Come risponderanno gli Oceani ai cambiamenti climatici?

24/08/2015 1866

A spiegarlo la prima mappa 3D digitale sui fondali marini realizzata da un gruppo di ricercatori australiani.
 
Fino ad ora la mappa più recente sui fondali marini del nostro pianeta era rappresentata da una “carta” risalente al 1970 e disegnata a mano.
Finalmente, grazie al prezioso lavoro di un gruppo di geoscienziati dell’Università di Sydney, siamo in grado, dopo 40 anni, di conoscere, con dettaglio la mappa aggiornata della composizione del fondo marino, che copre il 70 per cento della superficie terrestre in totale.
 
Per realizzare tale mappa sono stati utilizzati dati provenienti da oltre 14.500 campioni di sedimenti marini raccolti, analizzati e classificati nel corso di mezzo secolo attraverso navi da crociera e provenienti da tutto il mondo.
 
Secondo i ricercatori questa mappa fornisce il collegamento mancante tra i cambiamenti che si verificano sulla superficie del mare e quelli sul fondo del mare.
E poter quantificare il collegamento tra il fondo del mare e la superficie del mare attraverso l'utilizzo di grandi insiemi di dati digitali potrebbe consentire una ricostruzione dei passati impatti del clima sui mari e consentire una previsione dei cambiamenti climatici e dei possibili futuri impatti sull'ambiente marino
 
"Per capire i cambiamenti ambientali negli oceani - spiega in una nota Adriana Dutkiewicz, dell'Università di Sydney - abbiamo bisogno di conoscere meglio ciò che a livello geologico si è preservato nei fondali marini". Questi, aggiunge, sono un "cimitero" di resti fossili di creature marine microscopiche chiamate fitoplancton. "La composizione di questi resti può aiutare a decifrare la risposta passata degli oceani ai cambiamenti climatici".
 
L’articolo è stato pubblicato sulla rivista Geology e scaricabile gratuitamente.
 
PER CONSULTARE INVECE LA MAPPA INTERATTIVA CLICCA QUI