In Abruzzo un tetto ai costi della progettazione: ingegneri sul piede di guerra

21/01/2015 3700

Gli Ingegneri abruzzesi sono sul piede di guerra e sono  pronti a fare partire con centinaia di ricorsi al Tar contro la Regione ABRUZZO e il governatore Luciano D'Alfonso, responsabili di voler risparmiare risorse nei lavori pubblici a scapito dei professionisti.

Nel mirino degli ingegneri della Federazione abruzzese c'è un provvedimento regionale (la delibera del 5 settembre 2014) in cui vengono imposti ai Comuni tetti massimi dal 2,5 al 3% del finanziamento complessivo di un'opera pubblica per le spese di progettazione

Secondo gli ingegneri «un tentativo intimidatorio e riduttivo nei confronti del mondo dei tecnici» che «sposta indietro di 20 anni le lancette dell'orologio».

Ad alzare gli scudi contro la Regione Abruzzo sono i settemila ingegneri iscritti alla Federazione abruzzese e «colpiti» da un provvedimento che l'ente ha approvato per calmierare i costi nei lavori pubblici. INGENIO ha intervistato il Presidente della Federazione Ingegneri Abruzzo ing. Agreppino Valente, il Presidente Ordine Ingegneri di Chieti ing. Nicola Centofanti , il Presidente Ordine di Pescara: ing. Maurizio Vicaretti ( VIDEO  youtu.be/VQG_XTnJe9A ) e l'Ing.  Elio Masciovecchio, Presidente dell'Ordine degli Ingegneri dell'Aquila (VIDEO www.youtube.com/watch ) da cui si evince una posizione molto chiara: un errore mettere dei massimali a una attività intelettuale, creazione di un problema per le piccole PA territoriali, volontà di scaricare su una unica categoria il peso della crisi.

In difesa della categoria è sceso anche il presidente nazionale dell'ordine degli ingegneri, Armando Zambrano, che  ha partecipato a un incontro nella sede aquilana durante il quale è stata stabilita una sorta di road map della protesta. Prima un appello al presidente della Regione a confrontarsi con i professionisti per cambiare la norma; poi, se risposta non dovesse esserci (diversi gli appelli e le lettere inviate al governatore), partiranno i ricorsi al Tar. Secondo gli ingegneri l’imposizione del tetto di spesa avrebbe come conseguenza l'indebolimento della qualità dei progetti. «Chiediamo a D’Alfonso un incontro urgente», ha esortato Zambrano, «perché le parcelle si ridurrebbero del 70%. E questo è inaccettabile».

«Invitiamo la Regione a rispettare la legge - ha aggiunto Agrippino Valente, Presidente della Federazione degli Ingegneri dell'Abruzzo - non vogliamo arrivare ai tribunali. Con queste percentuali i progetti i Comuni dovranno farli fare internamente ai loro tecnici, se ne hanno uno a disposizione, cosa che non accade per i piccoli enti. E questo non potrà certo garantire la qualità della progettazione».

«È inaccettabile - ha concluso Elio Masciovecchio, presidente dell'Ordine degli Ingegneri dell'Aquila - che si chiedano sacrifici di questa portata alla nostra categoria professionale, mentre lo stesso non accade per i dirigenti regionali, delle Asl, della burocrazia regionale, che incidono non poco sulla spesa pubblica».

Federazione degli Ingegneri che ha scritto una dura nota al Presidente della regione: «Apprendiamo, e purtroppo lo constatiamo quotidianamente, come lei persevera nei tentativi di rimettere indietro le lancette dell'orologio di circa venti anni. La categoria professionale che le scrive non accetta e non accettera' mai il tentativo intimidatorio e riduttivo messo in atto nei confronti del mondo dei professionisti»

LINK UTILI


Nota dell'editore. Ci risiamo. Siamo di fronte a un Paese fortemente sbilanciato e sempre contro i professionisti. Dopo l'eliminazione delle tariffe, dopo la formazione obbligatoria, dopo l'assicurazione obbligatoria, dopo la riforma imposta per INARCASSA, dopo e poi dopo una serie di provvedimenti che hanno una comune caratterisrica: aumento dei costi della professione e riduzione dei redditi, prosegue in ambito locale l'attacco.

La regione Sardegna dichiara di non voler più dare incarichi a professionisti esterni per rendere il processo degli appalti più veloce e meno oneroso ... la regione Abruzzo stabilisce delle tariffe al contrario, ossia un limite ingiustificato sulla progettazione.

Ci risiamo quindi. E non è sufficiente una lettera di protesta. Per questo è necessario andare oltre la semplice protesta verbale e arrivare all'arma dei ricorsi.

Ma non basta. E vorremmo che questa lotta fosse condivisa con architetti, geometri, geologi, periti ... perchè non è un problema di una sola categoria professionale, è un problema generalizzato di una mancanza di rispetto, per un ruolo che a differenza di molti altri non drena risorse dal Paese, ha un organo di governo bloccato su tanti aspetti perchè è un'istituzione dello Stato, ma interamente a carico dei professionisti, Stato che però è perennemente sordo alle nostre richieste e squalo vorace nei nostri confronti.

E' una questione di principio. Il professionista è uno strumento per assicurare la sicurezza in ogni attività in cui questa è un requisito. Il professionista deve assicurare con la sua firma la qualità del progetto, della direzione lavori, del collaudo ... allora occorre tornare a una tutela di questa funzione, e come per la sicurezza sul lavoro occorre tornare a delle tariffe minime, non massime, che poi possano essere aumentate sulla base di concorsi non al massimo ribasso ma sulla base dell'offerta più qualitativamente conveniente.

Tariffe, Tariffe, Tariffe. Perchè i risultati della lenzuolata di Bersani sono Certificazioni energetiche a 60 euro (ma fatte a distanza sulla carta), la Progettazione di interventi di ristrutturazione a 125 euro (fatta On-line, senza neanche un sopraluogo), è una marea di situazioni che ci fanno vergognare di chiamrci "professione."

Andrea Dari

Editore Ingenio