Prisinzano (ENEA): ecco spiegati alcuni dei punti più controversi delle pratiche per avere il Superbonus

Quali sono i passaggi per poter usufruire del Superbonus al 110%? Cosa devono asseverare i professionisti? 

Quante pratiche sono arrivate all'ENEA dall'entrata in vigore della maxidetrazione?

Insieme all'Ingegnere Domenico Prisinzano, del Dipartimento Unità Efficienza Energetica dell'ENEA e Responsabile del "Laboratorio Supporto Attività Programmatiche per l'efficienza energetica",  Ingenio risponde ai dubbi più spinosi sul Superbonus al 110%: dal contenuto delle asseverazioni a quali caratteristiche debbano avere i materiali isolanti sino alla compilazione dell'APE negli interventi su edifici demoliti e ricostruiti.

 

efficienza-casa-enea.JPG

 

Step by step: cosa fare per usufruire del Superbonus

Ing. Prisinzano, il Superbonus è un'opportunità per tutto il Paese, cosa bisogna fare per richiederlo? Quali sono gli step e a chi bisogna rivolgersi?

«Il Superbonus è senza dubbio un'occasione da non perdere, perché si può riqualificare la propria casa praticamente non spendendo nulla o quasi. Per prima cosa, bisogna rivolgersi a un professionista, che può agire in proprio o per conto di società, che dovrà valutare gli interventi fattibili. Una volta individuati quelli sulle parti comuni e quelli privati, dovrà verificare che a seguito degli interventi si raggiunga il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio. Dopo di ché occorre seguire le normali procedure previste dalle Leggi in edilizia: in particolare, nel caso del Super Ecobonus, prima dell'inizio dei lavori, bisogna depositare in Comune la relazione tecnica ex Legge 10/91 oggi ai sensi dell’articolo 8 del decreto legislativo 192/05. Al termine dell'intervento, bisogna inviare l’asseverazione all’Enea che, grazie alle modifiche che abbiamo apportato al Portale, comprenderà anche la compilazione della scheda descrittiva. Una volta stilata l’asseverazione relativa allo stato finale, le procedure nei confronti di Enea saranno concluse. Ovviamente bisogna considerare pure il caso specifico in cui l'utente voglia avvalersi della cessione del credito o dello sconto in fattura: in questa eventualità le asseverazioni possono essere compilate per stati di avanzamento lavori, ma poi bisogna predisporre tutti i passaggi affinché una banca acquisti il credito o l'azienda che eseguirà i lavori sia disponibile ad applicare lo sconto in fattura, si tratta di procedure che vanno esaminate preliminarmente, prima dell'inizio dei lavori».

 

Superbonus: i compiti dei professionisti e le asseverazioni

Come ha accennato, per poter beneficiare della detrazione al 110% occorrono le apposite asseverazioni da parte di tecnici abilitati che dovranno poi trasmetterle sia all’Agenzia delle Entrate sia all’Enea. Quali sono i compiti e le verifiche in capo ai professionisti?

«Sulle asseverazioni occorre dire che non è una novità assoluta, poiché erano previste anche per gli interventi che usufruiscono del semplice Ecobonus. Con l’entrata in vigore del Decreto 6 agosto 2020, devono contenere anche il computo metrico e la verifica della congruità dei costi. Nel caso del Super Ecobonus poi assume un particolare aspetto, perché va depositata e compilata secondo un modello stabilito dal Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 6 agosto 2020. Questa norma ha previsto due modelli: uno per gli stati di avanzamento e l’altro per gli stati finali. Entrambi sono stati implementati sul sito ENEA nella sezione "Super Ecobonus 110%". Alla fine della compilazione, il professionista stamperà una copia dell’asseverazione, quindi di quanto ha dichiarato, comprensivo di tutti gli allegati che sono necessari, quali l’attestato di prestazione energetica ante e post operam, il computo metrico, l’assicurazione relativa a quella asseverazione, le fatture e il documento di riconoscimento del tecnico. Il file creato riporta su ogni pagina il codice identificativo dell’asseverazione. Quindi, nel caso in cui si opti per lo sconto in fattura o per la cessione del credito, bisogna far visionare tutti i documenti a un professionista tributario, un commercialista o Caf per acquisire il visto di conformità. Infine si dovrà trasmettere all’Agenzia delle Entrate l'apposito modulo per gli ulteriori passi per la cessione del credito».

