Vivere sulla faglia: rischio sismico e ordine del discorso

Il filosofo Michel Foucault (1926-1984), ne “L’ordine del discorso” (Giulio Einaudi Editore, 2004), il testo della sua lezione inaugurale al Collège de France, medita sulla particolare relazione che esiste fra conoscenza, linguaggio verità e potere, pervenendo alla conclusione che ogni sapere è in qualche misura connesso al potere. Potere inteso come “rapporti di forza”, la cui presenza pervade l’intera società, assumendo le forme più diverse; come insieme di relazioni che trae vigore, più che dalla repressione diretta, da meccanismi di censura e gratificazione che si valgono della complicità dei sottoposti e si identificano con lo stesso prodursi storico-sociale della verità.
Foucault individua nella volontà di verità l’ordine dissimulato che regola tutte le procedure di controllo, selezione ed organizzazione del discorso, ponendo in primo piano la questione alla quale la sua analisi intende rispondere, ossia in che modo, nelle società occidentali moderne, la produzione di discorsi cui si è attribuito un valore di verità è legata ai vari meccanismi di potere.
Anche quando la verità riguarda il futuro è possibile mettere all’opera la teoria di Foucault, per rivelare qual è l’ordine che sovraintende il discorso. E’ cioè possibile rivelare la volontà di verità anche nell’ambito del rischio sismico, ove il discorso concerne l’evento aleatorio, prefigura scenari futuri, costituisce in definitiva una guida per ragionare ed agire in condizioni d’incertezza e di rischio.

 

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