Edilizia scolastica: 100 PA interessate agli investimenti Inail per iniziative sociali

06/10/2015 1856
Il 15 settembre 2015 si è chiusa la procedura per la presentazione delle manifestazioni d’interesse da parte delle Amministrazioni per la realizzazione di iniziative immobiliari ad elevata utilità sociale, da realizzare tramite investimenti Inail.
Sono diverse le tipologie di edifici interessati, tra cui gli istituti scolastici. Gli interventi riguardano il completamento di nuovi edifici i cui lavori siano già in corso, ma anche progetti immediatamente cantierabili riguardanti nuove costruzioni, o la messa a norma di edifici esistenti.
Inail, che acquisterà gli immobili oggetto di intervento, si farà carico dei costi dell'operazione richiedendo alle Amministrazioni di corrispondere un canone ad un tasso di interesse pari al 3% del costo complessivo dell’opera. Sono ammesse alla programmazione opere con un valore non inferiore a 3 milioni di euro. Si tratta di un progetto che mira alla riqualificazione del patrimonio immobiliare scolastico e a ridurre il numero di edifici privati adibiti a scuole per cui in molte regioni – tra cui Campania, Calabria, Puglia, Sicilia, Lazio e Liguria- gli Enti locali pagano annualmente canoni di affitto, spesso elevati.

La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha avviato l’analisi delle circa 200 manifestazioni di interesse ricevute, che, su proposta del Ministero del Lavoro, saranno raccolte in un DPCM entro la prima metà di novembre e trasmesse ad Inail per la valutazione di compatibilità tecnica, economica e finanziaria e per la successiva regolamentazione dei rapporti con gli Enti. In particolare, le pratiche riguardanti la costruzione, la riqualificazione e la messa in sicurezza degli edifici scolastici sono oltre 100, per un valore economico totale di circa 600 milioni di euro. Le manifestazioni di interesse ricevute, suddivise per Regione, presentano la seguente ripartizione: 
  • Abruzzo: 4%
  • Calabria: 7%
  • Campania: 5%
  • Emilia Romagna: 10%
  • Friuli-Venezia Giulia: 2%
  • Lazio: 7%
  • Lombardia: 9%
  • Marche: 16%
  • Molise: 1%
  • Piemonte: 7%
  • Puglia: 1%
  • Sicilia: 5%
  • Toscana: 13%
  • Umbria: 4%
  • Veneto: 9%