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Salubrità abitativa: i dati ISTAT rivelano criticità diffuse nelle abitazioni italiane

Secondo un'elaborazione di Saint-Gobain Italia su dati ISTAT, il 16,3% delle famiglie convive con problemi di umidità, mentre strutture danneggiate, scarsa luminosità e qualità dell'aria indoor compromettono il comfort e il benessere abitativo. Dai sistemi a secco agli intonaci deumidificanti, il settore delle costruzioni dispone oggi di soluzioni mirate per riqualificare gli edifici esistenti.

La salubrità abitativa rappresenta oggi una delle principali sfide per il patrimonio edilizio italiano. L'analisi realizzata da Saint-Gobain Italia su dati ISTAT evidenzia che oltre 9 milioni di persone vivono in abitazioni interessate da problemi di umidità, ai quali si aggiungono degrado delle strutture, scarsa luminosità e condizioni ambientali che incidono sul comfort e sulla salute. L'articolo analizza la diffusione del fenomeno sul territorio nazionale, il profilo delle famiglie maggiormente esposte e le principali cause tecniche dell'umidità negli edifici, approfondendo inoltre le soluzioni costruttive disponibili, come sistemi a secco e intonaci deumidificanti, e i riferimenti normativi per migliorare la qualità dell'aria indoor e il comportamento igrotermico dell'involucro edilizio.


Salubrità abitativa: i dati ISTAT fotografano un problema che coinvolge milioni di famiglie

16,3 % è la quota di famiglie italiane che convivono con problemi di umidità nella propria abitazione secondo l'ISTAT. In valori assoluti, 4,3 milioni di nuclei familiari, pari a circa 9,4 milioni di persone.

Con un pesante risvolto anche sulla salute: secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, il 13% delle asme croniche infantili nei Paesi industrializzati è correlato a un eccesso di umidità negli edifici.

Umidità, strutture danneggiate e scarsa luminosità: i principali fattori di rischio

All’umidità si aggiungono altri fattori di rischio, come le case con strutture danneggiate (11,9%, 3,1 milioni di famiglie), quelle con scarsa luminosità (9,6%, 2,5 milioni) e le abitazioni esposte a rumore nella zona di residenza (11,7%, 3 milioni).

Quattro fronti che insieme fotografano lo stato della salubrità abitativa nel Paese: è ciò che emerge dall'analisi realizzata da Saint-Gobain Italia su base dati ISTAT. Una sfida per il mondo delle costruzioni, che oggi propone sul mercato soluzioni innovative in grado di migliorare il comfort delle abitazioni con interventi meno invasivi rispetto al passato e dai costi più contenuti.

I dati raccontano un'urgenza concreta, vissuta dentro le case di milioni di italiani. La salubrità abitativa è oggi uno dei terreni su cui si misura la qualità del costruito. Nel tempo l'edilizia ha iniziato a guardare alle prestazioni energetiche come indicatore principale di qualità. Oggi però il comfort abitativo e il benessere indoor devono essere considerati altrettanto decisivi: parlano alla salute e alla qualità della vita. Continuiamo ininterrottamente a innovare i nostri prodotti perché chi abita una casa possa farlo in condizioni di benessere reale, e perché chi costruisce o ristruttura disponga di strumenti capaci di rispondere alle sfide che i dati ci raccontano.

Le regioni italiane più esposte ai problemi di salubrità abitativa

La classifica dell'umidità domestica racconta un'Italia spaccata in due. In testa la Sardegna, dove il 25,7% delle famiglie segnala il problema: oltre nove punti sopra la media nazionale. Seguono Friuli-Venezia Giulia (21,1%), Abruzzo (20,8%), Provincia di Bolzano (20%) e Sicilia (19,4%). A questo gruppo si contrappongono Campania (11,1%), Umbria (13%) e Puglia (13,5%), tutte sotto la media.

Sul fronte delle strutture danneggiate, la distribuzione è più trasversale: Bolzano in testa (19,3%), seguita da Sardegna (16%), Abruzzo (15,4%), Lombardia (13,3%) e Friuli-Venezia Giulia (13,1%). Qui il Nord entra in classifica accanto al Sud, segno che il problema della manutenzione non è una questione geografica ma di età e qualità del costruito.

La scarsa luminosità, invece, ha un baricentro chiaramente settentrionale: picco assoluto a Bolzano (19,1%), seguita da Friuli-Venezia Giulia (15,5%), Sicilia (11,7%), Lazio (11%) e Lombardia (10,8%). Tre mappe diverse che convergono su un punto: Sardegna, Friuli e Bolzano compaiono ai primi posti di tutte e tre le classifiche.

