Il contributo dei tiranti nelle costruzioni in muratura interessate da azioni sismiche

Come oramai noto, l’Italia è un territorio ad altissimo rischio sismico. I vari eventi che si sono verificati hanno messo in evidenza quanto il patrimonio edilizio della nazione sia vulnerabile. I crolli o i danni registrati interessano spesso edifici antichi mai consolidati (spesso si procede a ristrutturare le costruzioni dal punto di vista energetico ed estetico e si tende a trascurare il lato strutturale), mentre edifici ugualmente antichi ma consolidati, si danneggiano in maniera meno grave e meno frequente. In altre parole, si intuisce (facendo un ragionamento prettamente statistico) che il sisma è più severo nei confronti degli edifici che non hanno alcun accorgimento tecnico pensato per ridurne la vulnerabilità sismica, mentre edifici che sono stati consolidati subiscono generalmente danni lievi, per cui se ne deduce che gli interventi sulle costruzioni sono molto efficaci.

Tra le cause di dissesto più comuni per gli edifici in muratura a seguito di eventi sismici, citiamo la perdita di equilibrio della parete investita dal sisma (ribaltamento delle pareti fuori dal piano) e la scarsa resistenza nel proprio piano. Le suddette cause di dissesto possono essere drasticamente ridotte, se si consolida in maniera opportuna l’edificio. Nella pratica comune esistono numerose tecniche di consolidamento che consentono di aumentare la resistenza di questa tipologia di costruzioni nei confronti delle azioni sismiche. Una delle tecniche più antiche ed efficaci è quella dei tiranti metallici. Questi ultimi sono elementi strutturali costituiti da un cavo metallico che può essere scarico o preteso, e da due chiavi (o capochiavi) collocate agli estremi del cavo che contrastano sulla muratura. Inoltre, l’intervento ha anche altri vantaggi come quello di non richiedere maestranze specializzate e non risulta essere eccessivamente costoso (rispetto ad altre tipologie di consolidamenti). I tiranti consentono di incrementare la resistenza di una parete nei confronti di entrambe le cause di dissesto dovute al sisma sopra riportate (perdita di equilibrio fuori dal piano e scarsa resistenza nel piano).

I tiranti consentono di incrementare la resistenza (o ridurre le possibilità di dissesto) nei confronti di numerose tipologie di meccanismi locali, quali meccanismi a ribaltamento semplice e composto, a flessione verticale ed orizzontale ed a ribaltamento del cantonale.

L’articolo intero (20 pagine pari a 1 MB) contiene preziosi esempi e calcoli.

Michele Vinci è autore di Dario Flaccovio Editore