Employer Information Requirements (EIR) e BIM Execution Plan (BEP),quanta confusione!

Quando si parla di Building Information Modelling o BIM vi sono almeno altri tre acronimi che più di altri ricorrono generando non poche incomprensioni e fraintendimenti:

1.LOD, Level of Development (Level of Detail, Level of Definition, Level of Model Definition, Level of Model Detail, Level of Information, GRADE, ecc.);

2.EIR, Employer Information Requirements;

3.BEP, BIM Execution Plan.

Sui LOD, dove come Level of Development si fa riferimento al sistema USA, si è scritto e scriverà molto ancora pur non risolvendosi la complessità tuttora presente che vede una diffusa differenziazione, non solo terminologica, in campo locale (per ciascuna realtà nazionale) ed internazionale. Una complessità che pare oggi andare verso un mix di istanze tra le posizioni più consolidate, quella statunitense e quella britannica,ad esempio ben rappresentate nella recente normativa italiana (UNI11337:2017; LOD - Development come sommatoria di LOI – Information -  e LOG - Geometry; rispettivamente tradotti in: Livello di sviluppo degli Oggetti Digitali – LOD - e Livello di sviluppo degli Oggetti digitali: attributi Informativi – LOI - e attributi Geometrici - LOG).

Ritornando invece sui rimanenti acronimi:EIR e BEP (o meglio sui relativi documenti rappresentativi) si è invece scritto ancora poco ed in modo puramente generico. Copiando, molto, ma ragionando nel dettaglio, poco. 

Prova ne è che si vedono spesso riferimenti ad un BEP con carattere di ”autonomia” dai requisiti del committente, che la PAS non prevede, in una accezione quindi più statunitense (BPxPPennsylvania State Un.),inseritocomunquein una struttura britannica dopo un “EIR” che risulta, pertanto, depotenziato nel suo carattere di indirizzo (EIR che,invece,il BPxP della Pennsylvania State Un., di per sé, non prevede).

La scarsa argomentazione,come si vede, non deve far pensare ad una diffusa condivisione di obiettivi e finalitàper i due strumenti. Anzi, essapiù facilmente sottende una formale unità d’intenti che non trova poi effettivo riscontro in una sostanziale operatività e prassi.

Anche in questo caso la fanno da padroni gli indirizzi statunitensi e britannici, artificiosamente poi accumunati, in un senso od in un altro,a seconda dei casi ed in ragione degli specifici scopi più che in virtù di una loro sintesi organica.

Come per i LOD (dove abbiamo quelli UK sul modello e quelli USA sugli oggetti), anche per l’EIR ed il BEP ci si dimentica che la (quasi)comune lingua non sottende una conseguente uniformità dei sistemi economici, giuridici, ecc. (Magone, Mazali, 2016).Difatti, mentre il sistema statunitense prevede in genere un approccio molto “pragmatico”alle cose, con interesse diretto dei big players di mercato ed una loro diretta collaborazione con la ricerca (vedi in questo caso il BIMforum, ma ancora prima la stessabuildingSmart ), il sistemacontinentale (o europeo), invece, ha in genere un approccio più “politico”, con un interessamentoprioritario dei governi e dell’amministrazione pubblicaverso una politica di stimolo (incentivante) per il mercato e la ricerca (vedi, in questo caso, il BIM Task Group UK, la Direttiva Appalti comunitaria, ecc.od ancora più in generale la politica energetica, Horizon 2020 e così via).Sono due approcci molto differenti, dove la Gran Bretagna sta forse nel mezzo,nei principi di fondo (costituendo la matrice anglosassone degli USA), ma che,sicuramente, non è del tutto “statunitense” nel metodo. Le molte affinità, quindi, spesso celano diversità di base, anche sostanziali, che vanno interpretate, organizzatee correttamente utilizzate.

Il sistema BIM britannico
Il sistema BIM anglosassone UK fa fondamentalmente riferimento a tre organizzazioni principali:

  • RoyalInstitute of BritishArchitects (RIBA)
  • UK BIM Task Force Group
  • British Standard

Dette organizzazioni hanno, negli anni, prodotto i seguenti documenti o riferimentibasilari in tema di BIM:

BS-PAS 1192-2:2013
BS-PAS 1192-3:2014
BIM Toolkit
CIC BIM Protocol:2013

Da questi, possiamo ricavare i seguenti strumenti operativi di indirizzo e pianificazione nell’uso del BIM in un progetto:
Employer Information Requirement (EIR)
BIM Execution Plan (BEP).
BEP a sua volta suddiviso in BEP per la fase di offerta (BEP pre-contract) e BEP, vero e proprio, successivo all’aggiudicazione (BEP post-contract).

Il sistema BIM statunitense
Il sistema BIM anglosassone USA fa fondamentalmente riferimento a quattro organizzazioni principali:

  • American Institute of Architects (AIA);
  • National Institute of Building Sciences- buildingSMARTalliance - (NIBS);
  • US chapter of buildingSMART International (BIMforum);
  • US ArmyCorps of Engineers (USACE).

