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Rischio sismico e riqualificazione del costruito: come rendere più sicuri gli edifici italiani

In un ciclo di video-interviste, Ecosism analizza il rischio sismico italiano, mettendo in luce il ruolo decisivo della vulnerabilità degli edifici. Dalla prevenzione nei centri storici alle responsabilità progettuali, emerge una visione tecnica e culturale per intervenire in modo efficace.

L’Italia è un Paese fragile, caratterizzato da una lunga storia sismica e da un patrimonio edilizio spesso vulnerabile, datato e costruito con criteri non più adeguati alle conoscenze attuali.

Per contribuire a una maggiore consapevolezza tecnica e culturale, Ecosism ha realizzato una serie di cinque video-interviste con due figure di riferimento nel panorama italiano dell’ingegneria strutturale: l’ing. Silvia Bonetti e il prof. ing. Roberto Scotta.

Attraverso analisi chiare, esempi concreti e riflessioni maturate sul campo, gli ingegneri affrontano alcuni dei temi più urgenti legati alla sicurezza del costruito e alle strategie di riqualificazione degli edifici esistenti.

 

Comprendere il rischio sismico e la vulnerabilità degli edifici - Ing. Silvia Bonetti

Il rischio sismico non è una fatalità legata alla sola pericolosità del territorio, ma il risultato dell’incontro tra pericolosità e vulnerabilità.

Nelle sue interviste, l’ing. Silvia Bonetti guida lo spettatore in un percorso che chiarisce:

  • cosa significa valutare oggi il rischio sismico in un Paese ricco di edifici datati;
  • come la vulnerabilità del costruito incida in modo decisivo sul livello di rischio;
  • quale sia la responsabilità progettuale nel definire interventi appropriati;
  • perché la prevenzione, attraverso miglioramenti e adeguamenti sismici, sia l’unica strategia realmente efficace.

Particolarmente significativo il focus sui centri storici, contesti in cui ogni edificio è parte di un organismo edilizio complesso e interconnesso: qui, i danni si ripetono da oltre un secolo sempre nello stesso modo.

Non è il terremoto il problema, spiega Bonetti, ma l’assenza di interventi strutturali adeguati.

Le sue analisi mostrano come sia possibile intervenire senza compromettere identità, storia e continuità d’uso, utilizzando tecniche progettuali mirate ai contesti urbanisticamente più delicati.

 

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Riqualificazione del patrimonio edilizio e nuove tecnologie - Ing. Roberto Scotta

Il prof. Ing. Roberto Scotta affronta invece il tema della riqualificazione degli edifici costruiti tra gli anni ’60 e ’80, un patrimonio che oggi necessita di interventi urgenti su due fronti: sicurezza sismica ed efficientamento energetico.

Nella prima parte dell’intervista, Scotta analizza criticità, carenze strutturali e necessità imposte dalle direttive europee al 2050, mostrando perché la demolizione non sia la risposta più efficace. Il suo messaggio è chiaro:

  • serve una strategia integrata;
  • capace di unire miglioramento strutturale ed energetico;
  • con benefici che sono tecnici, economici e ambientali.

La seconda parte è dedicata a soluzioni tecnologiche innovative come gli esoscheletri edilizi, una “nuova pelle sismo-resistente” che consente di potenziare un edificio senza interromperne l’utilizzo.

Il prof. Scotta approfondisce:

  • il ruolo strategico della prefabbricazione e della progettazione digitale;
  • l’efficacia degli interventi off-site, rapidi e poco invasivi;
  • i vantaggi per edifici sensibili e sempre operativi, come scuole, ospedali e condomini abitati.

Nella terza parte dell’intervista esclusiva, Scotta racconta come la collaborazione tra ricerca accademica e imprese sia stata decisiva per lo sviluppo del cappotto sismico, una delle innovazioni più rilevanti nel campo della riqualificazione edilizia contemporanea.

L’approfondimento mette in luce:

  • il ruolo centrale dell’Università nella formazione dei tecnici e nella definizione di soluzioni concrete e applicabili;
  • la necessità di unire ricerca teorica ed esigenze pratiche delle aziende del settore;
  • l’esempio del cappotto sismico, nato come ricerca applicata e divenuto una tecnologia capace di trasformare il mercato;
  • le opportunità offerte dalla sinergia tra innovazione scientifica e industria edilizia, indispensabile per accelerare la transizione verso edifici più sicuri ed efficienti.

Il risultato complessivo delle tre parti è una visione moderna, sostenibile e altamente efficace della riqualificazione del costruito, che permette di migliorare prestazioni, sicurezza, durabilità e competitività del patrimonio edilizio italiano.

 

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Una visione integrata per la sicurezza del futuro

Le interviste, considerate insieme, offrono una visione completa e complementare:

  • diagnosi del rischio sismico e vulnerabilità degli edifici;
  • specificità dei centri storici;
  • criticità del patrimonio recente;
  • tecnologie avanzate per riqualificare senza demolire;
  • soluzioni off-site per intervenire senza fermare attività e servizi.

Un percorso che permette a tecnici, amministrazioni e cittadini di comprendere non solo perché intervenire, ma soprattutto come farlo nel modo più efficace.

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