La gestione delle risorse territoriali in modo condiviso

Dimitri Dello Buono - Istituto di Metodologie di Analisi Ambientali, Responsabile dei Servizi Pre-Operativi ed operativi per la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Protezione Civile 10/05/2013 2240

Gestire le risorse territoriali è una attività che richiede la conoscenza di ciò che accade intorno a noi e soprattutto di come ciò che è attorno a noi evolve e si modifica.
La Pubblica Amministrazione ha vari mandati e svolge innumerevoli attività. La gran parte di queste producono, gestiscono, elaborano una gran mole di dati ed informazioni e vengono, più o meno efficientemente, gestite da sistemi ormai del tutto informatizzati.
Normalmente i dati sono immediatamente disponibili e spesso le informazioni ottenute per uno scopo sono anche riutilizzabili per scopi simili, contigui, attinenti o addirittura completamente diversi da quelli per cui si è costruito il processo di produzione dell' informazione.
I dati sono sempre alla base di qualsiasi percorso decisionale e l'informazione non può prescindere dal dato. L'informazione spesso e frutto di una elaborazione del dato e diviene dato per elaborazioni ulteriori che produrranno altre informazioni. Il tutto nel tentativo di conoscere meglio e di meglio gestire le risorse che, nella pubblica amministrazione, sono sempre più scarse e necessitano di percorsi che ne ottimizzino l'uso e la gestione.
Un sistema complesso come quello della Pubblica Amministrazione nel tempo ha tessuto una rete a dir poco “ingarbugliata” e deve, nell'ottica di razionalizzare la spesa ma soprattutto di rendere efficiente i risultati, mettere a sistema tutto quello che è possibile condividere per conoscere innanzi tutto se stessa e poi razionalizzare il razionalizzabile.
Oggi si fa un gran parlare di Spending Review perchè effettivamente la spesa in passato è stata gestita in modo del tutto inefficiente. Non mi riferisco alla spesa “contraffatta” dalla corruzione e dagli atteggiamenti loschi di molti individui ma mi riferisco soprattutto alla spesa fatta secondo le regole e le norme che risulta essere altrettanto dispendiosa ed inefficiente.
Un punto fondamentale di questo processo è la possibilità di condividere dati, informazioni e quindi innescare un processo di scambio prima e poi di condivisione della conoscenza intesa almeno come conoscenza del passato e del presente nella speranza che serva per meglio organizzare il futuro.
E' imprescindibile che oggi la Pubblica Amministrazione, che fa comunque riferimento ad un unico interlocutore che è lo Stato, ed il Governo che la gestisce non stia di fatto tentando di conoscere se stesso.
Oggi #OpenData #BigData #OpenGovernment sono di moda come era di moda negli anni 90 e 2000 la parola multimediale che poi ha dato vita a tutto quello che oggi portiamo in tasca e tanto di più.
Il mondo che ci circonda quotidianamente si riempie di dati e di informazioni che possono essere catturati e resi immediatamente disponibili a chi deve gestire le risorse. Si gestiscono cose che non si conoscono perchè si ignorano informazioni utili che invece dovrebbero essere divulgate, rese pubbliche e condivise.
La tecnologia permette di spostare i confini del possibile molto al di la di quanto potevamo immaginare 10 anni orsono.
La miriade di uffici e di “catene” ministeriali debbono imparare a condividere e cooperare.
Concludo dicendo che davvero possiamo fare tanto e ci sono davvero ampi margini di ottimizzazione dei processi e delle modalità di gestione delle risorse pubbliche basta iniziare razionalizzando la cosa alla base di qualsiasi percorso gestire i dati e le informazioni.