Legge di stabilità, AMBIENTE: gli eco-emendamenti di Legambiente e Radicali Italiani

25/11/2014 2687

Via sussidi e sconti fiscali alle fonti fossili e nuove regole di tutela e tassazione per cave, acque minerali, concessioni balneari, consumo di suolo.
 
Cancellare rendite contro l’ambiente e sussidi alle fonti fossili, per liberare risorse per investimenti in innovazione ambientale e per la riduzione delle tasse sul lavoro. La proposta di “correzione ecologica alla legge di stabilità di legge” viene da Legambiente e i Radicali Italiani secondo i quali consentirebbe di  generare 7 miliardi di euro all’anno di risorse fiscali intervenendo sul settore energetico e in campo ambientale.
Gli eco-emendamenti alla Legge di Stabilità si sommano alla costante attenzione all’ambiente che aveva portato qualche tempo fa alla petizione per la modifica alla Delega Fiscale già presentata dall’on. Pastorelli alla Camera e in via di presentazione al Senato.
 
Cosa modificare: le proposte
Sono due i settori principali di intervento del provvedimento.
Il primo riguarda i canoni di concessione per l’attività di escavazione, il conferimento a discarica dei rifiuti edilizi, le concessioni per le acque minerali, le concessioni balneari, il consumo di suolo e la rigenerazione urbana. Rivedendo al rialzo canoni di concessione oggi estremamente bassi e la tassazione per la trasformazione dei suoli agricoli e naturali a usi urbani. La revisione della tassazione per la sola parte ambientale permetterebbe di generare già dal 2015 risorse pari a oltre 1 miliardo di euro l’anno.
In particolare, la revisione della tassazione sulle componenti ambientali permetterebbe di far passare i canoni per le concessioni da cava da 34 milioni di euro all’anno a 230 milioni, quelli per le concessioni di acqua minerale da 12 milioni di euro all’anno a 240 milioni, quelli per il conferimento a discarica da 40 milioni di a 500 milioni, quelli per le concessioni balneari da 100 milioni di euro all’anno ad almeno 300 milioni
 
Il secondo riguarda il settore energetico, per ripensare una fiscalità complessa, incoerente e costosa che ha introdotto nel tempo incentivi, sconti, esoneri da accise e altre imposte ambientali senza una verifica dei risultati e dei costi. Nella fiscalità energetica sono individuabili esenzioni alle accise sui consumi energetici pari ad almeno 5,7 mld/a nel 2014 - quasi tutte a vantaggio del consumo di fonti fossili – e nelle bollette oltre due miliardi di sussidi alle fonte fossili.
In particolare, il disegno di legge propone l’abolizione di tutte le esenzioni alle accise sui prodotti energetici; la loro rimodulazione, a parità di aliquota media, con una componente proporzionale al contenuto energetico e una proporzionale alle emissioni climalteranti; l’eliminazione dalle bollette dei sussidi alle fonti fossili e dei sussidi incrociati a favore dei grandi consumatori e dei consumatori energivori; la riduzione dei sussidi agli impianti di generazione da fonti rinnovabili in misura del recupero di competitività determinato dalla riduzione dei sussidi alle fonti fossili.
 
Inoltre, si introduce una delega per la revisione dell’Imposta sul Valore Aggiunto, a parità di gettito per lo Stato, con l’obiettivo di orientare il mercato verso modi di produzione e consumo sostenibili. In questo modo si introducono incentivi capaci di orientare sia le imprese che di favorire una maggiore consapevolezza da parte dei consumatori rispetto all’impatto ambientale dei beni e dei prodotti.
Alcune di queste proposte sono di immediata applicazione - dichiarano Legambiente e Radicali Italiani – e tutte sono coerenti con la Delega Fiscale già approvata dal Parlamento. Qui mostriamo come sia possibile, indispensabile e urgente in particolare in un periodo di recessione, intervenire sulla fiscalità per cancellare privilegi e rendite, liberando risorse per investimenti”. Con queste proposte, aggiungono, “si mettono in moto risorse per ridurre la pressione fiscale sui redditi da lavoro e per investimenti in innovazione in settori produttivi centrali per l’economia italiana e per la riqualificazione ambientale”.
 
Come utilizzare le risorse
Le risorse generate e risparmiate, infatti, in coerenza con la delega fiscale, andrebbero a realizzare tre obiettivi:
-          la riduzione delle imposte sul reddito di persone e imprese,
-          la spinta agli investimenti in efficienza energetica nei settori interessati alla eliminazione delle esenzioni dalle imposte ambientali,
-          il recupero ambientale negli ambiti coinvolti dalle attività interessate dall’aumento dei canoni e la rigenerazione urbana con bonifica di suoli inquinati, riutilizzo di aree dismesse, messa in sicurezza del territorio.
  
PER SCARICARE LA PROPOSTA DI LEGGE VAI SUL SITO www.legambiente.it

Il Magazine

Sfoglia l'ultimo numero della rivista Ingenio

Newsletter Ingeio

Seguici su