Legge di Stabilità 2015: cambiano i regimi minimi

20/10/2014 2835

La Legge di Stabilità 2015 porterà importanti cambiamenti per i contribuenti che si avvalgono del regime dei minimi con Partita Iva.

Vediamo nel dettaglio i cambiamenti che la nuova finanziaria apporterà a tutti quei contribuenti che hanno un reddito che non supera il tetto dei 15mila euro.
L'agevolazione riguarderà circa 900mila persone permettendo loro di accedere ad un regime fiscale su base forfettaria consentendo un risparmio totale di circa 800milioni di euro.

L'imposta sostitutiva che fino ad ora era del 5% potrebbe passare al 15. Sicuramente il numero di contribuenti interessati al nuovo regime dei minimi si allargherà, permettendo, inoltre, molte semplificazioni in ambito fiscale che porteranno anche delle modifiche ai vincoli temporali eliminando quello che fino ad oggi ne limitava l'accesso: i vincoli anagrafici. Nel vecchio regime dei minimi, cui potevano accedere tutti per 5 anni o fino al compimento del trentacinquesimo anno di età, prevedeva una imposta del 5%. Il nuovo regime dei minimi invece permette l'accesso a tutti coloro che hanno prodotto redditi tra i 15mila e i 40mila euro e con costi per il personale inferiori ai 5mila euro. L'imposta sostitutiva per il nuovo regime è del 15% e può passare al nuovo regime dei minimi chiunque possegga i requisiti per farlo abbandonando quello vecchio. Il passaggio però non è obbligatorio, resta una scelta libera del contribuente decidere di scegliere il nuovo regime o restare nel vecchio.
Molte le critiche a questo nuovo regime, sia delle categorie interessate, sia del sottosegretario Zanetti, che pur giudicando la misura nel complesso positiva, afferma che differenziare le soglie massime di ricavi e compensi è «una ingerenza indebita e pure inopportuna».
Il riferimento è al livello massimo di fatturato che consente di restare nel regime agevolato, oggi fissato a 30mila euro per tutti. Con il nuovo regime forfettario, invece, si andrà dai 15mila euro per i professionisti ai 40mila per i commercianti all'ingrosso e al dettaglio. Secondo Zanetti alcune categorie (artigiani e commercianti) avranno dei vantaggi, «mentre professionisti e intermediari di commercio ci perdono in modo incredibile, vedendosi dimezzare la soglia di fatturato e triplicare l'aliquota fiscale a fronte di zero vantaggi previdenziali».