Periti industriali: praticantato prima della laurea con gli accordi ordini-atenei

Periti industriali: 6 mesi di tirocinio prima della laurea, con gli accordi ordini-atenei

CNPI 14/05/2018 554

Arriva la convenzione quadro Miur-Mingiustizia-Cnpi che fissa i criteri per il tirocinio durante il percorso triennale

Iscrizione nel registro dei praticanti già durante l’ultimo anno di corso di laurea, 30 crediti formativi universitari per lo svolgimento dei sei mesi di praticantato e iscrizione dei laureati in una delle sette aree di attività di esercizio della professione riconosciute ormai a livello europeo. Si muove su queste tre principali direttrici la Convenzione quadro appena siglata tra il Ministero dell’Istruzione e dell’Università, il Ministero della Giustizia e il Consiglio Nazionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati che fissa le regole per lo svolgimento del tirocinio professionale (sei mesi) durante l’ultimo anno del corso di laurea triennale. 

Prende così forma concreta quel principio fissato dalla riforma Severino (art.6, commi 2 e 4 Dpr 137/12) che ha previsto per chi è iscritto a un corso di laurea triennale di svolgere i primi sei mesi di tirocinio obbligatori per l’accesso all’albo, già nel corso del terzo anno di studio

Una possibilità che si attua però solo in presenza di una convenzione quadro tra il consiglio dell’ordine, il ministero della giustizia e il dicastero vigilante, e che rappresenta la cornice a partire dalla quale si dovranno poi sviluppare specifici accordi sui territori tra gli organismi provinciali e gli atenei.

I dettagli dell'accordo MIUR, Ministero della Giustizia e CNPI

Nel dettaglio la convenzione prevede che gli studenti iscritti a quei corsi di laurea validi per l’accesso all’albo di perito industriale, e che hanno sostenuto e superato gli esami del 1 e 2 anno, possano chiedere di essere ammessi al semestre di tirocinio e, contestualmente, essere iscritti nel registro dei praticanti. 

Per lo svolgimento dello stesso tirocinio sono riconosciuti fino a 30 crediti formativi universitari in conformità con i piani di studio triennale e nell’ambito dei settori scientifico-disciplinari previsti nelle diverse classi di laurea. 

Infine un passaggio fondamentale della convenzione è l’iscrizione dei laureati all’albo secondo i criteri di confluenza corrispondenti ai nuovi profili professionali relativi alle sette aree di attività fissate dal ministero della giustizia in un precedente provvedimento (regolamento sulle misure compensative per l’esercizio della professione”. Un principio questo che va nella direzione della semplificazione e di quell’accorpamento richiesto a gran voce dal Consiglio nazionale.

A livello territoriale

I punti principali della convenzione quadro ora dovranno essere declinati in accordi specifici sui territori tra gli ordini e gli atenei. A livello territoriale, infatti, le intese dovranno prevedere: il numero massimo annuo di studenti da ammettere al tirocinio; lo svolgimento del tirocinio nello studio di un professionista che eserciti l’attività nel settore corrispondente; l’indicazione di un referente organizzato delle rispettive istituzioni; le modalità di individuazione degli studi professionali disponibili a ricevere i tirocinanti; la collaborazione didattica e la progettazione delle attività da svolgere e infine la clausola di verifica da parte dell’ateneo per l’avvenuta pratica, entro sei mesi dal conseguimento della laurea, in assenza della quale non è possibile riconoscere il semestre di tirocinio. 

“Con questa convenzione”, ha commentato Giampiero Giovannetti presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali“, abbiamo costruito quel ponte indispensabile fra la teoria tecnica e la pratica professionale, agevolando di fatto l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. La convenzione poi tocca un altro punto per noi fondamentale, quello della legittimazione dei profili professionali corrispondenti alle sette aree di attività. Da anni il Consiglio nazionale chiede una semplificazione delle aree di specializzazione e finalmente il legislatore ha riconosciuto i settori principali in cui si esercita la professione di perito industriale. Ora sarà fondamentale rendere valide queste confluenze anche per gli ultimi diplomati che si iscriveranno nei nostri albi”.