CONFPROFESSIONI: Studi professionali, cresce l'occupazione

19/10/2013 1444

FONTE: CONFPROFESSIONI

Nonostante la crisi, il settore degli studi professionali continua a macinare nuovi posti di lavoro, ma non negli studi tecnici.

Nei primi sei mesi del 2013 quasi 8 mila lavoratori, tra impiegati e apprendisti, hanno trovato un impiego stabile presso gli studi di avvocati, notai, commercialisti, medici, dentisti, architetti e ingegneri. Tra gennaio e giugno 2013, infatti, sono stati assunti 26.287 impiegati e 4.313 apprendisti. Nello stesso periodo, i rapporti di lavoro cessati sono stati 20.492 tra gli impiegati e 2.170 tra gli apprendisti. Il saldo complessivo, tra nuovi assunti e posizioni lavorative cessate, resta ampiamente positivo e si attesta sulla soglia record di 8 mila assunzioni, superiore rispetto ai 6.532 neoassunti di tutto il periodo del 2012. Un dato nettamente in controtendenza nel mercato del lavoro in Italia, che ha registrato nel secondo trimestre dell'anno una diminuzione degli occupati pari a 585 mila unità.

Lo rende noto Confprofessioni, la Confederazione italiana libere professioni, che ha incrociato i dati Inps sulle posizioni lavorative attive e le cessazioni nel periodo 1 gennaio-30 giugno 2013. Dai dati Confprofessioni emergono importanti novità che ridisegnano la geografia occupazionale negli studi professionali. Se, infatti, il Nord si conferma come principale volano dell’occupazione per gli studi, con quasi 5 mila assunzioni, al netto delle posizioni cessate, le regioni del Sud sono certamente le più dinamiche, con quasi 2 mila nuovi posti di lavoro creati. Un dato che supera le regioni del Centro, dove il saldo occupazionale si attesta a quota 1.600 unità. “Questi dati confermano la vivacità del settore professionale che, nonostante la crisi economica, riesce ancora a creare occupazione” commenta il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella. “Probabilmente gli ultimi provvedimenti normativi e le agevolazioni introdotte dal legislatore hanno dato una spinta positiva al mercato del lavoro e, da questo punto di vista, il settore professionale si è mostrato il più reattivo”.

A trascinare la ripresa occupazionale negli studi professionali sono in gran parte giovani e, comunque, persone che si affacciano al mercato professionale attraverso un contratto di apprendistato. Tra nuove assunzioni e cessazioni, il saldo occupazionale è pari a 2.296 apprendisti che hanno trovato uno sbocco all’interno di uno studio professionale. “Quale parte sociale del settore delle professioni abbiamo voluto vedere da vicino la realtà occupazionale all’interno dei nostri studi” continua Stella. “Si tratta di numeri importanti che testimoniano lo sforzo compiuto dai professionisti-datori di lavoro a favore dei giovani e dei nuovi profili professionali che operano all’interno degli studi”.

Scomponendo i dati per attività emergono poi le professioni più attive sul mercato del lavoro. In cima alla graduatoria dell’occupazione negli studi svetta l’area economico-amministrativa (commercialisti, consulenti del lavoro e studi di consulenza amministrativo-gestionale), che presenta un saldo occupazionale positivo pari a 2.053 unità. Al secondo posto si piazzano le attività sanitarie (medici generici, ambulatori e poliambulatori, medici specialisti, studi odontoiatrici e veterinari), con un saldo positivo pari a 1.200 unità. Sostanziale equilibrio occupazionale, invece, nelle professioni giuridiche (avvocati e notai), dove le 1.505 assunzioni sono state azzerate dalle 1.507 posizioni lavorative cessate. In terreno negativo, infine, le professioni dell’area tecnica (studi di architettura e ingegneria, geometri, periti industriali, agrari, geologi…) dove la bilancia occupazionale registra una contrazione di 134 posti di lavoro persi nei primi sei mesi dell’anno.