Governo non ha accolto le richieste avanzate dalle Regioni. Una prima lettura dei Decreti mostra condizioni peggiorative rispetto a quanto era stato presentato in Conferenza Stato Regione. Non pensiamo che si voglia utilizzare la burocrazia per bloccare la filiera, riteniamo piuttosto che sia stata fatta una valutazione errata circa la necessaria regolamentazione del mercato. L’industria delle rinnovabili, e in particolare del fotovoltaico di cui Assosolare è espressione, si presenta ormai come strutturata e pronta ad affrontare le nuove sfide proposte dal mercato. Sarà in grado di superare anche le crisi determinate da un appesantimento degli iter burocratici.


Quali i principali punti chiave della strategia energetica nazionale per lo sviluppo del settore?

I punti chiavi della strategia energetica nazionale per lo sviluppo del settore rinnovabile coincidono con i punti chiave per lo sviluppo del Sistema Paese. In particolare se vogliamo veramente che le rinnovabili diano il proprio contributo – e non vedo perché cosi non dovrebbe essere visto che gli operatori hanno dimostrato di esserci – avremo bisogno di nuove regole per uno sviluppo sostenibile di questo mercato.


Le industrie italiane che operano nel campo delle energie rinnovabili stanno subendo un aumento molto rilevante di fatturato. Quali sono ad oggi le reali possibilità del settore?

In realtà la fase caratterizzata da aumenti rilevanti di fatturato costituisce un passato. L’anno corrente in realtà comporterà una riduzione di fatturato ed al contempo una stabilizzazione del comparto. In questo contesto avverrà anche una selezione degli operatori che premierà chi ha sviluppato le proprie attività in un’ottica industriale.

 

 

 


Puntare sulle fonti energetiche rinnovabili (fer) può rappresentare un’occasione per creare nuova occupazione e ridurre la dipendenza dalle importazioni di greggio, oltre che stimolare la ricerca e l’innovazione tecnologica? E quindi un modo per uscire dalla attuale crisi?

Guardando al mercato ed all'andamento dei segmenti legati alle attività ambientali ed allo sviluppo della produzione di energia da FER , "i green job" si presentano in crescita e di fatto forniscono già il loro contributo per la ripresa economica del nostro Paese. Non si dispone ancora di un dato complessivo ufficiale e quindi è difficile fare delle proiezioni serie e?attendibili. In base alle cifre relative ad alcune ricerche circolate nelle ultime settimane si parla di 200 mila posti verdi?gia' creati. Il solo fotovoltaico, per fare un esempio, contribuisce un indotto complessivo di 100.000 addetti.


Tra le diverse tipologie di rinnovabili (solare, eolico, fotovoltaico, ecc.) su quali si dovrebbe puntare con maggiore decisione nel nostro Paese?

Il fotovoltaico e l’eolico costituiscono per il ns. Paese le due fonti rinnovabili da cui può arrivare un contributo prezioso per la realizzazione di una nuova politica energetica che miri a una maggiore autonomia dall'import di energia e a prezzi più competitivi dell’energia per il sistema produttivo nazionale. Facciamo comunque attenzione: per tutto il mondo delle rinnovabili si è appena aperta una nuova fase. Le logiche degli investimenti e della finanza pura lasceranno sempre più spazio alle logiche di mercato. Ribadisco però che il mercato per funzionare ha bisogno di regole attuali e dimensionate alla conciliazione delle fonti tradizionali e delle fonti rinnovabili.