Valsecchi,CNI: mettere in sicurezza le infrastrutture,anche x garantire gli accessi nelle emergenze

30/08/2016 2352

Siamo quasi a una settimana dal Sisma che ha colpito l’area del centro Italia. Quasi 300 morti, tanti sfollati, paesi e opere d’arte distrutte, ma anche problemi alle infrastrutture.

Ecco perchè abbiamo voluto approfondire l’argomento, intervistando l’Ing. Angelo Valsecchi, Consigliere CNI ed esperto sul tema delle infrastrutture.

INGENIO
Ing. Valsecchi, lei oltre ad essere Consigliere del CNI nei suoi anni vita professionale si è occupato spesso di infrastrutture. Uno dei punti critici quando accade un terremoto non tanto per le vittime legate direttamente a crolli ma per le problematiche dirette connesse a un evento drammatico come quello di un sisma devastante ?

Angelo Valsecchi
Si, le confermo che il tema delle infrastrutture mi è vicino. Sono infatti Dirigente all’interno della provincia di Lecco per il tema della Viabilità e Infrastrutture. All’interno della PA è sostanzialmente dal 1991 che mi occupo di queste materie, su cui mi sono laureato al Politecnico di Milano. Nell’ambito di questi incarichi mi sono occupato di progettazione, di controlli, di collaudi. E confermo pure quanto lei già accenna nella domanda.
Il sistema della mobilità deve mantenersi efficiente anche in conseguenza ad eventi sismici, pertanto occorre operare affinché ogni centro abitato sia raggiungibile da almeno due strade, fatto salvo che i ponti e le opere di sostegno e gallerie presenti lungo le strade devono progettarsi con criteri antisismici. Particolare attenzione deve essere prestata per l'adeguamento antisismico dei ponti, sebbene gli stessi siano già stati progettati per sopportare carichi dinamici, in particolare gli interventi da attuare consistono nell'adeguamento degli elementi di appoggio e di vincolo mediante l'inserimento ad esempio di dissipatori.

INGENIO
Ing. Valsecchi, gran parte delle infrastrutture italiane sono state costruite nel secolo scorso: viadotti, gallerie, strade su rilevati … quando ancora la normativa antisismica era antiquata. Qual è la situazione attuale ? E che cosa possono fare gli ordini e i professionisti per dare una mano in tal senso ?

Angelo Valsecchi
Premesso che le strutture da ponte già consideravano carichi dinamici ed in modo particolare i loro effetti orizzontali (frenatura), mentre le gallerie per la loro conformazione geometrica - soprattutto se dotate di arco rovescio - garantiscono una buona resistenza al sisma. Gli ordini professionali possono contribuire ad elevare ulteriormente le competenze dei colleghi attraverso corsi di aggiornamento mirati ad esempio sulla caratterizzazione dinamica delle strutture che consente di verificare lo stato di conservazione di una struttura senza dover interrompere il traffico e quindi di pronta attuazione in caso di necessità.

INGENIO
Ingegnere, sul luogo colpito dal terremoto oltre ad esserci problemi sulle strutture ci sono problemi anche nei servizi: corrente elettrica, connessione dati, …

Angelo Valsecchi
Sebbene siano infrastrutture immateriali grande attenzione deve essere riservata alla trasmissione dati, all'efficienza delle comunicazioni che anche in presenza di eventi sismici devono conservarsi in efficienza e quindi grande attenzione deve essere data nella progettazione di tali infrastrutture.
Questo testimonia quanto stiamo dicendo da tempo: il tema delle infrastrutture digitali, delle smart grid non può essere affrontato senza un coinvolgimento del mondo dell’ingegneria nel suo complesso. Una rete deve essere si prestante, ma anche sicura e non solo dal punto di vista informatico.