Blumatica Ponti Termici FEM: il software per la corretta progettazione dei ponti termici

La valutazione accurata dei ponti termici è di fondamentale importanza sia durante la progettazione di un edificio con elevate prestazioni energetiche sia durante la redazione di un APE o di una diagnosi energetica.

Il calcolo errato dei ponti termici può causare la formazione di muffa superficiale, fenomeni di condensa e il degrado delle strutture nonché penalizzare le performance energetiche del fabbricato. 

Il professionista deve quindi saper individuare e valutare correttamente i ponti termici avvalendosi degli strumenti di calcolo e dei software più adatti.

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Che cos'è un ponte termico

I ponti termici sono zone di discontinuità dell'edificio in cui lo scambio termico tra l’ambiente interno e quello esterno è maggiore rispetto al resto dell’immobile. 

In poche parole si tratta di un «punto freddo» e può essere dovuto sia alla differente geometria dei materiali sia alla diversa conduttività degli elementi della struttura edilizia oppure a entrambi i fattori. 

A esempio, rientrano nel primo caso gli angoli, le giunzioni tra la parete e il pavimento o quelle con il soffitto, i collegamenti tra pareti divisorie o le connessioni tra il muro e i serramenti. Nel secondo caso invece sono inclusi i pilastri, i setti, le travi e i cordoli, gli elementi di collegamento di infissi e porte o le sovrastrutture esterne.

Danni e conseguenze di un ponte termico sull’edificio

Negli immobili che presentano molti ponti termici non solo si registra una notevole dispersione del calore che impatta sul comfort bioclimatico indoor, ma anche l’aumento della condensa che crea le condizioni che favoriscono il degrado dei materiali nonché il proliferare di macchie e muffe con conseguenze antiestetiche ma soprattutto igienico-sanitarie. 

Ne deriva che i ponti termici ricoprono un ruolo chiave nella progettazione energetica di un edificio, sia che si tratti di una nuova costruzione che di una riqualificazione. 

Ponti termici: riferimenti normativi e soluzioni di calcolo

In base al Decreto interministeriale del 26 giugno 2015 inerente l’applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici, il tecnico redattore della relazione tecnica dovrà verificare:

  • L’assenza del rischio di formazione di muffe;
  • La trasmittanza delle strutture sottoposte a riqualificazione energetica tenendo in considerazione la presenza dei ponti termici associati.

I valori limite di trasmittanza contenuti nelle tabelle riportate nel decreto comprendono l’effetto dei ponti termici. Per questo, quando si considera un componente non occorre guardare solo al valore della trasmittanza derivante dalla stratigrafia, ma bisogna tenere in considerazione il valore di trasmittanza media ottenuto esaminando anche tutti i ponti termici che insistono su di esso.

Il rischio è di non rispettare la verifica. 

Come calcolare correttamente i ponti termici 

La norma UNI TS 11300-1, al punto 11.1.3, spiega che lo scambio di energia termica per trasmissione attraverso i ponti termici deve essere calcolato secondo il punto 5 della norma UNI EN ISO 14683.

Due sono i metodi:

  • Calcolo numerico agli elementi finiti
  • Abaco precalcolato conforme UNI EN ISO 14683

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Quali sono le differenze tra i due metodi e in base a quali criteri devono essere scelti?

La scelta dipende dal tipo di analisi che deve essere fatta e dal grado di precisione richiesta, tuttavia un metodo agli elementi finiti è l’unica opzione che consente di valutare con precisione qualunque tipo di ponte termico, soprattutto nelle situazioni in cui occorre sapere con esattezza quali siano le dispersioni dell’involucro. 

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