Quali famiglie sono maggiormente esposte ai problemi di salubrità abitativa

Quali sono le famiglie più esposte? L’umidità risulta più diffusa nelle case delle famiglie più giovani. In quelle con principale percettore di reddito fino a 35 anni, la quota sale al 18,1%, quasi due punti sopra la media nazionale. Una traiettoria opposta si osserva per le strutture danneggiate: la quota cresce con l’età del percettore, dal 10,2% nelle famiglie 35-44 anni al 12,8% nelle famiglie con percettore over 65. È il profilo del patrimonio edilizio non manutenuto. Sul piano del genere, le famiglie con principale percettore donna risultano più esposte su tutti i fronti: 17% sull’umidità contro il 15,8% degli uomini, 10,4% sulla scarsa luminosità contro il 9,2%, 12,3% sulle strutture danneggiate contro l’11,6%.

Come intervenire per migliorare la salubrità negli edifici

La salubrità abitativa può essere compromessa da molteplici fattori, tra cui l'umidità, che favorisce la formazione di muffe e il degrado delle murature, e la presenza di Composti Organici Volatili (VOC), come la formaldeide, rilasciati da alcuni materiali e prodotti utilizzati negli ambienti confinati. Per questo motivo, gli interventi di riqualificazione devono affrontare le diverse cause del problema con soluzioni tra loro complementari.

Intonaci deumidificanti per il risanamento delle murature

L'umidità domestica può derivare dall'interazione tra condizioni ambientali e caratteristiche dell'edificio, come ponti termici, ventilazione insufficiente, isolamento inadeguato o infiltrazioni dall'esterno. Le buone pratiche di gestione quotidiana – ad esempio aerare regolarmente gli ambienti, limitare la formazione di condensa in cucina e nei bagni e mantenere correttamente gli impianti di riscaldamento – contribuiscono a contenerne gli effetti, ma non sono sufficienti quando le criticità dipendono dalle prestazioni dell'involucro edilizio.

In questi casi è possibile intervenire con intonaci deumidificanti, progettati per il risanamento di murature degradate sia negli ambienti interni sia esterni. Le soluzioni disponibili, formulate con leganti cementizi o a base di calce idraulica naturale, contribuiscono a limitare gli effetti dell'umidità e a ripristinare nel tempo le condizioni delle pareti.

Le principali cause dell'umidità negli edifici
◾ risalita capillare
◾ infiltrazioni meteoriche
◾ condensa superficiale
◾ condensa interstiziale
◾ ponti termici
◾ ventilazione insufficiente

Sistemi a secco per migliorare la qualità dell'aria indoor

Per migliorare la qualità dell'aria interna è possibile intervenire anche sulla presenza degli inquinanti indoor. In questo ambito si inseriscono i sistemi a secco, che possono integrare tecnologie capaci di assorbire e neutralizzare fino all'84% della formaldeide presente nell'aria degli ambienti chiusi. L'abbinamento tra lastre in cartongesso con tecnologia di abbattimento della formaldeide e specifiche idropitture contribuisce infatti a ridurre nel tempo la concentrazione di questo composto, migliorando la qualità dell'aria negli ambienti interni.

Agendo su fattori differenti, come l'umidità delle murature e la presenza di inquinanti indoor, queste soluzioni contribuiscono a migliorare la qualità dell'aria interna (Indoor Air Quality - IAQ) e, più in generale, la salubrità degli edifici.

NOTA METODOLOGICA
I dati di base provengono dall’indagine ISTAT Aspetti della vita quotidiana (rilevazione 2025), nelle sezioni dedicate ai problemi nell’abitazione e nella zona di residenza, distribuite per regione, tipo di comune e caratteristiche del principale percettore di reddito. I valori percentuali sono riferiti alle famiglie con le stesse caratteristiche. L’elaborazione e l’interpretazione dei dati sono a cura di Saint-Gobain Italia. I numeri assoluti citati nel comunicato applicano le percentuali ISTAT alla base di 26,6 milioni di famiglie residenti in Italia, dato ricavato dagli Indicatori demografici ISTAT 2025. Il dato sull’impatto sanitario dell’umidità domestica è tratto dal rapporto OMS sulla qualità dell’aria indoor, ripreso dall’Istituto Superiore di Sanità.


