AI nei software BIM: quanto aiuta davvero il progettista nel governare il processo informativo?
AI nei software BIM significa oggi più produttività, assistenza e controllo, non ancora governo dinamico del processo informativo. Tekla, Archicad e Solibri mostrano approcci diversi, ma il salto verso il Digital Twin richiede dati strutturati, governance e interoperabilità.
L’intelligenza artificiale è entrata stabilmente nei software BIM più diffusi, ma il suo ruolo attuale è spesso frainteso. Oggi l’AI viene utilizzata principalmente come supporto a funzioni specifiche: automazione di attività ripetitive, assistenza all’utente, miglioramento della produttività.
Analizzando le soluzioni proposte da Tekla Structures, Archicad e Solibri emerge un quadro chiaro: l’AI è presente, ma è ancora prevalentemente confinata all’interno dei singoli strumenti. Questo limite diventa particolarmente rilevante se si guarda all’evoluzione del BIM verso modelli informativi dinamici e Digital Twin.
AI nei software BIM: supporto operativo o vera evoluzione del modello informativo?
AI e BIM: una questione di scala
Nel contesto BIM, parlare di intelligenza artificiale non significa riferirsi a un’unica tecnologia, ma a un insieme di approcci differenti. In alcuni casi l’AI viene impiegata per riconoscere pattern e velocizzare attività operative; in altri come assistente cognitivo per l’utente; in altri ancora come sistema di controllo basato su regole formalizzate.
Queste applicazioni producono benefici concreti, ma operano quasi sempre su una scala limitata: migliorano il funzionamento del software, senza modificare in modo sostanziale la natura del modello informativo, che resta perlopiù statico e deterministico.

Tekla Structures: intelligenza artificiale al servizio della produzione
Nel caso di Tekla Structures, l’intelligenza artificiale è chiaramente orientata all’aumento della produttività e all’automazione dei flussi di lavoro, in particolare nelle fasi di dettaglio e produzione. Le funzionalità AI dichiarate si concentrano sulla creazione automatizzata dei disegni di fabbricazione attraverso il riutilizzo e la classificazione di disegni storici archiviati in cloud, oltre che su assistenti intelligenti che supportano l’utente nell’uso del software e nello sviluppo di personalizzazioni.
Si tratta di un approccio coerente con il posizionamento di Tekla Structures nell’ambito della progettazione costruttiva e industriale: l’AI rafforza la continuità tra modello e output, riducendo tempi e variabilità. Tuttavia, l’intelligenza artificiale agisce su task specifici e non introduce meccanismi di apprendimento o adattamento a livello di processo informativo complessivo.
Archicad: AI come supporto cognitivo alla progettazione
Archicad adotta un’impostazione diversa, collocando l’intelligenza artificiale soprattutto nella fase concettuale e nell’esperienza d’uso del software. L’AI Visualizer, basato su modelli generativi, è pensato per supportare l’esplorazione progettuale nelle fasi iniziali, mentre l’AI Assistant agisce come strumento di supporto contestuale per l’utente, facilitando l’accesso alle funzionalità e alla documentazione.
In questo caso, l’AI affianca il progettista nel processo decisionale iniziale e nella gestione del software, ma non interviene sulla struttura del modello BIM come sistema informativo. Il modello resta invariato nella sua logica, mentre l’intelligenza artificiale opera come strumento di contorno.
Solibri: qualità del modello e intelligenza deterministica
Solibri rappresenta un caso distinto, focalizzato sulla qualità e sull’affidabilità del modello BIM. L’approccio adottato è basato su controlli strutturati e regole esplicite che consentono di verificare geometrie, dati, classificazioni e conformità normativa lungo il ciclo di vita del progetto.
In Solibri il concetto di “intelligenza” non è legato all’apprendimento automatico, ma alla formalizzazione delle regole di controllo. Questo garantisce rigore, ripetibilità e tracciabilità, ma non introduce dinamiche adattive o predittive tipiche dei modelli data‑driven.
Un elemento comune: AI come funzione, non come processo
Nonostante le differenze tra i tre software analizzati, emerge un tratto comune: l’intelligenza artificiale è integrata come funzione del software, non come infrastruttura del processo.
Migliora singole attività, supporta l’utente e riduce la complessità operativa, ma non governa il ciclo di vita informativo né trasforma il modello BIM in un sistema capace di evolvere nel tempo.
Questo aspetto segna una distanza netta rispetto alla visione del Digital Twin come modello dinamico, continuamente alimentato dai dati e orientato al supporto decisionale.
AI e Digital Twin: il passaggio ancora incompiuto
Perché il BIM possa evolvere verso il Digital Twin, l’intelligenza artificiale deve cambiare scala. Non basta che il software diventi più intelligente; è necessario che l’AI operi a livello di processo, interpretando i dati, supportando le decisioni e collegando in modo coerente modelli, flussi informativi e attori coinvolti.
Questo passaggio non è solo tecnologico, ma metodologico e organizzativo. Richiede dati strutturati, competenze, governance e una visione che vada oltre la singola funzionalità del software.
Cosa significa per il progettista l’uso dell’AI nei software
Per il progettista, l’adozione dell’AI nei software BIM non deve essere letta come una soluzione automatica o risolutiva. È uno strumento utile, ma va compreso nei suoi limiti attuali.
La vera sfida consiste nel preparare i propri modelli e processi a un’evoluzione futura, in cui l’intelligenza artificiale potrà agire non solo sul “come si lavora”, ma anche sul “perché” e “quando” prendere decisioni lungo il ciclo di vita dell’opera.
FAQ TECNICHE: AI nei software BIM: vantaggi e limiti | Ingenio
L’intelligenza artificiale nei software BIM sostituisce il progettista?
No. Le applicazioni attuali supportano attività specifiche e migliorano l’efficienza, ma non prendono decisioni progettuali autonome.
Usare software BIM con AI significa avere un Digital Twin?
No. L’AI è un abilitatore importante, ma senza una governance del processo e dei dati il modello resta statico.
Qual è oggi il vero valore dell’AI nel BIM?
Sta nell’aumento di produttività, nella riduzione degli errori e nel supporto cognitivo all’utente, non ancora nella gestione dinamica del processo.
Qual è il passo successivo?
Integrare l’AI nei processi informativi, non solo nei tool, costruendo modelli capaci di evolvere nel tempo.
NORME UNI / EN / ISO
UNI EN ISO 19650-1:2019
Titolo: Organizzazione e digitalizzazione delle informazioni relative all’edilizia e alle opere di ingegneria civile, incluso il BIM - Gestione informativa mediante il building information modelling - Parte 1: Concetti e principi
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Titolo: Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni - Parte 8: Sistema di gestione dei processi digitalizzati in una organizzazione operante nel settore delle costruzioni e dell’immobiliare
UNI EN ISO 16739-1:2024 / ISO 16739-1
Titolo: Industry Foundation Classes, IFC, for data sharing in the construction and facility management industries
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