Internet Of Things controllerà le nostre vite: la rivoluzione è già partita

21/08/2014 2290

Atto secondo per l'Internet delle cose 

di David Hirsch (startupman) 
 
Abbiamo trovato sul WEB un interessante articolo su l'INTERNET delle COSE di David Hirsch, co-fondatore e partner di metamorfiche Ventures, uno startupper con headquarterd a New York City. L'articolo è pubblicato su http://techcrunch.com/2014/08/20/a-second-act-for-the-internet-of-things/. Ne riprendiamo gli aspetti salienti.

Hirsch evidenzia come ci sia un gran parlare e molti investimenti del venture capital sulla nuova domotica, sui sistemi di automatizzazione della casa 2.0., ovvero che sfruttano i dispositivi Internet per le varie funzioni. La prima fase di questo processo è stato quello di usare gli smartphone, e non solo come telecomando, per gestire, per esempio, un termostato. Anche INGENIO ha pubblicato un articolo dedicato a NEST, il termostato che comincia a riconoscere le abitudini degli utenti e adattarsi a loro, aiutando i consumatori a risparmiare denaro. 

La capacità di controllare la temperatura o di aprire la porta del garage utilizzando lo smartphone rientra sotto il primo ordine delle applicazioni del cosiddetto "Internet Of Things". Per Hirsch la fase successiva sarà più vasta e porterà a un collegamento di tutti i dispositivi di Internet presenti in casa, per migliorare la vita delle persone e l'efficienza delle loro attività. 

Ovviamente è ancora Google che sta guidando questa nuova via per l'' Internet delle cose, una vera e porpria evoluzione domtica della viata di ognuno di noi. Attraverso NEST ha acquisito Dropcam, società californiana specializzata in sistemi di videosorveglianza, con una transizione che secondo il Wall Street Journal vale circa 555 milioni di dollari. Ancora una volta la mossa strategica dei fondatori Larry Page e Sergey Brin tocca le corde della riservatezza e mette in discussione le questioni riguardanti il rispetto della privacy, fra le mura di casa. Come riportato dall’Ansa, Nest tuttavia sottolinea che sul fronte riservatezza per Dropcam adotterà la sua stessa politica, ovvero – scrive – ”non condividerà dati con altre aziende, inclusa Google, senza il permesso degli utenti”. Il modello di business, sottolinea, non sarà basato sulla pubblicità.
 
Dropcam offre fotocamere Wi-Fi-collegati web e basato su sistema cloud. Avendo sia Nest e Dropcam Google è in grado di possedere tutta una serie di dati sulle abitudini quotidiane di chi vive la casa e aggiunge un altro pezzo di hardware in casa che può comunicare con dispositivi Android
 
Google aveva già tanti dati già sulle persone, ma quello che non avevano era dati umani di cui si trovano in un dato momento, le loro abitudini, ecc  e questo era il pezzo mancante al puzzle.
 
Ma anche Samsung si sta muovendo: ha recentemente acquisito SmartThings, che fornisce i kit per aggiungere sensori per elementi esistenti in casa e controllarli tramite il vostro smartphone. SmartThings è una piattaforma aperta, ma l'ecosistema ha bisogno di una migliore infrastruttura per consentire agli sviluppatori di creare connettività su dispositivi che parlano tra di loro. 

Hirsch riprende quindi quanto si sta facendo in IoT space at Metamorphic, l'azienda in cui opera. In particolare si sta lavorando sulla realizzazione di Weaved, un network che possa fare da infrastruttura per l'Internet delle cose. Un supporto quindi per i produttori di dispositivi e consentire di "parlare meglio" tra loro e sfruttare i diversi punti di forza.
 
Ad oggi, la maggior parte della Internet of Things è stato costruito su protocolli wireless disparati e aziende. Vivono all'interno del proprio ecosistema, ma non c'è un linguaggio unificante che permette loro di parlare gli uni agli altri e lavorare insieme senza problemi. Questo è un grande ostacolo che questa categoria facce andare avanti, di qui l'importanza dell'azione di Metamorphic.

Un linguaggio comune potrà consentire di poter fare evolvere l'Internet delle Cose anche al di fuori dell'ambiente residenziale, per esempio nelle scuole, nei ristoranti, negli uffici ... e di creare strumenti anche indossabili. Aziende come Sproutling stanno sfruttando i dispositivi di Internet per compilare ed utilizzare i dati fruibili, che permette all'azienda di fare ogni sorta di cose: misura la frequenza cardiaca, la temperatura della stanza, se il bambino è sveglio o addormentato o se è rivolto verso l'alto o verso il basso, ecc e così può prevedere per quanto tempo il bambino sarà addormentato per, quando il bambino potrà dormire più profondamente (temperatura, tempi, ecc) e più ... e questo tipo di dati saarà prezioso non solo per l'industria, ma per i genitori che possono iniziare a pianificare i propri programmi. 

Un altro buon esempio di questo è http://canary.is, che offre sicurezza domestica: canary ha diversi sensori, tra cui una telecamera, un monitor di umidità, una sirena e un sensore di qualità dell'aria. Nel corso del tempo Canary impara le vostre abitudini e sa quando si sta in genere in casa, a che ora si torna, quando arrivano dei visitatori abituali ...  e questo permette di evitare molti errori per l'allarme.
 
Per David Hirsch la prossima ondata di Internet of Things compierà un enorme passo in questa direzione, con dispositivi che iniziano a comunicare l'un l'altro sempre più dati e questo verrà sfruttato per rendere attuabili intuizioni, previsioni e decisioni.
Non a caso, per Stephen Liguori, ex direttore esecutivo di innovazione globale e nuovi modelli di GE, prevede che ci saranno 50 miliardi di dispositivi industriali on-line nei prossimi 10 anni.