Riferimenti normativi per la salubrità degli edifici | Ingenio
La prevenzione dei fenomeni di condensa, muffa e degrado legati all'umidità negli edifici si basa su un quadro di norme tecniche e disposizioni europee che supportano progettisti e tecnici nella valutazione del comportamento igrotermico dell'involucro edilizio e nella progettazione di ambienti salubri. Di seguito sono richiamati solo alcuni dei principali riferimenti tecnici e normativi per la progettazione e la riqualificazione di edifici:
UNI EN ISO 13788 - Prestazione igrotermica dei componenti e degli elementi per edilizia – Temperatura superficiale interna per evitare l'umidità superficiale critica e condensazione interstiziale – Metodi di calcolo.
È il principale riferimento per la verifica del rischio di condensa superficiale e interstiziale e per la valutazione dei ponti termici, aspetti determinanti nella prevenzione della formazione di muffe e nel mantenimento della salubrità degli ambienti interni.
UNI EN 15026 - Prestazione termoigrometrica dei componenti e degli elementi per edilizia – Valutazione del trasferimento di umidità mediante simulazione numerica.
La norma definisce i metodi di simulazione del comportamento termoigrometrico dinamico dei componenti edilizi, consentendo di analizzare nel tempo gli effetti dell'umidità all'interno delle strutture e di valutare l'efficacia delle soluzioni progettuali.
Direttiva (UE) 2024/1275 (EPBD – Energy Performance of Buildings Directive)
La nuova Direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici amplia il concetto di qualità edilizia, riconoscendo che l'efficienza energetica deve essere accompagnata da elevati livelli di comfort, qualità dell'aria interna (Indoor Environmental Quality – IEQ) e benessere degli occupanti. Nella riqualificazione del patrimonio edilizio, gli interventi sull'involucro sono quindi chiamati a migliorare non solo i consumi energetici, ma anche la salubrità e le condizioni di vita negli ambienti confinati.


FAQ Tecniche - Salubrità abitativa: umidità, muffe e qualità dell'aria indoor | Ingenio

Che cosa si intende per salubrità abitativa?

La salubrità abitativa indica l'insieme delle condizioni che rendono un edificio sicuro e confortevole per chi lo occupa. Comprende aspetti come il controllo dell'umidità, la qualità dell'aria indoor (IAQ), l'illuminazione naturale, l'isolamento acustico e l'assenza di inquinanti, tra cui i Composti Organici Volatili (VOC). Una buona salubrità contribuisce al benessere degli occupanti e alla durabilità dell'edificio.

Perché l'umidità in casa può compromettere la qualità dell'aria indoor?

L'umidità eccessiva favorisce la formazione di condensa e muffe, con conseguente deterioramento delle murature e peggioramento della qualità dell'aria interna. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l'esposizione prolungata ad ambienti umidi è associata a un aumento del rischio di patologie respiratorie, in particolare nei bambini.

Quali sono le principali cause dell'umidità negli edifici?

L'umidità può dipendere da diversi fattori, tra cui risalita capillare, infiltrazioni meteoriche, ponti termici, condensa superficiale o interstiziale, ventilazione insufficiente e isolamento dell'involucro edilizio non adeguato. Individuare la causa è il primo passo per scegliere l'intervento più efficace.

Come si può migliorare la qualità dell'aria indoor (IAQ) in un'abitazione?

Il miglioramento della qualità dell'aria indoor richiede un approccio integrato che comprende una corretta ventilazione degli ambienti, il controllo dell'umidità, la prevenzione delle muffe e la riduzione degli inquinanti indoor, come i Composti Organici Volatili (VOC). Nella riqualificazione degli edifici possono essere adottate soluzioni costruttive specifiche, tra cui sistemi a secco e materiali progettati per contribuire alla riduzione della formaldeide presente nell'aria.

Quando è consigliabile utilizzare un intonaco deumidificante?

Gli intonaci deumidificanti sono indicati quando le murature presentano fenomeni di degrado legati all'umidità, come efflorescenze saline, distacchi dell'intonaco o presenza di muffe. Disponibili sia per interni sia per esterni, contribuiscono al risanamento delle pareti e al miglioramento delle condizioni igrometriche dell'edificio.

Che ruolo hanno i sistemi a secco nella salubrità degli edifici?

I sistemi a secco possono contribuire a migliorare la qualità degli ambienti interni integrando tecnologie progettate per ridurre la concentrazione di alcuni inquinanti indoor, come la formaldeide. Oltre a favorire interventi rapidi e poco invasivi, rappresentano una soluzione complementare agli interventi di risanamento delle murature, concorrendo al miglioramento della qualità dell'aria indoor e del comfort abitativo.

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