One Team User Meeting 2020: in più di 800 sulla piattaforma virtuale dell’innovazione

Oltre 800 iscrizioni, più di 1500 interazioni e grande soddisfazione di sponsor e pubblico per la 14° edizione del One Team User Meeting: il consueto appuntamento di One Team dedicato al mondo della progettazione e industria 4.0. Si è appena conclusa la fiera virtuale ambientata a Dubai all’interno della quale assistere a contenuti video, visitare stand, confrontarsi con altri visitatori e… Perché no? Stringere accordi. La manifestazione si è svolta dal 13 al 17 ottobre e si è aperta con un evento live di inaugurazione con alcuni ospiti e la premiazione dei Best performers 2020 BIM4MFG awards.

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BIM e Manufacturing: Cresce la popolazione, crescono i consumi. Come ottimizzare?

Oltre alle tantissime novità presentate in ambito BIM e Manufacturing a livello di soluzioni software, la conferenza inaugurale è stata l’occasione per fare il punto sulla situazione che stanno vivendo il settore delle costruzioni e quello industriale per quanto riguarda il tema della digitalizzazione.

Andrea Perego, nel suo speech sullo stato dell’arte dell’Industria 4.0 ha mostrato alcuni dati emblematici sull’aumento della popolazione mondiale e sulla conseguente crescita dei consumi: “nel 2050 arriveremo a 10 miliardi di abitanti, il che significa che ogni giorno circa 400.000 nuove persone accedono ai consumi e che ogni anno vengono introdotti oltre 372.000 nuovi prodotti nel mercato. Questa esigenza di aumento della produzione mondiale deve però necessariamente tenere presente un contesto in cui le risorse naturali, di spazio e di tempo iniziano davvero a scarseggiare. L’esigenza diventa quindi quella di produrre di più e con meno risorse. Come? Attraverso le nuove tecnologie per essere più efficienti, veloci e con impatti minimi su risorse e ambiente”.

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Un mondo di dati

Se da un lato stiamo assistendo a un tasso di crescita della popolazione mondiale mai visto prima, partito solo nel 1900, in parallelo assistiamo a una impennata del tasso di innovazione tecnologica. In passato tra l’invenzione di una tecnologia e un’altra passavano circa 200 anni, ora ne passano due o tre. Lo stesso processo si può notare per quanto riguarda l’industria. Tra la prima e la seconda rivoluzione industriale sono passati 200 anni, tra la seconda e la terza 70 anni e tra la terza e la quarta solo 30-40 anni. Il divario è destinato ad assottigliarsi sempre di più.

L’attuale rivoluzione industriale prevede, appunto, l’uso dei dati e del digitale: (IOT, AI, ecc). Con la Digital Age (primi 2000) e il passaggio dall’analogico al digitale, la possibilità di storage di dati a livello di dati è cresciuta a livelli esponenziali. Secondo i risultati forniti da IBM, il 90% dei dati presenti oggi nel mondo sono stati raccolti negli ultimi 2 anni (il concetto di Big Data).

Pur tenendo presente questo scenario, la velocità con cui evolve la tecnologia non può essere l’unico driver verso l’innovazione, anche perché la tecnologia ha costi elevati, sia a livello di strumenti (hardware e software) che a livello di formazione e di aggiornamento continuo delle risorse.

Il futuro del BIM

É Riccardo Perego a presentare lo stato delle cose per quanto riguarda il BIM e le prospettive future.

Secondo l’Osservatorio dell’OICE sul BIM, la stragrande maggioranza di chi lo utilizza è soddisfatto del ritorno economico e non tornerebbe indietro. Il nostro Paese è ancora in ritardo rispetto agli altri, ma è comunque in ripresa: Secondo gli ultimi dati OICE, relativi al 2019, in un anno le richieste di figure professionali legate al mondo BIM sono aumentate del 42%, inoltre, sono tantissimi i progetti messi a punto da One Team che riguardano l’implementazione BIM: oltre 350. Questo dimostra sempre maggiore attenzione da parte degli studi di progettazione e delle imprese di costruzione nei confronti dei modelli digitali e dell’introduzione delle nuove tecnologie nel settore construction.

Opportunità per le imprese innovative

Fortunatamente esistono dei piani sia nazionali che internazionali che permettono di incentivare l’uso delle nuove tecnologie.

Secondo Riccardo Perego, AD One Team, una enorme opportunità arriva dal Recovery Fund UE. “209 miliardi da spendere velocemente e nel migliore dei modi, ovvero rispettando gli obiettivi indicati dall’Unione: sostenibilità e digitalizzazione. Bisogna però stare attenti a non fare la stessa fine di altri fondi “sprecati”.

Secondo Romain Bocognani di ANCE: “il Recovery Fund può essere uno strumento straordinario per un rilancio degli investimenti pubblici con una proroga del bonus al 110%.  Abbiamo avuto tra l’85 e il 90% dei cantieri chiusi per due mesi e i risultati sono stati molto pesanti: secondo i dati Istat in 7 mesi abbiamo perso il 17% della produzione che si aggiunge al 33% di calo che c’era stato negli ultimi 12 anni. Il Recovery Fund può riattivare il settore delle costruzioni, ma esistono ancora dei dubbi, sia sull’entità del programma che su quali programmi interverrà. Molte delle grandi opere previste in Italia sono a uno stato talmente iniziale che non potranno assolutamente essere completate entro il 2026, come previsto. Non sono poi in programma azioni di semplificazione delle procedure, il che per il nostro Paese è comunque grave perché avrebbe bisogno di un notevole snellimento burocratico. Far ripartire il 70% delle opere in due anni è una bella sfida”.

Una seconda, importante occasione secondo Andrea Perego sarà quella del Piano Transizione 4.0, prosecuzione del piano Calenda Industria 4.0: 7 miliardi alle imprese che decidono di innovare.

Gli investimenti previsti riguardano ovviamente la parte di software e hardware, ma anche la formazione, la ricerca, ecc. Sempre a livello europeo esistono già tipologie di finanziamenti che riguardano la parte di ricerca e sviluppo a servizio delle nostre imprese più innovative. Tra quelli passati ricordiamo il programma Horizon 2020 con oltre 80 miliardi sul piatto, che sarà rilanciato con la versione 21-27 che prevede uno stanziamento ancora maggiore: oltre 100 miliardi”.

Approfondimenti tecnici on demand su BIM e Manufacturing

Molti gli approfondimenti tecnici che hanno affiancato il quadro di scenario della mattinata del 13 ottobre.

Dalla presentazione di tutti gli strumenti offerti per la progettazione architettonica e infrastrutturale in BIM e per la gestione dell’ACDat, a una panoramica delle principali novità software per il settore Manufacturing e l’Integrazione tra sistemi PDM e ERP.

Inoltre, per tutto l’arco della settimana e fino al 17 ottobre sono rimasti a disposizione degli utenti anche i contributi video sull’analisi degli strumenti Autodesk per la progettazione e l'ingegnerizzazione di prodotti industriali (Inventor, Nastran In-Cad, CFD, MoldFlow, Inventor HSM, Fusion e Vault), delle soluzioni per la progettazione 3D del Factory Layout e degli aspetti organizzativi per il miglioramento dei processi. Per la parte di progettazione ed edilizia i contributi hanno riguardato gli strumenti BIM di Autodesk per la progettazione architettonica, le infrastrutture civili e le costruzioni (Revit, Civil 3D, InfraWorks, BIM 360), sull’interazione BIM-GIS e sullo sviluppo dei cataloghi BIM.

>>> Visita il sito di One Team

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