Il professionista cosa deve asseverare?

«Il rispetto dei requisiti tecnici previsti dal Decreto 6 agosto del 2020, entrato in vigore il 6 ottobre 2020. Se la data di inizio lavori è antecedente il 06/10/2020, invece, valgono i requisiti tecnici previsti dal Decreto 19 febbraio 2007. Inoltre deve asseverare la congruità dei costi facendo riferimento ai prezzari regionali o a quelli della DEI per l’edilizia e verificare che i costi massimi ammissibili siano rispettati, infine deve dichiarare che tutta la normativa in materia di efficienza e sicurezza sia rispettata».

Analizziamo alcuni aspetti specifici legati ai compiti dei professionisti tecnici. A esempio, guardando alle procedure, il Super Ecobonus, si inquadra all'interno della normativa dell’Ecobonus? Cosa ne deriva quindi? Quali adempimenti procedurali e quali criteri occorre rispettare?

«Le procedure sono identiche e i requisiti anche: per i lavori iniziati prima del 6 agosto 2020 si applicano i requisiti tecnici del 19 febbraio 2007, a partire dal 6 agosto, sia per Ecobonus sia per Super Ecobonus, si applicano quelli previsti dal Decreto interministeriale 6 agosto 2020. Anche le procedure sono identiche, nel caso del Super Ecobonus però abbiamo semplificato un po’ le cose, perché nell’ambito dell’asseverazione il tecnico già dichiara e fornisce molti dati. Poi con la compilazione dello stato finale inserirà dati aggiuntivi che serviranno a creare le schede descrittive di ogni singolo intervento inserito all’interno dell’asseverazione. Alla fine il tecnico sarà facilitato, perché non deve passare per il sito Ecobonus dal momento che tutto sarà inserito nel sito dedicato al Super Ecobonus e quindi otterrà sia l’asseverazione sia le schede descrittive degli interventi».

 

Super Ecobonus: la relazione tecnica va sempre depositita di Comune?

In caso di accesso al Super Ecobonus, la relazione tecnica va sempre depositata in Comune? Come comportarsi con le eccezioni previste dall'articolo 8 del Dlgs 192?

«Le eccezioni previste da tale Decreto legislativo riguardano due casi: non si dovrebbe presentare quando si procede alla semplice sostituzione del generatore di calore di potenza inferiore ai 50 KW o quando si installano pompe di calore fino a 15 KW di potenza utile. Nel caso del generatore di calore però, non deve cambiare né la tipologia di generatore né di alimentazione, se ciò avvenisse, il deposito sarebbe obbligatorio. Però queste eccezioni sono superate dall’articolo 6, comma 1, del Decreto interministeriale del 6 agosto 2020 che precisa che la relazione tecnica è comunque obbligatoria per gli interventi che beneficiano dell’agevolazione prevista dall’articolo 119 del Decreto Rilancio. Quindi quando si ricorre al Super Ecobonus, va sempre presentata. Il motivo è legato ai controlli che così partono da una relazione dettagliata con i relativi calcoli degli interventi eseguiti».

 

L'isolamento termico, le caratteristiche dei materiali e gli immobili vincolati

In riferimento all'intervento trainante che riguarda l’isolamento termico delle superfici opache, quali criteri devono rispettare i materiali isolanti utilizzati? Perché bisogna fare attenzione a questa componente?

