Level(s) - Un linguaggio comune per l’edilizia sostenibile europea

L’edilizia verde oggi sta diventando sempre di più un obiettivo realistico anche in Italia. Deve però collocarsi all’interno di una strategia europea efficace.
All’interno del territorio italiano il referente risulta essere il Green Building Council (GBC), un’associazione non-profit di imprese, amministrazioni pubbliche e università che persegue l’obiettivo di trasformare il mercato in modo tale che i “green buildings”, ovvero gli edifici a basso impatto ambientale, diventino una realtà concreta nella società attuale.

Il GBC Italia ha organizzato il 27 novembre con la collaborazione della Commissione Europea, il workshop sulla building sustainability performance.

L’Italia è il primo stato membro dell’UE ad aver adottato un decreto nazionale sugli appalti pubblici verdi, il cosiddetto Green Public Procurement (GPP) che ha un ruolo di leadership nel mercato dell’edilizia sostenibile diventando così il partner di riferimento per gli operatori privati ma anche soprattutto per le istituzioni nazionali ed internazionali. Il GPP nacque nel 2003 e solo nel 2016 divenne obbligatorio. 

Il GPP coopera con il programma Level(s), al centro dell’incontro, e della nuova proposta UE a supporto del comparto edile.

Questo nuovo progetto nasce per realizzare un linguaggio comune nel campo della sostenibilità degli edifici e per collegare il settore edile al concetto di economia circolare la quale, a differenza dell’economia classica, non utilizza più materie prime ma trasforma nuovamente un prodotto giunto alla fine del suo ciclo produttivo in altri beni di consumo.

Il programma Level(s) si suddivide in tre differenti livelli: iniziale, ovvero come le azioni degli individui possono avere un certo impatto sull’ambiente; di confronto tra le vare azioni; di ottimizzazione. Nell’ultimo livello vengono individuati vari indicatori riguardanti gli aspetti principali della prestazione di un edificio, quali le emissioni di gas serra, i materiali, l'uso efficiente delle risorse idriche, la comodità degli spazi, l'adattamento e la resilienza ai cambiamenti climatici, il costo e il valore dell'intero ciclo di vita dell'edificio. Questi indicatori permettono di valutare i costi dello stile di vita di un individuo, le tipologie di una costruzione e le sue qualità su un determinato ambiente.

Inoltre, la proposta Level(s) non considera solo il consumo di energia ma si pone come una pratica da attuare per realizzare davvero edifici sostenibili di lunga durata. Incoraggia un mercato difficile ma in continua evoluzione ad adottare le migliori pratiche possibili.
Il seminario tenutosi il 27 novembre è stata un’importante occasione per fare il punto, oltre al programma Level(s), anche sullo stato delle politiche nazionali in materia di ambiente e in particolare sui CAM (Criteri Ambientali Minimi) dopo l’aggiornamento normativo recente. La sintesi di Sergio Saporetti del Ministero dell’Ambiente ha consentito di evidenziare i risultati ottenuti e le strategie a breve volta a facilitarne il ricorso e aumentare la sensibilizzazione da parte dell’intera filiera e delle committenze pubbliche.

Nel corso del seminario inoltre è stato presentato da Lorenzo Orsenigo, vice presidente di ICMQ EPDItaly, il primo programm operator italiano di registrazione dei prodotti dotati di Dichiarazione Ambientale di Prodotto (Epd), un documento che descrive gli impatti ambientali legati alla produzione di una specifica quantità di prodotto. Grazie a una serie di accordi realizzati da ICMQ, l’istituto promotore di EPDItaly, un produttore italiano può usare l’Environmental Product Declaration in tutti gli schemi di rating esistenti nei vari paesi del mondo.

Dal workshop è emerso chiaramente come il passaggio ad una edilizia sostenibile non sia più una scelta ma una necessità per migliorare la qualità della vita dei cittadini, dare più valore a tutti gli edifici e garantire una particolare attenzione all'intera vita del prodotto edilizio.