Stabilità in Edilizia: novità per aggregatori ed ecobonus alle imprese

30/11/2015 2603

Arrivano due importanti novità nella Legge di Stabilità: la prima coinvolge i soggetti aggregatori e le centrali di committenza, la seconda gli ecobonus che da i condòmini passerebbero direttamente alle imprese

Ok alla libera concorrenza tra soggetti aggregatori, e possibilità che l'ecobonus passi direttamente dai condòmini alle imprese: sono due delle novità inserite nel testo della manovra da pochi giorni in corso di esame alla Camera. 

Soggetti aggregatori: rivoluzione
Il cambiamento è tracciato: se una PA obbligata a passare da una centrale di acquisti non trova una struttura funzionante nel suo territorio, potrà rivolgersi altrove. Il principio, per adesso, sarà applicato alla spesa sanitaria, dal momento che le categorie merceologiche per le quali dal 2016 scatteranno i vincoli di aggregazione della spesa fanno capo essenzialmente a questo settore. 

Come si legge nel testo della Legge di Stabilità, "spetta alla centrale regionale di committenza di riferimento l'individuazione, ai fini dell'approvvigionamento, di altra centrale di committenza". Quindi, la mancanza di una centrale non potrà essere un motivo per aggirare i vincoli normativi.


Ecobonus direttamente alle imprese

L'ecobonus, oggi, viene spalmato tra i condòmini. Con questa novità invece le imprese avrebbero un immediato sconto sul prezzo dell'appalto. E' l'idea della Commissione Ambiente, che sta intervenendo anche sull'estensione delle detrazioni all'amianto, sull'allargamento del capitolo sulle infrastrutture (con maggiori risorse per il dissesto idrogeologico) sul Mezzogiorno e sulla riqualificazione delle periferie.

Nella fattispecie, come funzionerebbe il "nuovo" ecobonus? "Andrebbe attentamente valutata l'ipotesi di cedere il bonus fiscale dei condomini per gli interventi di riqualificazione energetica di interi edifici condominiali al soggetto che realizza l'intervento, con semplice comunicazione all'Agenzia delle Entrate". In questo modo sarebbe quindi possibile evitare che tutti i proprietari dell'immobile debbano ripartirsi la detrazione, diluendone l'effetto.


Dissesto idrogeologico

L'investimento previsto dalla manovra nel 2016 è di 100 milioni di euro: troppo poco per portare avanti il piano aree metropolitane. Secondo la Commissione Ambiente gli stanziamenti andrebbero aumentati, per "attivare migliaia di cantieri distribuiti sul territorio, con ricadute importanti dal punto di vista economico e occupazionale".