«Intanto occorre precisare che l’articolo 119 del Decreto Rilancio, al comma 1, stabilisce che per accedere al Super Ecobonus, i materiali devono rispettare i criteri minimi ambientali. Ma oltre a questo, siccome c’è un limite sul valore di trasmittanza della superficie disperdente da verificare, sia prima sia dopo l’esecuzione dell'intervento, bisogna descrivere con esattezza la stratigrafia che compone la struttura. Per ogni strato di materiale bisogna utilizzare un Lambda, ossia il valore della conduttività termica, che per quanto riguarda i materiali isolanti deve essere certificato e determinato secondo la norma UNI EN 10456, un aspetto al quale i progettisti e i tecnici devono prestare attenzione, usando materiali idonei e affidabili».

Il patrimonio edilizio italiano si compone di tanti edifici di pregio storico e artistico, cosa deve fare il tecnico qualora si trovi davanti a un immobile con una facciata vincolata? Che effetto ha questo sull’intervento trainante?

«Nel caso di immobili vincolati o nel caso in cui alcuni interventi siano effettivamente impediti anche da Regolamenti comunali, allora si può passare direttamente agli interventi trainati senza realizzare quelli trainanti. A esempio, supponiamo che ci sia un edificio vincolato, magari dotato di impianti individuali, in questo caso l’intervento trainante sarebbe quello di coibentazione dell’involucro. Se quest’ultimo non si può fare, allora si possono realizzare direttamente gli interventi trainati a condizione che comunque dopo i lavori, si consegua il miglioramento di due classi energetiche. L'ostacolo quindi deve rappresentare un impedimento effettivo».

Cosa intende dire?

«Se in un edificio è vincolata la facciata prospiciente la via principale, ma poi ci sono altre superfici quali quelle verso le corti interne o verso cavedi, questo non significa che non bisogna verificare che non si raggiunga il 25 per cento prendendo in considerazione le altre superfici. L’impedimento deve essere effettivo, cioè non ci devono essere superfici disponibili sulle parti comuni con un'incidenza maggiore del 25 per cento».

 isolamento-700.jpg

Superbonus, materiali isolanti e isolamento termico: i chiarimenti di ENEA e il focus di ANIT 

ENEA e ANIT chiariscono diversi aspetti legati all'uso di materiali e prodotti per l'isolamento termico degli edifici affinché sia possibile usufruire delle detrazioni previste dal Superbonus.

>>> L'approfondimento

Demolizione e ricostruzione: come compilare l'APE

Nel caso ci si trovi davanti a un caso di demolizione/ricostruzione di un edificio che in origine era dotato di impianto termico, ma che aveva ambienti non riscaldati (soffitta, cantina, garage), se il progetto prevede il recupero a fini abitativi di tali vani, come si deve eseguire il confronto tra APE pre e APE post?

«In questo caso occorre fare una precisazione: se c’è il recupero di alcuni ambienti che prima avevano una destinazione d’uso differente, quindi diversa dalla categoria A, è possibile accedere al Super Ecobonus purché nella richiesta del titolo edilizio sia dichiarato il cambiamento di destinazione d’uso. Su questo argomento c’è una FAQ sul sito dell’Agenzia delle Entrate, ovviamente tutti gli altri requisiti devono essere osservati».

Che significa?

«Sono ammissibili solo se inizialmente erano riscaldati. Per quanto riguarda l’APE, occorre tenere conto se gli ambienti sono ammissibili alla detrazione e a quel punto si fa l’APE complessivo. Se invece gli ambienti recuperati non sono ammissibili, si prenderà in considerazione il volume iniziale e se poi nello stato finale quegli ambienti risulteranno civile abitazione e quindi riscaldati, le superfici di separazione tra il volume esistente e quello degli ambienti recuperati, non saranno più queste superfici considerate superfici disperdenti, quindi sarà sempre riferito al volume iniziale, ma con questo accorgimento».

 

Controlli documentali o sopralluoghi?

L’ENEA prevede di organizzare controlli formali (documentali) o anche sostanziali, con veri e propri sopralluoghi?

