Innovazione o estinzione, la sfida vitale per l’immobiliare italiano
Per Federico Filippo Oriana (ASPESI), la digitalizzazione è oggi essenziale per la sopravvivenza del settore immobiliare. Con margini ridotti e sostenibilità al centro, serve innovare per ridurre sprechi e ritardi, garantendo efficienza e rigenerazione urbana. Guarda la video intervista realizzata in occasione del BIMsummit 2025 di Harpaceas.
Federico Filippo Oriana: “L’innovazione è la condizione per la sopravvivenza del settore immobiliare”
Nel corso del BIMsummit 2025, Federico Filippo Oriana, Presidente e Amministratore Delegato di ASPESI Unione Immobiliare, ha tracciato un quadro lucido dell’evoluzione del settore immobiliare negli ultimi vent’anni, evidenziando come digitalizzazione ed efficientamento rappresentino oggi i pilastri indispensabili per la sua sostenibilità.
“Il nostro mestiere è quello dell’attività immobiliare, quindi la trasformazione degli immobili e la loro valorizzazione è cambiata moltissimo negli ultimi 20-25 anni”, ha dichiarato Oriana, ricordando come la digitalizzazione, pur presente già nei primi anni Duemila, “fosse considerata nel nostro settore più un interesse culturale per il futuro”.
Negli ultimi anni, tuttavia, la situazione è cambiata radicalmente. “A seguito di trasformazioni che hanno diminuito moltissimo i margini di profitto e quindi la sostenibilità dei business plan delle nostre operazioni immobiliari, noi possiamo riscoprire e ritrovare gli elementi di sostenibilità solo in un forte efficientamento”, ha spiegato.
Secondo Oriana, questo efficientamento non può che derivare dall’innovazione tecnologica, che consente un controllo puntuale delle fasi di progettazione e di cantiere — aree spesso soggette a sprechi e ritardi. “Nel cantiere normalmente c'è una grande perdita di risorse derivanti da inefficienze e ritardi; il controllo ci aiuta e non abbiamo alternative per la ricostituzione dei margini operativi che sostengono le iniziative”, ha precisato.
Per il Presidente di ASPESI, la digitalizzazione e la gestione innovativa dei processi non sono più strumenti per aumentare i profitti, ma condizioni necessarie per la sopravvivenza stessa delle imprese. “Non è per guadagnare di più, è per sopravvivere, perché diversamente i nostri finanziatori — che siano le banche, i fondi internazionali o la borsa — non ci darebbero le risorse per andare avanti.”
Oriana ha concluso con un appello alla responsabilità e alla visione di lungo termine del settore:
«È una questione di vita o di morte, ma di vita: perché vogliamo continuare a dare futuro al nostro Paese attraverso la rigenerazione urbana.»
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