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Corretta posa dei sistemi di rinforzo: chi ne risponde?

La posa dei rinforzi strutturali è il vero elemento critico per garantire le prestazioni progettuali. Non basta la qualità dei materiali: senza installazione qualificata e controllata, l’intervento perde efficacia. Norme, Linee Guida CSLP e documentazione come la DCPO definiscono responsabilità precise tra impresa, Direzione Lavori e collaudatore, assicurando tracciabilità, sicurezza e collaudabilità dell’opera.

La corretta posa dei sistemi di rinforzo strutturale rappresenta il fattore determinante per il raggiungimento delle prestazioni previste in progetto. L’articolo analizza il quadro normativo e operativo che disciplina responsabilità, controlli e documentazione in cantiere, con riferimento a NTC 2018 e Linee Guida CSLP. Viene evidenziato il ruolo centrale dell’installatore qualificato e della Direzione Lavori, oltre all’importanza della Dichiarazione di Corretta Posa in Opera (DCPO) come elemento imprescindibile per il collaudo statico. Focus su sistemi FRP, FRCM e CAM®, con indicazioni operative e criticità esecutive.


Rinforzo strutturale: perché la posa in opera è determinante per la sicurezza

Il rinforzo strutturale degli edifici esistenti rappresenta un tema centrale nel panorama edilizio italiano, che riguarda non solo le strutture private, ma anche edifici pubblici, infrastrutture, scuole e beni culturali vincolati.

Alla base della definizione stessa di rinforzo strutturale vi è un concetto imprescindibile: la messa in opera dei sistemi deve essere sicura, tracciabile e garantire le prestazioni richieste dal progetto. Questo è possibile soltanto se l’installazione è affidata a operatori qualificati e se le fasi esecutive sono documentate e certificate.

Installatore qualificato nei sistemi di rinforzo: requisiti e responsabilità operative

Il settore del rinforzo è in continua evoluzione: la ricerca sviluppa sistemi sempre più efficaci, compatibili e a basso impatto, ma la sola qualità dei materiali, con annessa documentazione e verifiche in cantiere, non basta.

Se nella prima fase della cantierizzazione dell’opera di rinforzo è fondamentale il controllo dei materiali e quindi il ruolo della DL nel recepire la documentazione ed effettuare le prove sui materiali, come previsto dalle Norme Tecniche per le Costruzioni (D.M. 17/01/2018) e dalle Linee Guida del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (ad esempio per FRP, FRCM e sistemi innovativi), l’efficacia dell’intervento è garantita solo se il sistema è installato da soggetti qualificati, nel rispetto dei manuali tecnici approvati.

Obblighi dell’impresa installatrice nei sistemi FRP, FRCM e CAM®

La responsabilità ricade quindi sul fabbricante, sul licenziatario o sull’impresa qualificata, che deve assicurare:

  • la formazione specifica delle maestranze;
  • il rispetto delle procedure di posa indicate nel manuale approvato dal CSLP;
  • il rilascio della documentazione di corretta installazione.

Gli esempi concreti mostrano come la competenza dell’installatore sia cruciale:

  • nei sistemi FRP (Fiber Reinforced Polymers): le condizioni di installazione e la corretta impregnazione dei tessuti con resine certificate è condizione necessaria per la prestazione strutturale;
  • nei sistemi FRCM (Fiber Reinforced Cementitious Matrix): la preparazione del supporto e la qualità del legante condizionano l’adesione e la resistenza;
  • nel Sistema CAM®: l’elemento critico è la chiusura dei nastri in acciaio inox, soluzione non codificata nelle NTC ma prevista nella Dichiarazione di Idoneità rilasciata dal CSLP.
    In questo caso, l’installazione deve essere eseguita direttamente dal fabbricante o da licenziatari espressamente autorizzati. Al termine, viene rilasciata la Dichiarazione di Corretta Posa in Opera (DCPO), documento indispensabile sia per la tracciabilità dei materiali che per il collaudo statico.