«L’ENEA si muoverà secondo quanto previsto dal Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 6 agosto 2020, ossia il Decreto Asseverazioni. In sostanza i criteri sono gli stessi che erano previsti per l'Ecobonus: saranno selezionate il 10 per cento delle asseverazioni depositate, su cui si eseguirà un controllo documentale e si chiederanno tutti i documenti necessari ai soggetti asseveratori. Poi, comunque, sul cinque per cento delle pratiche esitate positivamente verrà eseguito un sopralluogo. Se invece ci sono rilievi, l’ENEA le trasmetterà al Ministero dello Sviluppo Economico e all’Agenzia delle Entrate per le valutazioni successive».

Secondo lei, gli studi di progettazione italiani sono pronti ad affrontare la sfida complessa del Superbonus?

«In teoria dovrebbero già essere attrezzati perché il Decreto Rilancio non prevede nuove procedure e non ha aggiunto una virgola. Le indicazioni, per quanto riguarda gli aspetti energetici, sono quelle già previste dal decreto Requisiti Minimi del 26 giugno 2015, che si applica quando si interviene sull’edificio di nuova costruzione, per una ristrutturazione importante o anche per un intervento di semplice riqualificazione fino ad arrivare alla sostituzione del generatore di calore. Tutte le procedure e i metodi di calcolo, sono noti almeno dal 2015, anzi, andando indietro nel tempo, potremmo arrivare anche al 1976 con la prima Legge in materia che è stata la 373/76. È pur vero che inizialmente questa legge è stata abbastanza disattesa».

 

Superbonus: le pratiche arrivate all'ENEA

Il Superbonus sarà realmente efficace se non ci sarà una proroga?

«La scadenza del 31 dicembre 2021 crea un intervallo di tempo oggettivamente stretto in alcuni casi. Se si tratta di intervenire su una casa isolata è semplice programmare i lavori, ma nei condomini la situazione è diversa. I lavori possono essere più complessi, senza dimenticare che in alcune zone del Nord bisogna fare i conti anche con le condizioni climatiche avverse in inverno, che ostacolano certi lavori. È auspicabile un prolungamento, ma questa è una decisione politica».

A oggi, in base alla documentazione ricevuta, che bilancio possiamo tracciare? Gli italiani si stanno muovendo per accedere al Superbonus o regna ancora l’incertezza? Sono già arrivate richieste?

«C’è molto fermento, dare un giudizio adesso è prematuro, specie per i lavori che riguardano i condomini. Il procedimento è lungo, ci vuole una delibera assembleare e mettere d'accordo tutti non è semplice, poi tutto l’iter autorizzativo e la realizzazione degli interventi. Siccome a noi arrivano pratiche almeno al 30 per cento dei lavori realizzati, ancora è presto. ENEA ha aperto il sito il 27 di ottobre scorso e sono giunte una novantina di asseverazioni che risultano depositate, ma riguardano per lo più interventi su case di tipo unifamiliare».

Considerate le numerose criticità emerse in questi mesi, pensa si arriverà a un chiarimento ministeriale complessivo e coordinato con norme urbanistiche, sismiche o energetiche?

«Potrebbe succedere, certo è una normativa complessa con molti attori chiamati in causa. L'ENEA  è una promanazione del Ministero dello Sviluppo Economico, quindi per quanto riguarda gli aspetti energetici abbiamo cercato di chiarire quanto più possibile. Sono sicuro che lo stesso succederà per quanto riguarda gli aspetti sismici, in generale i ministeri stanno facendo il loro dovere e con il tempo molte cose saranno affinate».

Ritiene più valido il vecchio Ecobonus o il nuovo Superbonus?

«Siccome le procedure sono uguali e i vincoli tecnici da rispettare sono gli stessi, è chiaro che è più appetibile il Super Ecobonus, se non altro ci si aspetta una risposta maggiore per gli edifici condominiali perché l’Ecobonus ha funzionato bene principalmente quando si è trattato di eseguire interventi in singole unità immobiliari. Quando invece bisognava coinvolgere un intero condominio, le cose sono risultate più difficoltose. Un incentivo così forte può spingere un’assemblea ad approvare con più facilità i lavori».

Il Magazine

Sfoglia l'ultimo numero della rivista Ingenio

Newsletter Ingeio

Seguici su