Coronavirus: la (prima) peste dell’era digitale

Le tecnologie informatiche ci forniscono strumenti che possono aiutarci notevolmente a vivere meglio questa emergenza. Ecco una breve nota di due esperti dell'argomento

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Non illudiamoci, non sarà breve. Il rapido aumento del numero dei malati da Covid-19 non può sorprendere; la matematica e l’esperienza ci dicono che l’andamento di questo tipo di contagio è esponenziale, e che dipende da quanti contatti hanno avuto le persone colpite. L’ampia diffusione del virus nel Lodigiano è dovuta in buona parte all’attivissima vita sociale del cosiddetto Paziente Uno.

Fermare un virus così aggressivo richiede misure drastiche e tempo. L’andamento nei luoghi dove questa malattia si è diffusa inizialmente ci dice che dobbiamo ragionare in termini di mesi, non di settimane. 

Da ieri le autorità preposte alla tutela della nostra salute, ma anche le associazioni e le singole persone, stanno erigendo muri virtuali per isolare i focolai conclamati o potenziali. Vengono isolate aree geografiche, si chiudono le scuole, i musei, i cinema, si rinviano eventi importanti, si raccomanda di evitare luoghi o mezzi di trasporto affollati, si chiude il Duomo di Milano. In un certo senso le nostre misure di prevenzione si ispirano a quelle adottate, con successo, da Luchino Visconti a Milano durante la Peste Nera del 1348, naturalmente adattate alle circostanze attuali.

Oggi però queste misure creano maggiori disagi alla popolazione, abituata a muoversi ed operare in ambiti ben più ampi. Le tecnologie informatiche ci forniscono strumenti che possono aiutarci notevolmente a vivere meglio questa emergenza, se sapremo utilizzarle adeguatamente e saremo disposti a cambiare per qualche mese alcune nostre abitudini. Ecco alcuni esempi:

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CORONAVIRUS, sospensione attività pubblici uffici

La teleconferenza

La teleconferenza, oggi accessibile a prezzi ridotti o, entro certi limiti, gratuitamente è uno strumento relativamente poco utilizzato, un po’ per abitudine, un po’ per ignoranza e un po’ perché il contatto diretto spesso è preferibile. Oggi diventa un’opportunità di continuare certe attività evitando rischi e, in molti casi, addirittura riducendo i costi. Grazie a questa possibilità, per esempio l’Ordine degli Ingegneri di Milano ha potuto decidere immediatamente di sospendere tutte le riunioni in sede delle commissioni consultive, senza per questo fermarne l’attività. Gli incontri previsti per i prossimi giorni si svolgeranno regolarmente ma sulle moderne piattaforme di teleconferenza.

La formazione a distanza (FAD)

La formazione a distanza (FAD) sulla quale giustamente si dibatte poiché, come la maggior parte delle attività umane, ha i suoi pro e i suoi contro, in questo frangente sarebbe utilissima. Purtroppo creare dei corsi FAD validi e distribuirli è un’operazione che richiede tempi abbastanza lunghi, quindi possiamo solo utilizzare il materiale esistente, con un impatto molto limitato rispetto alla perdita di ore di lezione dovuta alla chiusura delle scuole.

Indubbiamente saranno avvantaggiate in quest’occasione quelle strutture educative dove l’utilizzo delle tecnologie informatiche era già una realtà. A Milano ci sono istituti dove i supporti formativi elettronici, quali libri di testo in formato digitale, presentazioni dei docenti, mappe concettuali e video di lezioni, vengono da tempo proposti agli studenti e potranno sicuramente alleviare i disagi provocati dalla sospensione delle lezioni frontali.

Il telelavoro

Il telelavoro oggi viene utilizzato da un numero di lavoratori delle aziende del Milanese che potrebbe essere incrementato senza particolari problemi. Esiste un’importante percentuale dei lavori cosi detti “white-collar” che non hanno bisogno delle presenza fisica in azienda. La riduzione dei costi delle comunicazioni, sia voce che di dati, rende possibile “collegarsi” all’ufficio dalla propria abitazione. Il dipendente che doveva essere seduto alla sua postazione, in ufficio, per potere utilizzare il telefono, il fax e il proprio computer oggi può farlo da casa, senza quasi notare alcuna differenza.

Le tecnologie attuali offrono la possibilità, tramite la configurazione di una VPN, di utilizzare la rete aziendale in totale sicurezza. Il PC portatile può così, da remoto, accedere alle stese risorse disponibili dalla postazione presente nella sede di lavoro.

La geolocalizzazione

La geolocalizzazione è uno strumento che può aiutare a visualizzare meglio i focolai dell’infezione, a prendere provvedimenti relativi a cordoni sanitari e a pianificare gli spostamenti.

I dati della cronologia delle posizioni degli smartphone costituiscono una mole di dati spazio-temporali, che vengono raccolti e conservati dai fornitori dei servizi e messi a disposizione esclusiva del proprietario del device. 

Questi dati, se forniti dalla persona infettatata, previe le opportune cautele per il rispetto della privacy, sono di grande aiuto nella ricostruzione degli spostamenti delle ultime settimane, e quindi permettono di individuare coloro che possono essere venuti in contatto con il soggetto, elemento determinante per arrivare al focolaio dell’infezione.

Gli ultimi decenni, con gli sviluppi dei trasporti internazionali e la globalizzazione, hanno potenziato fino a livelli prima inimmaginabili la velocità di diffusione delle epidemie ma ci hanno dato anche nuovi strumenti per combatterle e gestire al meglio l’emergenza. 

Oggi possiamo, grazie alle tecnologie digitali, sviluppare e distribuire rapidamente soluzioni, strumenti ed informazioni come mai prima nella storia dell’uomo.