Dichiarazione di Corretta Posa in Opera (DCPO): cos’è e a cosa serve

La DCPO  (Dichiarazione di Corretta Posa in Opera) è il documento tecnico con cui l’impresa installatrice certifica che il sistema di rinforzo è stato messo in opera a regola d’arte, nel rispetto del progetto, del manuale tecnico del sistema e delle prescrizioni normative applicabili.
Contiene:
◾ identificazione dell’opera e del sistema installato
◾ riferimenti a materiali (CVT, DoP, certificati)
◾ modalità di posa e preparazione del supporto
◾ condizioni ambientali durante l’installazione
◾ esito dei controlli e delle prove in cantiere (es. pull-off)
La DCPO è firmata dall’impresa esecutrice e controfirmata dalla Direzione Lavori e rappresenta un documento essenziale ai fini del collaudo statico e della tracciabilità dell’intervento.
In assenza di DCPO completa e coerente, la prestazione del sistema non è pienamente verificabile in sede di collaudo.

Controlli in cantiere durante la posa di rinforzo del Sistema CAM®
figura 1: Controlli in cantiere durante la posa di rinforzo del Sistema CAM® (EDIL CAM SISTEMI)

Il controllo della posa in opera: Impresa, Direzione Lavori e Collaudatore

Verifiche della Direzione Lavori: controlli visivi, prove in situ e documentazione

La Direzione Lavori non si limita a controllare la documentazione dei materiali in ingresso (certificati 3.1, marcatura CE, DOP, CVT), ma verifica anche la fase di posa in opera.

Può eseguire controlli visivi, prove in situ (come prove di strappo su FRP) e campionamenti, documentando la corretta adesione al supporto e il rispetto delle specifiche di progetto.

Leggi di più : Controllo sui materiali in cantiere: il ruolo chiave della Direzione Lavori nel garantire sicurezza e collaudo

Collaudo statico: verifiche documentali e controlli a campione

Il Collaudatore Statico, a sua volta, basa la propria valutazione sulle risultanze della Direzione Lavori e sulla documentazione finale. Effettua una verifica documentale, controllando che siano presenti i certificati dei materiali, i rapporti delle prove eseguite e la dichiarazione di corretta posa in opera laddove è richiesta.

Può anche effettuare controlli a campione in sito e richiedere prove integrative rispetto a quelle che già possono essere richieste dalla Direzione lavori.

Leggi di più: Accettazione dei materiali per i rinforzi strutturali: documentazione, prove e responsabilità

Per i sistemi FRP, ad esempio, la posa in opera certificata è regolata dalle Linee Guida del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e dalle NTC 2018, con procedure molto precise.

I sistemi infatti non solo devono essere dotati di CVT, ma l’impresa installatrice deve essere qualificata con personale formato e certificata da enti accreditati.

A valle dell’installazione l’impresa è obbligata all’emissione della Dichiarazione di Corretta Posa in Opera che è parte integrante della documentazione necessaria per il collaudo e serve a certificare che la posa sia stata eseguita a regola d’arte, in conformità al manuale tecnico del sistema e alle prescrizioni normative.

Essa oltre ai dati identificativi dell’opera di rinforzo contiene tutti i riferimenti utili ai materiali, alle modalità di posa, alla preparazione del supporto e alle condizioni ambientali durante la posa.

Completano la stessa i controlli eseguiti (prove di accettazione in cantiere quali pull-off test e prove di adesione) e viene firmata dal Direttore Tecnico dell’impresa e controfirmata dalla Direzione Lavori.

Anche per il sistema innovativo CAM®, tra le certificazioni fornite a fine lavorazioni, la Dichiarazione di Corretta Posa in Opera (DCPO) è condizione essenziale: in assenza di questa dichiarazione, o in presenza di non conformità rilevate, il collaudo non può essere approvato.

La dichiarazione, redatta dall’installatore Edil CAM Sistemi o impresa da essa espressamente autorizzata, è un atto che certifica la rispondenza al Sistema a marchio CAM® dei materiali, delle attrezzature e modalità di posa in opera.

Richiama i documenti fondamentali e approvati dal Servizio Tecnico Centrale, quali Linee Guida e Manuale Tecnico del Sistema a marchio CAM® e certifica la posa in rispondenza degli elaborati tecnici progettuali.

Per ciascun materiale viene riepilogata la conformità alle norme autorizzate, mentre per l’attrezzatura ed in particolare per le reggiatrici, l’installazione del Sistema avviene impiegando solo le apparecchiature pneumatiche di proprietà del Fabbricante che vengono tarate e manutenute secondo le specifiche riportate nel Manuale di Manutenzione e Specifiche di Taratura.

