Edifici nZEB: vivere il comfort di una Passivhaus

edificio monofamiliare Barga

Dalla progettazione integrata di ZEPHIR nasce a Barga “La casa che vive da sola” 

Progettare l’edilizia del futuro: l’impegno di ZEPHIR continua

Quartieri e città resilienti diventano sempre più una tappa obbligata in uno scenario nazionale e internazionale che punta al miglioramento della vivibilità e della qualità di vita. Al centro l’uomo e il Pianeta, minacciati dai cambiamenti climatici.

Contrastarli è possibile e richiede un intervento trasversale e globale di sostenibilità, a partire dall’edilizia che inquina più dei trasporti. A favore di questa rivoluzione, intervengono protocolli, a bassissimo impatto ambientale, come Passivhaus ed edifici nZEB (a energia quasi zero).
Scelte abitative che fanno bene all’ambiente e creano benefici per la comunità.

ZEPHIR, Istituto Nazionale di Fisica Edile, da 10 anni in Italia, attraverso la formazione e la consulenza, divulga Passivhaus, lo standard costruttivo internazionale a bassissimo impatto ambientale. I vantaggi sono molteplici e perdurano nel tempo: “In una Passivhaus si vive bene e si risparmia. Si raggiungono elevati livelli di comfort con costi contenuti di gestione”.

L’edilizia green cresce e in Italia uno stimolo continuo arriva da ZEPHIR. L'Istituto di ricerca, con sede a Pergine Valsugana (Trento) si fa promotore dell'eccellenza edilizia connessa alle linee guida mondiali per lo sviluppo sostenibile sancite dall'Organizzazione delle Nazioni Unite. In ogni progetto si fondono i principi di Agenda 2030 con i suoi 17 obiettivi (global goals) per consegnare alle prossime generazioni un futuro di salute e benessere.

L’Istituto nazionale è coordinato da Francesco Nesi che in questi ultimi anni ha puntato, insieme ad un team di consulenti e trainer, alla divulgazione dei concetti di sostenibilità e resilienza: dalle conferenze internazionali alle sale universitarie, dialogando con rappresentanti delle pubbliche amministrazioni, privati, opinion leader, comunicatori, stakeholder.

“Il fulcro del nostro agire - spiega il direttore Nesi - è rappresentato dal global goal numero 13 Climate Action” volto a mettere in campo soluzioni che facciano da contrasto ai cambiamenti climatici. Tutte le azioni che stiamo attuando, in Italia e all’estero (come in Bhutan e in Camerun) sono finalizzate a progettare un’edilizia di qualità. Nel frattempo cerchiamo di applicare nozioni e strategie che rendano città e quartieri resilienti rispetto a fenomeni climatici talvolta drammatici. Il tema delle città resilienti è stato il focus della 6^ conferenza nazionale Passivhaus organizzata nel 2018 a Riva del Garda.”

Ad oggi tutti gli edifici Passivhaus in Italia sono monitorati per verificare l'effettivo consumo in fase di esercizio rispetto ai dati di progetto, e i risultati parlano da sé: le aspettative sono state ampiamente rispettate. Gli edifici ad altissima prestazione riducono il più possibile gli sprechi e la domanda energetica con emissioni quasi a zero, sposando così le cause del miglioramento della qualità abitativa. Inoltre non viene a mancare l'alto livello di comfort abitativo interno, sia per quanto riguarda la temperatura, sia per la qualità dell'aria. Un edificio che nasce specificamente certificato Passivhaus rispetta i requisiti del protocollo internazionale e coniuga il coinvolgimento di maestranze dall'alto livello professionale con un efficiente coordinamento di tutte le fasi progettuali.

Passivhaus consente di promuovere il concetto di non-consumo per una società più equa e non dipendente dall'approvvigionamento delle fonti energetiche non rinnovabili, garantisce di vivere in un ambiente salubre massimizzando la produttività.” [tratto dal Volume Passivhaus, di Francesco Nesi]

L'importanza di “nascere” Passivhaus

Gli edifici Passivhaus possono essere di varia natura, sia pubblici che privati, realizzati con diverse tipologie di materiali. I vari progetti in Italia e non solo, mostrano come lo standard sia trasversale e adattabile ad ogni architettura e clima. Per poter usufruire appieno dei vantaggi derivati da un'abitazione di questo tipo è preferibile che un edificio nasca Passivhaus, anche se, soprattutto sul territorio italiano, risulta ancora una pratica difficile per via dell'ingente quantità di ristrutturazioni di edifici preesistenti.

