L’ideazione tridimensionale del progetto di architettura: scegliere un software in base alle esigenze

"Make everything as simple as possible, but not simpler"
A.Einstein

SCELTA DEL SOFTWARE IN FUNZIONE DELLE SPECIFICHE ESIGENZE
Dopo anni di modellazione tridimensionale il concetto BIM sta affacciandosi nella pratica professionale del progetto di architettura.
Dalla fase di progettazione esecutiva fino alla manutenzione dell'opera è innegabile che ci siano vantaggi già con una semplice implementazione della parte architettonica.
In una organizzazione strutturata del processo di progettazione, di realizzazione e di gestione dell'opera dovrebbe convenire iniziare da subito con un software che possa gestire anche le successive fasi e quindi orientarsi al mondo BIM già dal progetto di massima e preliminare.
Non sempre questa scelta è possibile o comunque è la più agevole e funzionale.
Può capitare spesso che il progetto preliminare sia da sviluppare in tempi molto compressi e senza essere ragionevolmente sicuri di sviluppare anche le successive fasi, per esempio in una proposta preliminare o un concorso.
Qualche volta capita che un team ben strutturato e con un rigido sistema di qualità si affidi per le prime fasi del progetto ad un supporto più snello e più veloce capace meglio di adattarsi ai veloci cambiamenti e ripensamenti cui inevitabilmente un progetto preliminare è sottoposto.
Oppure può trattarsi di un piccolo progetto di ristrutturazione di un appartamento, in questo caso è decisiva la redazione di un progetto tridimensionale che illustri le scelte spaziali, materiche ai committenti ma contenendo i tempi e i costi e sapendo che raramente ci potrà essere uno sviluppo BIM della fase esecutiva e di cantiere.
Più in generale capita ancora molto spesso che all'interno del team di progetto non tutti i soggetti siano pronti ad implementare un progetto BIM o che il committente non sia organizzato per utilizzare i modello BIM per le fasi di gestione dell'opera.
Di fatto un uso completo ed efficace del modello BIM avviene solo per grandi interventi e con committenti strutturati per utilizzarlo, mentre un uso parziale avviene per la redazione del progetto definitivo ed esecutivo in interventi consistenti e con imprese ben strutturate.

SCELTA DEL SOFTWARE PIÙ ADEGUATO ALLE FASI PRELIMINARI DELLA PROGETTAZIONE
Le prime fasi della progettazione sono quelle più caotiche e ricche di tentativi e ripensamenti, gli architetti hanno sempre utilizzato, per queste fasi iniziali, degli strumenti snelli, semplici, capaci di adattarsi alle più varie filosofie progettuali e che consentissero un certo livello di indefinitezza.
Nel disegno pre-cad la fase preliminare era caratterizzata dall'uso dello schizzo mentre per le fasi esecutive si ricorreva al disegno tecnico riga e squadra.
Ora il mondo della progettazione è definitivamente migrato ad una concessione tridimensionale matura che coinvolge anche le primissime fasi. Questo non significa che tra fase preliminare, o ideativa e fasi successive di precisione e dettaglio non continuino ad esistere sostanziali differenze.
Credo che sia esperienza comune sia a chi anni fa iniziava a progettare davanti ad un computer utilizzando un programma cad sia a chi ora inizia un progetto con un sistema BIM, di trovarsi un po’ spiazzati. Questo spaesamento ha anche a che fare con la poca capacità dei sistemi cad e BIM di assecondare il processo creativo.
In questi casi si rivela molto utile un programma quale Sketchup che associa ad una facilità d'uso ed un costo contenuto una efficacie e piacevole capacità di modellazione e di visualizzazione già con le funzioni di base.
L'uso più mirato appare nelle fasi di progettazione di massima e preliminare in caso di interventi anche consistenti per i quali successivamente si potrà anche migrare a sistemi BIM, o nel caso di interventi minori solo per gestire la parte di ideazione e di visualizzazione, delegando a software cad tradizionali le fasi di progetto autorizzativo, ed esecutivo.
Una delle conseguenze più interessanti dell'uso di un programma che rappresenta la trasposizione dello schizzo nell'elaborazione tridimensionale è che questo apre la strada ad alcune semplificazioni operative e rappresentative, di cui parlerò più avanti, che lasciano tutto il tempo alla progettazione e alla ideazione.
Inoltre la facilità di modellazione anche di oggetti già creati e la possibilità offerta dai principali comandi di estrazione, di disegno su superfici degli elementi che poi possono essere usati come cornici di estrusione, bucatura o modifica, consentono di operare inizialmente per semplici volumi per poi introdurre successivamente maggiori livelli di dettaglio.

ALL'INTERNO DELL'ARTICOLO INTEGRALE LA DESCRIZIONE DI ALCUNI ESEMPI CONCRETI. SCARICA IL PDF