Turismo: "Do you digital?" una risorsa per il nostro Paese?

Il turismo digitale è una risorsa? Viene spontaneo rispondere che è una risorsa sprecata, considerando il flop del portale Italia.it e le posizioni perse dall'Italia nella classifica dei paesi più visitati, dopo secoli passati come numero uno.
 
Per darci un quadro realistico della situazione del connubio ICT e turismo in Italia, non certo brillante ma con interessanti prospettive, è stato organizzato il convegno Turismo: "Do you digital" tenutosi il 10 ottobre alla Fiera di Rimini.
 
Il primo aspetto positivo del convegno è stato il grande successo di pubblico, superiore alle aspettative degli organizzatori, tanto che molti dei presenti hanno dovuto assistere all'evento in piedi e, nonostante questo, sono rimasti fino alla fine ed hanno posto domande ben centrate.
 
Il convegno ha presentato per la prima volta i risultati dell'Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo avviato quest'anno dalla School of management del Politecnico di Milano.
 
I dati sono stati raccolti dal prof. Filippo Renga e dai sui validi e giovani ricercatori in un lasso di tempo veramente breve, grazie alla collaborazione degli operatori del turismo, anche in piena stagione, e questo dimostra quanto ne fosse sentita la necessità.
 
La prima cosa che si nota dai numeri è che in questo settore, che, sommando gli acquisti degli Italiani a quello che gli stranieri spendono in Italia, vale circa 50 miliardi di Euro, la crescita è rappresentata esclusivamente dagli acquisti online.
 
Infatti il modesto 1% di crescita globale dal 2013 al 2014 è dovuto esclusivamente all'aumento del 10% degli acquisti online, che ora valgono il 18% del totale.
 
L'analisi della spesa turistica online rivela un dato estremamente preoccupante: la spesa interna (46% del totale) è aumentata dell'11%, quella dei viaggiatori Italiani all'estero (34% del totale) del 9%, quella degli stranieri in visita (20%) solo del 6%.
 
Quindi non solo abbiamo un saldo negativo, circostanza anomala per il Paese più bello del mondo, ma la ripartizione della spese sta peggiorando, almeno dal nostro punto di vista.
 
Come prevedibile nel mercato digitale la parte del leone è costituita dai trasporti (74% del totale, con una buona fetta appannaggio delle ferrovie) seguita dalle strutture ricettive (14%) e pacchetti (12%).
 
L'indagine sugli strumenti digitali utilizzati dalle agenzie di viaggio e dalle strutture ricettive ha rilevato che oltre il 70% delle organizzazioni utilizza strumenti informatici in tutte 3 le fasi (scelta e prenotazione,viaggio, post viaggio). Un utilizzo strutturato e strategico delle informazioni e delle possibilità che questi strumenti possono dare potrebbe dare una spinta al settore.
 
Infine si è esaminato l'utilizzo dei fondi da parte di 162 startup a livello mondiale nel turismo finanziate con1,8 miliardi di dollari negli ultimi anni; di questi quanti in Italia?
Pochi milioni! Ogni commento è superfluo.
 
Sono seguite due tavole rotonde, la prima con rappresentanti istituzionali, la seconda con rappresentanti del settore.
 
Lo svolgimento positivo del dibattito forse è stato influenzato dal fatto che probabilmente chi è stato collaborativo con la ricerca ed ha partecipato al convegno fa parte della parte più avanzata degli operatori, ma è normale che sia così.
 
Il settore offre ampie possibilità di sviluppo sia per le agenzie di viaggio, che non saranno seppellite dal turismo digitale se cambiarenno il modo di porsi al pubblico, coniugando l'approccio umano alla tecnologia informatica, sia per le strutture ricettive, che per gli operatori IT, che dovranno offrire servizi altamente professionali.
 
Questa ricerca costituisce una base di dati utile per tutti, e tutti insieme dobbiamo porci l'obiettivo di portare l'Italia ad essere la meta turistica numero uno al mondo come lo era in passato.