Completano il documento i controlli eseguiti sulle saldature, laddove presenti, e le prove di accettazione sui materiali laddove vengano messe a disposizione dalla Direzione Lavori.

Ispezione della Direzione Lavori durante la posa di rinforzo del Sistema CAM® presso la Basilica del Sacro cuore del Cristo RE (Roma)
figura 2: Ispezione della Direzione Lavori durante la posa di rinforzo del Sistema CAM® presso la Basilica del Sacro cuore del Cristo RE (Roma) (EDIL CAM SISTEMI)

La dichiarazione redatta dall’installatore è un documento fondamentale con il quale installatore e Fabbricante si impegnano al rispetto dei requisiti tecnici prestazionali richiesti e indicati esplicitamente nel progetto.

La DCPO è una garanzia per tutte le figure connesse all’opera di miglioramento sismico (progettista, direttore lavori, collaudatore e committente) con la quale la Edil CAM Sistemi® si impegna a mettere in opera tutte le accortezze necessarie al buon funzionamento del proprio prodotto impiegato con i fini strutturali richiesti.

Il Direttore Lavori è tenuto a richiedere all’installatore la DCPO e dovrà essere riportata nella Relazione a Strutture Ultimate, unitamente al resoconto dei controlli di accettazione eseguiti e richiamata nell’atto di Collaudo Statico nonché, quando richiesto, nel Collaudo Tecnico-Amministrativo.

Posa dei rinforzi strutturali: fase critica per prestazioni, sicurezza e collaudo

La corretta posa in opera non è quindi una fase accessoria, ma il fulcro dell’efficacia dell’intervento di rinforzo.
Se i materiali devono rispondere a requisiti normativi e a prove di accettazione in cantiere, l’installazione deve garantire che tali prestazioni siano effettivamente trasferite alla struttura.

La sinergia tra installatore qualificato, Direttore dei Lavori e Collaudatore Statico diventa la chiave per ottenere interventi eseguiti a regola d’arte, documentati e collaudabili, e dunque strutture realmente più sicure.

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FAQ Tecniche: Posa rinforzi strutturali: responsabilità e controlli

In che modo la posa incide direttamente sulla sicurezza strutturale rispetto al calcolo di progetto?
La progettazione definisce le prestazioni attese, ma è la posa che ne consente il trasferimento reale alla struttura. Difetti esecutivi (es. scarsa adesione, tensionamento non corretto, discontinuità) introducono riduzioni di capacità non sempre rilevabili nel calcolo, generando comportamenti fragili o non duttili.

Qual è il valore tecnico della DCPO nel processo di collaudo statico?
La DCPO non è un documento formale, ma una certificazione tecnica che attesta la conformità dell’installazione al sistema qualificato e al progetto. In assenza di DCPO, il collaudatore non può assumere valide le prestazioni dichiarate, con possibile esito negativo del collaudo.

Come si integra il controllo della DL con le Linee Guida CSLP per sistemi FRP/FRCM?
La DL deve verificare non solo la documentazione (CVT, DoP, certificati), ma anche parametri esecutivi chiave: preparazione del supporto, condizioni ambientali, modalità di applicazione e risultati delle prove in situ (pull-off). Le Linee Guida CSLP forniscono criteri operativi vincolanti.

Perché l’installatore qualificato è determinante nei sistemi “non completamente normati” come il CAM®?
In assenza di una codifica completa nelle NTC, la prestazione è garantita dal sistema certificato nel suo insieme (materiali + procedure + attrezzature). Solo il fabbricante o licenziatari autorizzati possono assicurare la corretta applicazione, rendendo l’installatore parte integrante della validazione tecnica.

Quali sono le principali non conformità che compromettono l’accettazione dell’intervento?
Le criticità più frequenti includono: mancata preparazione del supporto, parametri ambientali non controllati, assenza di prove di adesione, utilizzo di attrezzature non certificate e documentazione incompleta. Tali non conformità possono portare alla non accettazione dell’opera o a richieste di prove integrative

Articolo integrale in PDF

L’articolo nella sua forma integrale è disponibile attraverso il LINK riportato di seguito.
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