Una sentenza che può dare la svolta per rendere totalmente deducibili le spese dei professionisti

L'IMU è deducibile per le imprese

Il Sole 24 ore dello scorso 8 dicembre riportava un bell’articolo del Prof. Enrico De Mita, a commento della sentenza 262 della Corte Costituzionale, con cui è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale dell'articolo 14, comma 1 del Dlgs 23/11 nel testo pro tempore vigente (per il 2012), nella parte in cui dispone che anche per gli immobili strumentali l'imposta municipale propria è indeducibile dalle imposte erariali sul redditi d'impresa, per contrasto con gli articoli 3 e 53 Costituzione, sotto il profilo della coerenza e quindi della ragionevolezza. 

Commenta il Prof. De Mita: “Il legislatore, infatti,una volta individuato, nella sua discrezionalità il presupposto dell’IRES nel “reddito complessivo netto” (articolo 75. comma 1, Tuir), non può rendere indeducibile, un tributo come l'lmu sugli immobili strumentali, che costituisce un costo fiscale inerente alla produzione del reddito. Il presupposto d'imposta,  ossia il reddito complessivo netto, nei caso di specie, impone quale limite e misura delle scelte del legislatore, l'illegittimità costituzionale della indeducibilità di un costo fiscale chiaramente e interamente inerente”.

La Sentenza si riferisce all’anno di imposta 2012; da allora la normativa si è evoluta è la piena deducibilità dell’IMU sugli immobili strumentali (ad esempio l’immobile destinato a studio professionale) è prevista a partire dal 2022.

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La sentenza, però, ci riporta con la mente a tutti quei “costi fiscali inerenti la produzione del reddito, chiaramente ed interamente inerenti”, che risultano a tutt’oggi parzialmente indeducibili per i professionisti:

  • spese vitto e alloggio deducili al 75%, con un tetto massimo nel 2% del fatturato;
  • indeducibilità dell’IVA sulle spese di viaggio con mezzi pubblici;
  • spese di viaggio con propria autovettura deducibili al 20%;
  • spese di telefonia deducibili all’80%;
  • spese di rappresentanza entro il limite dell’1% del fatturato.

Il CNI ha dato vita, negli ultimi mesi del 2019, ad un Gruppo di Lavoro sui temi della fiscalità dei professionisti, il cui obiettivo principale è la stesura di una proposta di riforma fiscale delle professioni: la totale tracciabilità dei flussi finanziari (rafforzata dall'introduzione della fattura elettronica, che, ricordiamo, ha prodotto un extra gettito di oltre 4 miliardi di Euro!)  richiede la totale detraibilità dei costi inerenti la produzione del reddito.

La Sentenza  262 della Corte Costituzionale rafforza la missione del Gruppo di Lavoro Nazionale del CNI nel portare avanti la richiesta di eliminare le parziali detrazioni alle spese professionali.

E’ palese che una parziale detrazione genera una maggiore tassazione a carico dei professionisti: tale modalità oggi viene riconosciuta incostituzionale.