IL MEGLIO GREEN ECONOMY ITALIANA? NELLA CASA SOLARE RHOME FOR DENCITY

28/06/2014 3210

LA MEGLIO GREEN ECONOMY ITALIANA ?

NELLA CASA SOLARE RHOME FOR DENCITY
 
 
Cominciata la costruzione dell’unico prototipo italiano in gara
alle Olimpiadi della bioarchitettura di Versailles.
Dal 29 giugno al 14 luglio, la competizione mondiale alla Cité du Soleil
 
Ci vorranno oltre 10 giorni di lavoro per montare la casa solare italiana nel grande spazio espositivo dove si svolgono le Olimpiadi della bioarchitettura di Versailles.
 
Assieme alla progettazione innovativa - le tende solari, le logge che cambiano il clima interno, le ringhiere in cui corre un liquido refrigerante per tenere basse le temperature estive – per realizzare il prototipo si è messo in moto un pezzo della ‘meglio’ green economy italiana.
 
Sono sette le aziende d’eccellenza che hanno contribuito con tecnologie avanzate e processi innovativi alla realizzazione del prototipo ideato e costruito da un team di 40 studenti e 15 docenti del Dipartimento di Architettura di Roma Tre.
 
Il risultato di questo lavoro collettivo è che in RhOME for denCity – una casa di appena 67 metri quadrati – si concentra un know how innovativo che muove già oggi un fatturato annuo complessivo di oltre 1,8 miliardi di euro, tutti attribuibili ad aziende in fase di ‘greening’. E’  quasi il 2% di quello che nel nostro paese  viene classificato come green economy. 
 
In Italia, secondo i dati di Unioncamere, appartiene al settore della green economy quasi un’impresa su quattro (22%) per un fatturato complessivo di circa 100 miliardi di euro.
 
Nella galassia di Rhome, il dato delle aziende green o in conversione ecologica è il 100%: a contribuire alla realizzazione del prototipo che sfida quelli provenienti dalla Germania, dalla Francia, dalla Svizzera e da molte università statunitensi, orientali (India Taiwan Thailandia) e sud americane sono imprese grandi, piccole e medie che hanno fatto della green economy il loro core business e che spaziano dall’Information technology alla filiera del legno.
 
“Più di tutti gli altri Paesi europei, l'Italia dipende energeticamente dall’estero”, ricorda la responsabile del progetto Rhome, Chiara Tonelli. “Le nostre aziende stanno trasformando un handicap in una opportunità di innovazione, puntando al risparmio energetico nella fase di produzione e rispondendo alla domanda del mercato con prodotti che contribuiscono all'efficienza energetica, trasformando. RhOME raduna una parte della meglio green economy che opera nel nostro Paese, quella che investe nel futuro: il nostro prototipo  cerca di rispondere alla domanda di risparmio, efficienza, comfort, bellezza. Si tratta di valori che stanno sempre più affermandosi secondo un processo bottom up che ci auguriamo arrivi presto a sensibilizzare le sfere politico-istituzionali”.
 
Il prototipo Rhome for dencity, che contenderà ad altri 19 Paesi il palmarès della bioarchitettura avrà in dotazione un sistema Smart Energy Management per il  monitoraggio digitale dei consumi energetici; una pompa di calore multistagionale che si aggiunge al sistema di ‘difesa passiva’ della casa riducendo nella costruzione e nella gestione di oltre due terzi il potenziale di riscaldamento globale; una struttura in legno totalmente sostenibile; una cucina a basso impatto ambientale nella costruzione, gestione, recupero; rubinetti che riducono dell’80% il consumo di acqua. Assieme a strutture altamente innovative di produzione dell’energia, come tende fotovoltaiche che contemporaneamente ombreggiano le logge esterne e parapetti termodinamici che possono sia generare raffrescamento che produrre acqua calda.
 