Dette organizzazioni hanno, negli anni, prodotto i seguentidocumenti o riferimentibasilari in tema di BIM:
AIA ContractDocument G202-2013, Building Information ModelingProtocol Form;
AIA E203–2013, Building Information Modeling and Digital DataExhibit;
AIA G201–2013, Project Digital Data Protocol Form;
National BIM Standard UnitedStates– V3:2013(NBIMS-US);
National CAD Standard UnitedStates– V6:2014(NCS-US);
BIMforumLOD specification(2013-2016).
Da questi possiamo ricavare i seguenti strumenti operativi di indirizzo e pianificazione nell’uso del BIM nel progetto:
National BIM Guide for Owners;
BIMProject execution Planning Guide V2.1:2011 (in seguito PxP) ;
USACE BIM contractrequirements (UBR).

Il sistema BIM internazionale
In campo normativo tecnico internazionale (International Standard Organization – ISO) possiamo riassumere i seguenti principali documenti o riferimenti in tema di BIM:
ISO (UNI-EN) 16739:2013, Industry Foundation Class (IFC);
ISO 12006:2007, International Framework for Dictionaries (IFD);
ISO 29841:2010, Information Delivery Manual (IDM);
ISO 19650:DIS2017 (Draft International Standard), Information Management (Parti 1 e 2).

Da questi possiamo ricavare i seguenti strumenti operativi di indirizzo e pianificazione nell’uso del BIM in un progetto:
Exchange Information Requirements (EIR);
BIM Execution Plan (BEP).

Anche in questo caso (come nel sistema UK)suddiviso in BEP per la fase di offerta (BEP pre-appointment) e BEP, vero e proprio, successivo all’aggiudicazione.

Il sistema BIM italiano
Il sistema nazionale fa fondamentalmente riferimento ad una organizzazione, ove sono altresì rappresentati circa una quarantina tra i maggiori stakeholder del settore (privati: Confindustria, ANCE, Legacoop, consigli nazionali dei professionisti, imprese di costruzione, produttori di componenti, Software house,ecc., e pubblici: MIT, Regioni, ANAC, Università, CNR, ecc.) ed,in generale,al mondo della ricerca universitaria:

Ente Nazionale di Normazione (UNI);
Università (Politecnici di Milano e Torino, Un. di Brescia, Un. Di Roma, ecc.).

Il documento di riferimento prodotto dal suddetto Ente di normazione nazionalein tema di BIM è la:
UNI 11337:2017, gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni.

Gli strumenti operativi di indirizzo e pianificazione nell’uso del BIM nel progetto sono rappresentati nelle relative parti1, 5 e 6 della norma, ove sono identificati come:
Capitolato Informativo(CI);
offerta di Gestione Informativa (oGI);
piano di Gestione Informativa(pGI).

Nella prassi si rilevano poi alcuni esempi operativi riferiti a singoli bandi di progettazione e/o costruzione di opere private e pubbliche, nei quali, altresì, in genere è uso riportarsi a mix poco organici di procedure britanniche (EIR e BEP, o solo BEP, e soli LOIo LOD sui modelli anziché sugli oggetti) e statunitensi (scala dei LOD e ruoli BIM) e che pertanto risultano essere esempi poco significativi per questa analisi, al di fuori degli apporti originari che sarannoovviamente invece indagati come tali (sistemi USA e UK).

Sistemi a confronto
Analizzando i quattrosistemi a confronto si possono notare le seguenti relazioni:

il focus è sul progetto;
i soggetti di riferimento sono la committenza (o la domanda) da un lato e l’affidatario (esecutore) dall’altro (nel caso USA anche il solo soggetto esecutore);

le fasi di riferimento sono quelle di preaggiudicazione, aggiudicazione e affidamento (nel caso USA anche indipendentemente da un affidamento esterno, come operatività del singolo soggetto agente progetto interno);

la validità è estesa a tutto il processo (si prevede sempre l’iterazione tra documento originario e lo svolgimento del processo, mediante continui aggiornamenti del primo).

Nei documenti più datati è chiara una prima stretta correlazione alle fasi di Planning e Design,rilevandosi comunque una dipendenza della documentazione BIM a precedenti riferimenti e norme sulla progettazione (es.: BSI 1192-1:2017) come loro naturale evoluzione in senso digitale. Seppure sia sempre chiaro il riferimento alla validità temporalesull’intero processo, nel ciclo di vita, delle informazioni trattate.

Per il sistema britannico è evidente una correlazione consequenziale tra gli strumenti, evidenziata dalla presenza di due momenti: EIR (committente), domanda; BEP (affidatario), risposta. Il sistema fa pensare quindi più a processi di appalto per lavori o servizi conto terzi (committente/affidatario), anche se risulta perfettamente applicabile all’interno di una medesima organizzazione per un progetto in-house (make) anziché dato in outsourcing (buy);dove una struttura funge da richiedente - EIR interno - ed altre, della medesima organizzazione, da esecutrici – BEP interno.

Per il sistema statunitense, invece, il focus è incentrato sulla natura organizzativa dello strumento, per cui il soggetto che agisce (esecutore) comunquestruttura il suo operato BIM attraverso il PxP (indipendentemente che operi per progetti in-house o da eseguire conto terzi). Solo in un ulteriore dettaglio  ancheil PxPstatunitense assume un carattere di strumento inserito in un rapporto tra soggetti (richiedente ed esecutore), fin anche di natura contrattuale, differenziandosi in un sistema di richieste e risposte sul filone britannico (ownerPxP da un lato, richieste; proposal stage e finalPxP, dall’altro, risposte).

Il tutto come meglio sintetizzato nella tabella seguente.

 

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