Poliedrica, duratura e sostenibile: la calce idraulica naturale per un’edilizia green

La scelta di una materia prima di qualità è indispensabile per ottenere un prodotto finito di valore e dalle elevate prestazioni. Un principio che vale in tanti settori dell’economia, incluso quello dell’edilizia. Eppure, nel mondo delle costruzioni, si parla spesso di performance e poco di materie prime, ma è proprio da queste che dipende la qualità di un materiale edile.


Un concetto che il Gruppo Miniera San Romedio ha fatto proprio fin dal 2018, quando ha deciso di rilanciare sul mercato il know-how dell’azienda Tassullo nella selezione e lavorazione di materiali per l’edilizia.


In particolare, si tratta di due rocce naturali, estratte a pochi chilometri dagli stabilimenti prodottivi del Gruppo: la Dolomia e la Scaglia Rossa trentina, da cui si ottiene una calce idraulica altamente performante.

Ecco perché.



 

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La scelta delle materie prime per un’edilizia di qualità

Le materie prime da cui il Gruppo Miniera San Romedio ricava i propri prodotti sono naturali, resistenti, traspiranti e a “chilometro zero”. La prima è la Dolomia, una roccia che viene estratta già perfettamente asciutta e incontaminata, come quella delle Dolomiti. È un’inerte che ha il 30 per cento in più di resistenza meccanica rispetto a quelli di superficie, come a esempio la sabbia fluviale.

La seconda materia lavorata dal Gruppo è la Scaglia Rossa trentina dalla cui cottura si ottiene la calce idraulica naturale utilizzata come legante esclusivo di tutti i materiali edili prodotti.

La Dolomia e la Scaglia Rossa sono entrambe rocce naturali di cui è ricca la Val di Non, in Trentino, dove opera l’azienda che intende continuare a tutelarle e valorizzarle attraverso i suoi tre marchi: Tassullo per l’edilizia tradizionale, HD System per la progettazione di materiali dedicati al restauro di pregio e al recupero architettonico e infine Puro Comfort, la divisione che si occupa di comfort abitativo ed edilizia sostenibile.

 

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Proprietà e qualità: perché scegliere la calce idraulica naturale

Entrando in dettaglio, la lavorazione della Scaglia Rossa trentina consente di ottenere una calce idraulica naturale performante e sostenibile. «La roccia ha un particolare titolo idraulico che conferisce alla calce qualità legate alla durabilità del materiale - spiega Roberto Covi, Amministratore Delegato della cordata trentina nata tre anni fa – e quella che otteniamo, come quella romana, nel tempo continua a migliorare le sue caratteristiche meccaniche e di resistenza e non è soggetta a fenomeni di decadimento o deperimento».

Inoltre, la calce idraulica ha un processo produttivo estremamente sostenibile. «La CO2 emessa durante la cottura viene riassorbita dal materiale in fase di indurimento - aggiunge - inoltre stiamo lavorando anche per ridurre l’impatto legato all’utilizzo dei combustibili fossili, scegliendo quelli alternativi».

I prodotti che usano la calce idraulica naturale come legante, invece che il cemento, offrono diversi vantaggi. A esempio, sono ecologici, hanno un’elevata traspirabilità evitando la formazione di condensa, muffe e batteri, sono privi si sostanze nocive, non hanno sali idrosolubili dannosi e sono compatibili con l’edilizia antica, hanno una bassissima emissione di composti organici volatili e, a livello estetico, consentono di ottenere colorazioni naturali ed eleganti.

Cemento o calce idraulica naturale? L'intervista a Roberto Covi e la visita alla Miniera di Rio Maggiore

 

Il progetto DHOMO per la salubrità e il comfort termoigrometrico degli edifici

Il Gruppo Miniera San Romedio non si è limitato alla ricerca e sviluppo in laboratorio e per dimostrare i vantaggi che derivano dall’uso della calce idraulica naturale nelle abitazioni, ha avviato il progetto DHOMO in collaborazione con l’Università degli Studi di Trento e altre realtà del territorio.