Punta al ‘total green’ Almaviva, il Gruppo italiano leader nell’ICT che ha realizzato  il sistema di monitoraggio dell’energia e dei parametri di comfort di Rhome e che trova la maggiore espansione di mercato nelle smart city e negli smart village. Un’azienda che – per coerenza – ha tagliato i consumi del suo data center del 50% aumentando di tre volte la potenza elaborativa; ha ridotto del 60% i consumi energetici pro capite nella sede di Roma per 2.300 tonnellate di CO2; dimezzato il consumo di carta ed eliminato un milione di bottiglie di plastica l’anno.
Daikin Italy porta in dote alla migliore green economy una pompa di calore che utilizza un gas refrigerante con un potenziale di riscaldamento globale inferiore del 67% rispetto a quelli tradizionali e un 2,5% del fatturato globale investito nella ricerca. Al centro di questo impegno il principio “3R+R” (Reduce, Reuse, Recycle + Repaire) con la recente introduzione di un refrigerante monocomponente che può essere smaltito in modo semplice esaurito il suo ciclo di vita.
Ideal Standard ha pensato alla stanza da bagno, nella quale è stata installata una serie di miscelatori ecofriendly che grazie alle loro caratteristiche tecnologiche riducono dell'80% l'acqua nel presente nel rubinetto, conservando appieno la potenza di getto. In questo modo si minimizza il volume del liquido da riscaldare quando necessario; inoltre l’acqua non entra mai in contatto con i metalli pesanti, transitando unicamente in condotti di tecnopolimeri ad alte prestazioni e risultando quindi completamente nickel e piombo free. Una scelta che anticipa quella delle direttive europee sull’acqua potabile.
 
Rubner è un'impresa totalmente vocata alla green economy, con 363 milioni di fatturato nel 2013 e 1.567 collaboratori. L'azienda segue l'intera filiera del legno che utilizza per la costruzione delle proprie abitazioni sostenibili. Il reparto ricerca e sviluppo è impegnato nello studio di soluzioni abitative meno impattanti a livello di emissioni di gas climalteranti in atmosfera e che riescano a mantenere in equilibrio la temperatura interna, in modo da risparmiare sulle spese energetiche.
 
Tutti i prodotti del sistema Meccanica di demode engineered by Valcucine presenti in Rhome, sono stati concepiti seguendo i principi dell’ecocompatibilità e cioè dematerializzazione, riciclabilità, riduzione delle emissioni tossiche, lunga durata tecnica ed estetica. Alcuni sistemi, come le basi da cucina di alcuni modelli, sono addirittura disegnati e prodotti per essere recuperati e riutilizzati totalmente alla fine del ciclo di vita. E il 63% dei clienti dell’azienda dichiara tra le motivazioni di acquisto il minor impatto ambientale.
Sono infine di Velux le finestre del tetto della casa. L’azienda nata in Danimarca negli anni ’60  lavora da sempre all’obiettivo di minimizzare la dispersione termica attraverso le finestre, aumentando l’efficienza energetica degli edifici e la difesa passiva da caldo e freddo. Impianti certificati con gli standard ISO 9001 e 14001, utilizzo di legname certificato e da foreste eco-sostenibili, uso efficiente delle risorse e ottimizzazione della gestione dei rifiuti  sono l’altra cifra ‘verde’ dell’azienda che ha sede anche in Italia. 

 
RhOME for denCity è un progetto dell’Università Roma Tre, unico  italiano a  sfidare altre 19 case più ecologiche al mondo provenienti da Cile, Costa Rica, Danimarca, Francia, Germania, Giappone, India, Messico, Olanda, Romania, Spagna, Stati Uniti, Svizzera, Tailandia e Taiwan. Il team del Dipartimento di Architettura di Roma Tre ha già guadagnato il ‘bronzo’ al  Solar Decathlon Europe 2012, vincendo il primo posto per l’efficienza energetica e la sostenibilità. I dieci temi della competizione – appunto un solar decathlon - comprendono architettura, ingegneria e costruzione, efficienza, bilancio energetico, comfort, funzionamento, comunicazione, progettazione urbana, trasporto e convenienza economica, innovazione e sostenibilità.
Solar Decathlon è una iniziativa lanciata dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti e si svolge ogni due anni in Europa.
 
Sponsor del progetto RhOME for denCity.
Categoria "Colosseo": Rubner Haus
Categoria "Basilica di San Pietro": Daikin
Categoria "Pantheon": Cga - Energie, Schneider Electric, Solbian, Demode, That's My Led, Almaviva
Categoria "Fontana di Trevi": Velux, Ideal Standard, Clei, Cial, Eurotherm, Serge Ferrari, Aero Sekur, Bright Materials, Applicazioni Tecnologiche, Zoomorfic, Entre Amis.
 
 
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