Come si modifica la Legge 90 dopo la direttiva (UE) 2018/844

Il 10 giugno 2020 è stato approvato dal Governo il Decreto Legislativo 48/2020 che recepisce la direttiva (UE) 2018/844 (EPBD III) modificando la direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell’edilizia e la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica. Il Decreto Legislativo sostituisce completamente la Legge 90/2013 che di fatto è il principale riferimento normativo per il calcolo della prestazione energetica, i requisiti minimi e le prescrizioni di progetto, gli edifici NZEB, l’impiego di fonti rinnovabili e l’APE. 

Anche se dovremo attendere i decreti attuativi per veder modificare gli schemi di Legge 10 e l'Attestato di Prestazione Energetica (APE), ci sono importanti novità nell'attività dei professionisti che si occupano di efficienza energetica. 

La direttiva UE 2018/844 del 30 maggio 2018 ha introdotto modifiche significative alla precedente direttiva UE 2010/31/EU, meglio conosciuta come Energy Performance in Buildings Directive o EPBD. Il legislatore italiano provvederà quindi, nel breve periodo, ad una revisione della Legge 90/2013 al fine di accogliere tutte le novità previste in ambito europeo.

Vediamo qui di seguito come si modificherà nei prossimi mesi la valutazione della prestazione energetica degli edifici.

Metodo di calcolo della prestazione energetica e requisiti minimi richiesti

Il legislatore provvederà con dei decreti attuativi ad aggiornare la modalità di calcolo della prestazione energetica e i requisiti minimi richiesti.

In particolare, si sottolinea che:

  • negli interventi di nuova costruzione o di sostituzione del generatore di calore si richiede, ove tecnicamente fattibile, la presenza di dispositivi autoregolanti in grado di controllare la temperatura di ogni ambiente presente
  • negli interventi di nuova costruzione e nelle ristrutturazioni importanti i requisiti minimi richiesti devono prevedere il rispetto del benessere termoigrometrico in ciascun ambiente interno, la sicurezza in caso di incendi e il controllo dei rischi connessi all'attività sismica
  • nel caso sia tecnicamente ed economicamente fattibile, entro il 1° gennaio 2025 gli edifici non residenziali, dotati di impianti termici con potenza nominale superiore a 290 kW, devono essere dotati di strumenti di automazione e controllo di cui all'art. 14 e 15 della direttiva 2010/31/UE e successive modificazioni

Vengono definite inoltre le modalità di integrazione negli edifici delle tecnologie per la ricarica dei veicoli elettrici, indicando il numero minimo e la tipologia dei punti di ricarica.

Per approfondire come cambia la Legge 90, leggi il focus ‘Efficienza e prestazione energetica: addio alla Legge 90’.

Domotica e BACS

Particolare enfasi è data nelle direttive europee al concetto di domotica degli edifici e soprattutto ai Sistemi di Automazione e Controllo dell’edificio (BACS) che sono in grado di influenzare in maniera significativa la prestazione energetica.

I BACS permettono di effettuare una regolazione intelligente degli impianti tecnologici presenti nell’edificio, ottimizzata rispetto alle condizioni climatiche esterne e al reale utilizzo degli occupanti.

La normativa tecnica di riferimento per i BACS è la EN 15232 – Energy Performance of buildings – Impact of Building Automation Controls and Building Management, nella quale sono classificati in questo modo:

Domotica e BACS

Allo stato attuale il Decreto Requisiti Minimi prevede per nuovi edifici a uso residenziale un livello minimo BACS corrispondente alla classe B della norma EN 15232.

Per approfondire i sistemi di controllo BACS, leggi il focus ‘BACS e direttiva UE 2018/844’ e scopri gli strumenti offerti da TERMOLOG per progettare l’effetto che l’installazione di sistemi BACS può avere sul bilancio energetico degli edifici.