 

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L’obiettivo è quello di identificare i parametri per progettare e costruire abitazioni che puntino a raggiungere il massimo comfort abitativo. Per questo, nel cuore della Val di Non, non lontano dalle miniere San Romedio, sono in fase di costruzione sei edifici, di cui quattro realizzati con materiali e tecniche costruttive diverse ma in modo da essere confrontabili. Due sono in mattone e due in legno, con identica esposizione solare, medesima superficie e stessi muri portanti. Le case saranno monitorate attraverso un complesso sistema di sensori e sonde che rileveranno i valori di quattro parametri come l’umidità, la luminosità, la qualità dell’aria e la temperatura.

«Lo scopo del progetto è studiare il comportamento della nostra calce idraulica all’interno dei contesti abitativi - spiega Covi - in particolare cercheremo un legame tra il benessere abitativo e l’utilizzo dei materiali traspiranti e salubri come la calce che non emette sostanze nocive, in quanto il processo produttivo per ottenerla non prevede l’uso di componenti chimiche. Inoltre, verificheremo come l’utilizzo della calce idraulica consenta di migliorare il comportamento termoigrometrico degli spazi perché è in grado di assorbire e rilasciare sia calore sia umidità in grandi quantità e nei tempi corretti per riuscire a mitigare gli sbalzi di temperatura».


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Intonaco pronto Latemar è privo di cemento, additivi chimici e sostanze nocive, la calce idraulica naturale infatti permette una traspirabilità e alcalinità elevata che ostacolano la formazione di muffe.


 

La calce idraulica per il restauro degli edifici storici 

I pregi della calce idraulica naturale non si riscontrano solo sul fronte dell’edilizia naturale: l’alta compatibilità con i materiali del passato e il rispetto delle gamme cromatiche degli edifici storici, la rendono ideale per il recupero architettonico.

 

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L’impresa trentina, con il brand HD System, è specializzata anche nella progettazione e sviluppo di materiali in calce idraulica naturale della più alta classe di resistenza (NHL5).

«Questa speciale calce ha caratteristiche di compatibilità chimica e fisica con le malte storiche - spiega Covi - inoltre siamo in grado di produrla a prestazione garantita offrendo ai nostri architetti soluzioni tecniche affidabili nel tempo e normate secondo i più avanzati standard disponibili».


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B-Fluid X/A è un legante di calce idraulica naturale adatto al confezionamento di malte da muratura o da intonaco ad elevata traspirabilità.


Miniera di Rio Maggiore: da cava esaurita a impianto sotterraneo per la conservazione di mele e vino

Ogni azione dell’uomo ha degli effetti sull’ambiente, un impatto che il Gruppo Miniera San Romedio ha scelto di non sottovalutare con progetti di recupero ambientale delle ex cave. Ed è per questo che le celle ipogee realizzate durante l’attività estrattiva della roccia Dolomia, nel tempo sono diventate vere e proprie «celle frigorifere naturali» per la conservazione degli alimenti. Nel dettaglio, nei vuoti di cava della Miniera di Rio Maggiore, il Gruppo ha realizzato per Melinda un grande impianto per la frigo-conservazione delle mele.

 

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«La nostra azienda è legata fortemente all’attività industriale e al tessuto sociale di queste zone di montagna - racconta Covi - per questo, a partire dal 2014, abbiamo individuato soluzioni ad hoc per il riuso dei vuoti di cava e grazie a diverse partnership con soggetti locali riusciamo oggi a utilizzarli per la conservazione delle mele, a breve anche del vino spumante e perché no, in futuro persino per altri alimenti. L’unicità del progetto è dovuta anche al fatto che quando si inizia a scavare si segue un progetto di riutilizzo con una finalità ben precisa, quindi l’attività estrattiva non è fine a sé stessa e non si limita a sfruttare una risorsa naturale, ma il tutto fa parte di un ciclo chiuso a valore aggiunto».

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