Il quadro sulle norme UNI per le Professioni ICT

Questo articolo offre una sintesi del quadro normativo italiano ed europeo di standardizzazione delle competenze ICT.
 
Il 14 gennaio 2013 in Italia è stata emanata la Legge n. 4 recante “Disposizioni in materia di professioni non organizzate”, di interesse per chi svolge professioni appunto non organizzate in ordini o collegi, ad esclusione delle attività artigianali, commerciali e in generale tutto ciò che è già normato o disciplinato.
 
È proprio sulla base di questo mandato che UNINFO ha attivato la commissione Attività Professionali Non Regolamentate (APNR) che ha portato all’emanazione della norma UNI 11506:2013 dal titolo “Attività professionali non regolamentate - Figure professionali operanti nel settore ICT - Definizione dei requisiti di conoscenza, abilità e competenze”, in vigore dal 26 settembre 2013.
Questa norma intende definire i criteri generali delle figure professionali operanti nel settore ICT stabilendo i requisiti fondamentali per l'insieme di conoscenze, abilità e competenze che le contraddistinguono.
Importante precisare che il progetto si applica alle figure professionali indipendentemente dalle modalità lavorative e dalla tipologia del rapporto di lavoro: il riferimento alle APNR è solo ed esclusivamente nel titolo. La norma è infatti applicabile ed utilizzabile anche da parte degli iscritti agli ordini professionali, ossia anche da parte delle attività professionali organizzate in Ordini e Collegi.
La norma UNI 11506 è stata redatta a partire dal quadro europeo di riferimento delle competenze e dei relativi skill “eCompetence Framework (e-CF)”, contestualizzandolo alla realtà italiana.
 
e-CF definisce un set di competenze base (40 nella versione 3.0); per ciascuna competenza sono identificate:
  • capacità,
  • conoscenze e
  • abilità.
 
Utilizzando le competenze di base sono definiti a livello europeo 23 profili ICT (e-CF Profiles), suddivisi in sei famiglie (documento CEN CWA 16458).
 
L’Italia con la norma UNI 11506 è stata la prima nazione a livello europeo a dotarsi di uno standard per le competenze ICT, ovvero a far evolvere e-CF facendolo richiamare, indirettamente, dal contesto legislativo.
A seguito di questa esperienza, l’Italia con UNINFO si è fatta promotrice della redazione di analoga norma a livello europeo. Si è occupato della cosa il gruppo di lavoro CEN/PC 428 dal titolo “Professions for Informations and Communications Technologies”. Il gruppo di lavoro ha concluso le attività di produzione normativa nella primavera 2015 e la nuova norma EN 16458-1 rilasciata nella primavera 2016, con tanto di traduzione italiana già pronta.
In qualità di precursore nell’ambito della formazione delle competenze, l’Italia si è trovata nel ruolo di veder anticipati i problemi, presentando e proponendo soluzioni per la strada da seguire a livello europeo.
 
A seguito dell’emanazione e dei primi utilizzi della UNI 11506 emersero nuove esigenze:
  • alcune associazioni utilizzavano la UNI 11506 per certificare profili di competenza sulla base del CWA 16458, ovvero secondo i 23 profili di seconda generazione;
  • altre associazioni avevano bisogno di profili più dettagliati e specifici (profilo di terza generazione). Per esempio: profili web; profili di sicurezza ICT, ecc.. 
La soluzione trovata è consistita nella definizione di una norma multi-parte, secondo il seguente schema: 
  • parte 1: definizione di una norma metodologica per la costruzione di profili di competenze basati su e-CF;
  • parte 2: norma per la definizione dei "profili seconda generazione", strutturato come definito nella parte 1 e facendo riferimento ai 23 profili professionali definiti nel CWA 16458;
  • parte 3,4, ... N: "profili di terza generazione", strutturati come definito nella parte 1 e collegati ai 23 profili definiti nella parte 2. Questi profili saranno definiti dai sottocomitati con competenze verticali nei settori coperti dalle norme professionali.
Gli obiettivi sono:
  • armonizzare le diverse posizioni espresse dai soggetti coinvolti nella commissione UNINFO - Attività Professionali non Regolamentate;
  • completare le aree non definite dalla UNI 11506 nello stesso modo in cui il CWA 16458 completa il quadro ECF, al fine di applicare la norma sui profili professionali concreti richiesti dal mercato;
  • permettere anche di dare un posizionamento completo e organico per le attività relative alla definizione dei profili di terza generazione;
  • dare innovazione e dinamismo, veramente utile in un settore quale quello dell'ICT dove l'evoluzione è veloce.
Inoltre, la parte metodologica della norma costituirà la specifica funzionale per le altre parti di norma, che non potranno così essere utilizzate in modo indipendente dalle associazioni per definire ulteriori competenze certificabili ai sensi della Legge 4/2013.
 
Questo:
  • permette di mantenere un quadro ordinata e coerente;
  • è utile per prevenire la proliferazione incontrollata di profili;
  • soddisfa le esigenze di Accredia che ha bisogno di uno standard di riferimento
  • permette il confronto tra profili professionali a fronte di competenze e skill specifici.
 
Nell’autunno 2014 quest’idea è stata presentata da UNINFO (e dai nostri colleghi ingegneri rappresentanti) in sede CEN raccogliendo il plauso delle altre delegazioni europee.
 
Il 28 gennaio 2016 quanto presentato allora ha preso ufficialmente forma con l’emanazione delle norme UNI 11621 parti 1, 2, 3 e 4.
 
Nell’immagine successiva è offerto un riepilogo del quadro normativo
 
Di interesse per la norma citata è la parte 1 dove sono esposte le 40 competenze base.
 
Da e-CF sono scaturite:
  • il CWA 16458, nel 2012, ancora basato su e-CF 2.0;
  • la UNI 11506:2013 in Italia;
  • la EN 16234-1 nella primavera 2016, che andrà a sostituire la UNI 11506 in Italia.
Sempre in Italia, nel gennaio 2016 sono nate:
  • la UNI 11621 parti 1 e 2, che di fatto si rifanno al CWA 16458, normando i 23 profili base per l’ICT;
  • la UNI 11621 parti 3 e 4 che definiscono una serie di profili di terza generazione per Web e sicurezza, rispettivamente.
Sono inoltre allo studio:
  • una norma per i conservatori digitali,
  • una norma per gli esperti in materia di privacy - limitatamente agli aspetti ICT,
  • una norma per gli esperti in materia di sistemi informativi grafici e
  • una norma per i trasformatori digitali della pubblica amministrazione.
Queste norme sono utili in generale all'ICT per tutto il Paese, ingegneri dell’informazione inclusi, in quanto offrono anzitutto la possibilità di avere una lingua comune relativamente alle professionalità specialistiche presenti nel panorama ICT. È un segno di maturità del settore, utile per farlo progredire, togliendo la confusione, spesso creata ad arte da associazioni che preferiscono poca chiarezza.

Ing. Ugo Gecchelin

Consigliere dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Brescia
Coordinatore della Commissione ICT provinciale e regionale (CROIL)
Delegato Consiglio Nazionale Ingegneri presso la Commissione Attività Professionali non Regolamentate UNINFO
Laureato in Ingegneria Meccatronica
Consulente aziendale per reti e sicurezza dei sistemi

 

 

Ing. Stefano Tazzi
Delegato Consiglio Nazionale Ingegneri presso la Commissione Attività Professionali non Regolamentate UNINFO
Laureato in Ingegneria Informatica, MBA
Consulente di direzione aziendale per l'evoluzione digitale