EPD - Environmental Product Declaration: che cosa è?

Grazie alla crescente attenzione ai problemi del cambiameto climatico, della salvaguardia dell'Ambiente e alle soluzioni connesse all'Economia Circolare si parla sempre più spesso di EPD, ovvero di Dichiarazione Ambientale di Prodotto. Ma che cosa è l'EPD ? una breve nota per saperne di più.

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Cosa si intende con Dichiarazione Ambientale di Prodotto EPD?

La Dichiarazione Ambientale di Prodotto EPD, termine che deriva dall’inglese Environmental Product Declaration, è un documento che descrive gli impatti ambientali legati alla produzione di una specifica quantità di prodotto o di un servizio: per esempio consumi energetici e di materie prime, produzione di rifiuti, emissioni in atmosfera e scarichi nei corpi idrici. Viene a volta identificata anche con l'acronimo DAP.

La Dichiarazione, creata su base volontaria, deve essere predisposta facendo riferimento all’analisi del ciclo di vita del prodotto basata su uno studio LCA (Life Cycle Assessment), che definisce il consumo di risorse (materiali, acqua, energia) e gli impatti sull’ambiente circostante nelle varie fasi del ciclo di vita del prodotto. Le fasi minime considerate vanno dall’estrazione delle materie prime, il loro trasporto al sito di produzione e la produzione stessa (si dice "dalla culla al cancello"), oppure fino alla dismissione del prodotto stesso (si dice "dalla culla alla tomba").

I risultati sono presentati in forma sintetica attraverso l’impiego di una serie d’indicatori ambientali, quali ad esempio la quantità di anidride carbonica emessa o GWP (Global Warming Potential) per unità dichiarata di prodotto (ad es. per tonnellata).

L’EPD è sempre soggetta ad una verifica da parte di un soggetto terzo indipendente prima di poter essere pubblicata. Solo gli Organismi di certificazione accreditati possono eseguire le verifiche per convalidare le EPD, adottando metodologie uniformi e sottoponendosi al controllo del loro operato da parte di Accredia, l’ente unico di accreditamento nazionale.

Attenzione: sono 3 le etichettature ambientali, una è la EPD

Le norme ISO serie 14020 istituiscono tre diversi tipi di etichettature ambientali: 

  • TIPO I: Etichette ecologiche volontarie basate su un sistema multicriteria che considera l’intero ciclo di vita del prodotto, sottoposte a certificazione esterna da parte di un ente indipendente (tra queste rientra, ad esempio, il marchio europeo di qualità ecologica ECOLABEL). (ISO 14024);
  • TIPO II: Etichette ecologiche che riportano auto-dichiarazioni ambientali da parte di produttori, importatori o distributori di prodotti, senza che vi sia l’intervento di un organismo indipendente di certificazione (tra le quali: ”Riciclabile”, “Compostabile”, ecc.). (ISO 14021);
  • TIPO III: Etichette ecologiche che riportano dichiarazioni basate su parametri stabiliti e che contengono una quantificazione degli impatti ambientali associati al ciclo di vita del prodotto calcolato attraverso un sistema LCA. Sono sottoposte a un controllo indipendente e presentate in forma chiara e confrontabile. Tra di esse rientrano, ad esempio, le “Dichiarazioni Ambientali di Prodotto”. (UNI EN ISO 14025).

Quindi la EPD è la etichettatura di tipo III, è un documento con il quale si comunicano informazioni oggettive, confrontabili e credibili relative alla prestazione ambientale di prodotti e servizi. Tali informazioni hanno carattere esclusivamente informativo, non prevedendo modalità  di valutazione, criteri di preferibilità  o livelli minimi che la prestazione ambientale debba rispettare.

EPD in sintesi

La Dichiarazione Ambientale di Prodotto in estrema sintesi:

  • utilizza la Valutazione del Ciclo di Vita (LCA - Life Cycle Assessment) come metodologia per l'identificazione e la quantificazione degli impatti ambientali. L'applicazione della LCA deve essere in accordo con quanto previsto dalle norme della serie ISO 14040, in modo da garantire l'oggettività  delle informazioni contenute nella dichiarazione.
  • è applicabile a tutti i prodotti o servizi, indipendentemente dal loro uso o posizionamento nella catena produttiva; inoltre, viene effettuata una classificazione in gruppi ben definiti in modo da poter effettuare confronti tra prodotti o servizi funzionalmente equivalenti.
  • viene verificata e convalidata da un organismo indipendente che garantisce la credibilità  e veridicità delle informazioni contenute nello studio LCA e nella dichiarazione.