Sempre opportuno ricordare i 5 pilastri Passivhaus: involucro termico ad alta efficienza, serramenti Passivhaus, ventilazione meccanica controllata, tenuta all’aria dell’edificio, minimizzazione dei ponti termici.

Fondamentale in ogni fase del processo il ruolo dei progettisti: non solo tecnici operativi, ma promotori dello standard Passivhaus, divulgatori e coordinatori di maestranze di alto livello. Tutte caratteristiche che concorrono alla costruzione a regola d'arte. Non basta una progettazione ideale su carta, è necessario uno sviluppo concreto e coordinato dell'esecuzione. E proprio in questo contesto che la maestranza gioca un ruolo di spicco. Poiché è facile incorrere nel rischio di limitare la lavorazione e di non raggiungere i risultati previsti, i progettisti Passivhaus si affidano a imprese già preparate e collaudate. Il ruolo di ZEPHIR non si limita quindi solo alla progettazione iniziale, ma continua nell'affiancamento alla direzione dei lavori grazie alla specializzazione in consulenza, ricerca e formazione come rappresentante ufficiale del protocollo internazionale di costruzione Passivhaus.

La forza di ZEPHIR è l’aggiornamento oltre che il confronto con gli altri paesi internazionali. Di recente infatti una delegazione è partita alla volta di Heidelberg, in Germania, per assistere ai lavori della conferenza internazionale Passivhaus e illustrare i progetti in via di realizzazione in Italia. Dalla ristrutturazione delle Torri di Madonna Bianca a Trento all’edificio plurifamiliare di Putignano, il primo certificato a Bari, l’Italia porta alta nel mondo la bandiera Passivhaus.

“Nel nostro Paese - spiega l'ingegnere Ileana Iannone - sono più le ristrutturazioni rispetto alle nuove costruzioni, ed è questo il momento di puntare a recuperare e valorizzare l’esistente. Il patrimonio italiano ha bisogno di un importante intervento di riqualificazione: vale la pena lavorare a edifici da ristrutturare anche se la sfida è maggiore e le difficoltà non sono poche”.

L’ edificio di “Barga”: una casa che vive da sola

In Italia, per fortuna, gli edifici Passivhaus aumentano insieme alla sensibilità e alla cultura sostenibile. Il Polo Scolastico di Collecchio (Parma) e l'edificio plurifamiliare di Putignano (Bari) sono solo alcuni tra gli esempi. Attenzione a parte merita l'edificio monofamiliare a Barga, in provincia di Lucca.

Il committente del progetto, Mario Orlando, è il primo a crederci. Scegliere di costruire e vivere in una casa con un impatto ambientale bassissimo significa aumentare il proprio livello di comfort, facendo al tempo stesso una scelta di natura etica e responsabile.

Con la progettazione dell'edificio a Barga, Mario Orlando desiderava costruire “una casa che vivesse da sola” per ridurre al minimo gli impianti e le spese delle manutenzioni. Questo caso studio rappresenta uno dei primi edifici Passivhaus in muratura realizzato in clima mediterraneo che rispetta pienamente le caratteristiche tradizionali del luogo.

La sicurezza sul controllo della qualità è stato uno dei fattori principali che ha portato il committente a scegliere di costruire la propria casa seguendo un protocollo di certificazione Passivhaus piuttosto che optare per un modello tradizionale. Lo standard Passivhaus si è mostrato secondo Orlando il più convincente perché ha come obiettivo non tanto o non solo la classificazione in base al consumo. L’edificio Passivhaus non stravolge le tecnologie costruttive locali o i canoni estetici richiesti dai committenti. In questo senso l'edificio di Barga ne è un ottimo esempio. La costruzione in muratura si inserisce perfettamente nel contesto paesaggistico in cui si trova, nonostante la forte coibentazione dell'involucro e la presenza di serramenti ad alte prestazioni.

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