Direttiva Europea 2018/844: si va verso edifici sempre più intelligenti

Europa: cambia la direttiva sulle prestazioni energetiche degli edifici e sull'efficienza energetica

Direttiva 2018/844/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 30 maggio 2018L’obiettivo dell’Unione Europea di sviluppare un sistema energetico sostenibile, competitivo, sicuro e decarbonizzato entro il 2050 è ancor più attualizzato dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea del 19 giugno 2018 della Direttiva 2018/844/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 30 maggio 2018, che modifica la direttiva 2010/31/UE (EPBD recast) sulla prestazione energetica degli edifici e la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica.

Gli obiettivi della Direttiva Europea 2018/844

Tra gli scopi principali da perseguire a livello internazionale vi è quello di decarbonizzare il parco immobiliare di edifici residenziali e non residenziali, sia pubblici che privati, e renderlo altamente efficiente dal punto di vista energetico, tramite delle strategie di ristrutturazione mirate alla realizzazione di edifici a energia quasi zero (nZEB) entro il 2050. Il provvedimento promuove, inoltre, la semplificazione delle ispezioni degli impianti di riscaldamento e di condizionamento dell’aria e la crescita dell’elettromobilità mediante l’istituzione di un quadro per i posti auto destinati ai veicoli elettrici.

Novità: incentivi per soluzioni intelligenti e digitali negli edifici

Ma una novità particolarmente rilevante è senz’altro l’introduzione di un indicatore di predisposizione degli edifici all’intelligenza

Si inizia a delineare l’idea di definire appositi incentivi mirati all’introduzione di sistemi predisposti all’intelligenza e soluzioni digitali nell’ambiente edificato come strumento per il risparmio energetico, fornendo ai consumatori informazioni dettagliate sui loro modelli di consumo e consentendo di gestire la rete in maniera più efficace.

È già da parecchi anni che il settore legato al miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici è in evoluzione, a partire dallo sviluppo di dispositivi che permettono di gestire e analizzare dati sensibili, come i contatori di rete intelligenti che consentono di registrare i consumi energetici e la cui installazione è resa obbligatoria dalla Direttiva 2012/27/EU, recepita in Italia attraverso il D.Lgs. 102/2014 e smi (D.Lgs. 141/2016) secondo cui vi è l’obbligo per i condomini e gli edifici polifunzionali di installare, dove sia possibile, oltre a sistemi di termoregolazione, sotto-contatori per la contabilizzazione diretta del calore o, in caso di non fattibilità tecnica, sistemi di contabilizzazione di tipo indiretta per quantificare il consumo di calore in corrispondenza a ciascun corpo scaldante posto all'interno delle unità immobiliari.

Inoltre, l’utilizzo sempre più diffuso di sensoristica connessa agli impianti di riscaldamento, raffrescamento, ventilazione e illuminazione per l’ambiente costruito, permette di regolarne il funzionamento in maniera dinamica e di effettuarne il monitoraggio costante, al fine di adottare strategie mirate a ridurre gli sprechi energetici.

Occorre dunque mirare verso l’utilizzo sempre più diffuso di strumenti che permettono di raccogliere grandi quantità di informazioni sull’edificio, le quali necessitano poi di essere elaborate e gestite in maniera interattiva attraverso, ad esempio, l’utilizzo del BIM.

La nascita del BIM (acronimo di “Building Information Modeling”) può essere considerata un passo fondamentale verso lo sviluppo della digitalizzazione dell’ambiente costruito; si ha la possibilità di interagire, in ogni momento, su un unico modello, dalla fase progettuale iniziale fino al termine del ciclo di vita del manufatto gestendo il processo olisticamente, attraverso la correlazione di aspetti architettonici, strutturali, impiantistici, energetici, gestionali e connessi alla manutenzione. 

La norma UNI 11337:2016 mira ad incentivare l’utilizzo consapevole di questo importante mezzo. 

La Direttiva 2018/844/UE sottolinea la necessità di migliorare la gestione del nostro parco immobiliare rendendolo “intelligente”, ovvero capace di adattarsi alle esigenze degli occupanti, sensibilizzandoli sul valore dell’automazione degli edifici e sul monitoraggio elettronico di tutti i sistemi tecnici presenti nell’edificio.

Ma come verrà valutata la predisposizione degli edifici all’intelligenza? 

L’allegato 1 bis della suddetta Direttiva Europea chiarisce che l’indicatore terrà conto delle caratteristiche di maggiore risparmio energetico, di analisi comparativa e flessibilità, nonché delle funzionalità e delle capacità migliorate attraverso dispositivi più interconnessi e intelligenti.

La metodologia considera tecnologie come i contatori intelligenti, i sistemi di automazione e controllo degli edifici, i dispositivi autoregolanti per il controllo della temperatura dell’aria interna, gli elettrodomestici incorporati, i punti di ricarica per veicoli elettrici, l’accumulo di energia, nonché le funzionalità specifiche e l’interoperabilità di tali sistemi, oltre ai benefici per le condizioni climatiche degli ambienti interni, l’efficienza energetica, i livelli di prestazione e la flessibilità così consentita.

Entro la fine del 2019 la nuova Direttiva verrà integrata da un atto in cui sarà istituito un sistema comune (al momento facoltativo per i Paesi dell’Unione) per valutare la predisposizione di tutti gli edifici all’intelligenza.

Se già da qualche anno l’idea di digitalizzare i processi edilizi è considerata una necessità, per rendere le opere più efficienti, ottimizzare la fase progettuale ed esecutiva e il lavoro di cantiere e risparmiare risorse, adesso si sta affermando la consapevolezza che tutto l’iter progettuale debba essere riadattato in ottica digitale e anche il singolo edificio debba essere pensato come un “contenitore” capace di interconnettere tutti i sistemi presenti al suo interno, con lo scopo di garantire il comfort degli occupanti e al contempo migliorare l’efficienza energetica.