Muratura strutturale in laterizio con blocchi rettificati e i giunti orizzontali sottili

L’impiego e la conformità alle NTC 2008 ed EUROCODICI; l’attestazione sperimentale della validità di impiego in zona sismica; la testimonianza del buon comportamento sismico a seguito dei terremoti emiliani (maggio 2012)

Premessa
Al fine di manifestare la forte preoccupazione in merito a quanto riportano nella testo (bozza di lavoro ottobre 2014) delle NTC approvato il 14/11/2014 dal CSLP ed alle rilevanti conseguenze che ne possono derivare dall’effettiva pubblicazione, è stato redatto il presente dossier.

Nella suddetta bozza vengono inserite una serie di stringenti limitazioni all’impiego del sistema costruttivo in muratura strutturale con “giunti orizzontali sottili” che di fatto determinerà l’ingiustificata scomparsa dal mercato delle costruzioni degli elementi “rettificati” annullando i forti investimenti dell’industria dei laterizi italiana in ricerca (Università di Padova e Pavia) e tecnologia, attuati negli scorsi anni, che hanno permesso di certificare la validità di soluzioni innovative e competitive sia per i requisiti strutturali che per le ottime prestazioni termiche e acustiche. Più precisamente, al paragrafo 7.8.1.2 della Bozza NTC, si prescrive quanto segue:

L’uso di giunti sottili (spessore compreso tra 0.5 mm e 3 mm) è consentito esclusivamente per edifici caratterizzati allo SLV, da agS ≤0,15 g, con le seguenti limitazioni:
- altezza massima, misurata in asse allo spessore della muratura: 10,5 m se agS ≤0,075 g; 7 m se 0,075 g<agS ≤0,15 g
- numero dei piani in muratura da quota campagna: ≤ 3 per agS ≤0,075g ; ≤ 2 per 0,075g <agS ≤0,15g

Tali condizioni generano importanti criticità: viene osteggiato fortemente l’uso dei giunti sottili sul territorio italiano, contrastando ancor una volta tale tecnologia costruttiva, già soggetta alle indicazioni restrittive del paragrafo 4.2 dell’Appendice nazionale dell’Eurocodice UNI-EN-1996-1-1, ovvero:

Nel caso in cui si faccia utilizzo di muratura a giunti sottili con spessore compreso tra 0.5 mm e 3 mm e/o giunti verticali a secco è necessario rispettare le seguenti ulteriori limitazioni:
- nessuna altezza interpiano sia superiore a 3.5 m;
- il numero di piani in muratura dell’edificio non sia superiore a due.

I limiti stabiliti dall’Appendice, pur vincolando a due piani la possibilità di impiego dei giunti sottili, ne consentono di fatto l’applicazione in tutte le regioni d’Italia senza preclusione alcuna per le zone a più alta sismicità, caratterizzate allo SLV da agS > 0,15 g. Sebbene i vincoli dell’Appendice non siano del tutto condivisibili (in considerazione dei risultai della ricerca e degli esiti della reale risposta sismica, di seguito meglio specificati) presentano ad ogni modo un approccio più permissivo e “accettabile” rispetto alle NTC di ottobre 2014.

In figura 1 si mostra, molto chiaramente, come sia effettivamente estesa l’area (in rosso) in cui si escluderebbe – secondo le NTC 2014 - l’uso dei blocchi rettificati per murature con giunti sottili, con riferimento ad agS ≤ 0,15 g sia nell’ipotesi di un terreno di tipo A (a sx), sia di quello di tipo D (a dx); quest’ultima, la condizione più sfavorevole che più spesso viene assunta in fase di progettazione in mancanza di informazioni precise sugli specifici terreni di fondazione.

  

Fig. 1- Distribuzione geografica delle aree corrispondenti ad un’accelerazione di picco al suolo “agS di progetto” per azioni allo SLV < 0.15 g, calcolata ipotizzando la categoria di sottosuolo sia di tipo A (a sx), sia di tipo D (a dx).

Da notare che proprio in molte provincie italiane, dove dal 2011 ad oggi sono stati maggiormente costruiti fabbricati caratterizzati da strutture in muratura rettificata realizzate quindi con il sistema dei giunti orizzontali sottili (fig. 2), ne verrebbe interrotto l’impiego se il nuovo testo non fosse opportunamente corretto.

Nell’assoluto rispetto delle NTC 2008 in vigore e delle condizioni riportate negli Annessi nazionali (Eurocodici 1996 e 1998), pubblicati nel maggio del 2011, è stato di fatto possibile progettare e costruire parecchi edifici in muratura portante rettificata.

Pertanto, con riferimento alla oramai collaudata applicazione delle attuali NTC 2008 (allineate agli Eurocodici), alle molteplici sperimentazioni svolte in materia (v. considerevole bibliografia a pag.7), nonché sulla base della reale risposta sismica di un rappresentativo numero di edifici localizzati proprio nella zona epicentrale dei terremoti emiliani del 2012 (v. rif. bibliografici a pag 8), si auspica che il suddetto testo del paragrafo 7.8.1.2 risulti perlomeno coerente con quanto previsto al paragrafo 4.2 dell’Appendice nazionale dell’Eurocodice 6.

Fig. 2 - Individuazione delle percentuali di fornitura di laterizi rettificati nei cantieri delle provincie d’Italia.

Il presente dossier è organizzato in una prima parte in cui si illustra il sistemi di muratura portante in questione, largamente utilizzato da diversi anni sia in Italia, sia in molti Paesi comunitari, conformi alle attuali Norme Tecniche per le Costruzioni (D.M. 14/01/2008) e validati sperimentalmente da appositi studi e prove di laboratorio.
Nella seconda parte è raccolta una esemplificativa rassegna di edifici in muratura portante di laterizio con blocchi rettificati ad incastro con tasca di malta riempita, realizzati nella zona dell’Emilia colpita nel maggio 2012 da terremoti, che ha efficacemente dimostrato come questa tecnologia costruttiva si sia comportata molto bene per azioni sismiche confrontabili con quelle previste per zone ad alta sismicità, senza poi alcun danno rilevato. In tal modo, questi edifici sono stati quindi sottoposti ad un “naturale”e completo collaudo dinamico che ha fornito un esito senza dubbio più che positivo, ad ulteriore conferma dell’affidabilità e sicurezza strutturale del sistema di muratura portante in esame.

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