Nanomateriali: scarseggia la conoscenza dei rischi

27/06/2012 2066

La nanotecnologia, un ramo della scienza che si occupa della manipolazione della materia su scala dimensionale piccolissima, ha il potenziale di condurre allo sviluppo di un'ampia gamma di materiali nuovi che possono portare enormi benefici alla società. Un nuovo studio specializzato dell'EU-OSHA, però, ha individuato gravi lacune nella nostra conoscenza dei potenziali rischi che comporta la manipolazione di nanomateriali di sintesi sul luogo di lavoro.

Sono più di 1.000 i prodotti che contengono nanomateriali immessi sul mercato, e numerosissimi gli impieghi: per esempio nell’edilizia vengono utilizzati per l’isolamento termico o nelle termo pitture, nell’energia per le celle fotovoltaiche di terza generazione a film sottile, per l’ambiente le nanoparticelle in polimeri.

Sono circa 500 le aziende, di 30 paesi, che li producono, tra i 300 e i 400 000 i lavoratori nell’UE che hanno direttamente a che fare con la nanotecnologia e il 75% della produzione è costituito da piccole e medie imprese.

Dal nuovo studio di Eu-Osha è emerso inoltre che sebbene siano state realizzate campagne di comunicazione da alcune grandi aziende produttrici esiste una scarsa comunicazione sulle caratteristiche, e il 75% dei lavoratori e datori di lavoro nel settore edile non è cosciente di lavorare con nano materiali.

Ma per realizzare una comunicazione efficace e concreta dei rischi, necessaria un’azione congiunta di responsabili politici, parti sociali, organismi nazionali per la salute e la sicurezza sul lavoro, organismi per la sanità pubblica, associazioni settoriali e di tutti i soggetti coinvolti.

Eu-Osha ha dato il suo contributo elaborando una banca dati on-line di esempi di buone pratiche aziendali relative alla gestione sul luogo di lavoro di nanomateriali di sintesi, che riguarda otto Stati membri e diversi settori industriali quali, l'edilizi, l'industria tessile e le applicazioni mediche.

 

In collaborazione con: Scadenzario Sicurezza Lavoro