La formazione come baluardo alla disgregazione del mercato professionale delle costruzioni

22/09/2016 1932

Dal 2009 al 2015, di fronte a una perdita di 500.000 occupati, il sistema Formedil ha formato 810.000 operai 

L’industria delle costruzioni continua a perdere occupazione. 500.000 addetti in meno dal 2008 al 2016 secondo l’Istat. E nell’ultimo semestre il calo resta al di sopra del 3%. E’ questo il dato - ripreso dal Rapporto Formedil presentato oggi a Udine, in occasione delle Giornate Nazionali della Formazione in Edilizia -dal quale partire per riflettere sul ruolo della formazione in un settore ancora in forte crisi. 
“Siamo l’unico settore economico ancora in recessione – sottolinea il presidente del Formedil Massimo Calzoni. La speranza è che le stime e le previsioni di alcuni centri di ricerca come il Cresme trovino conferma sul mercato reale, quello che oggi penalizza soprattutto le imprese più strutturate e che continua ad essere fortemente caratterizzato da fenomeni di irregolarità e di lavoro nero. Un mercato dove la trasformazione resta per molti un trauma e che richiederebbe politiche industriali a forte incentivazione e con un chiaro e costante impegno pubblico, sia sul fonte delle norme che sul piano delle risorse. E’ in questo difficile scenario economico che il sistema bilaterale delle costruzioni continua a svolgere una funzione di baluardo della legalità e nonostante il calo delle risorse pubbliche mantiene viva la battaglia per una crescita formativa e culturale di centinaia di migliaia di operai e tecnici.”
Secondo il Rapporto redatto in collaborazione con il Cresme presentato presso il Cefs di Udine, nel 2015 infatti i finanziamenti pubblici hanno rappresentato poco più del 28% delle risorse gestite per la formazione delle 102 scuole edili del sistema Formedil, contro una media nel periodo 2009 – 2015 del 39,7%. In questi durissimi anni di crisi il sistema che fa capo a Formedil ha attivato risorse per 565 milioni e 711.669€ di cui 341 milioni e 249.874€, pari al 60,3%, provenienti dai contributi contrattuali e 224 milioni e 461.795 da finanziamenti pubblici. Risorse che hanno consentito di erogare servizi formativi per oltre 2 milioni e mezzo di ore di formazione, attraverso 82.100 corsi e coinvolgendo 991.867 operatori, di cui circa 810.000 operai e oltre 161.000 tecnici di cui, complessivamente, quasi 193.000 stranieri (pari al 19,4% del totale degli allievi) e oltre 58.000 donne.
Un’attività, quella svolta dagli enti territoriali dediti alla formazione e in molti casi alla sicurezza nei cantieri, che nel 2015 si è esplicata in 13.831 corsi per oltre 294.000 ore che ha coinvolto 161.827 allievi. I lavoratori stranieri sono stati quasi 28.000 (17,1%).
L’attività prevalente ha riguardato proprio la sicurezza, con oltre metà degli allievi partecipanti. Sul piano della formazione di base un notevole impulso è venuto dal progetto MICS 16ore finalizzato a favorire una conoscenza e una consapevolezza rispetto alle principali attività svolte nel cantiere, con particolare attenzione al settore delle macchine. Come è stato riconosciuto dall’Inail si è trattato della più grande iniziativa italiana di alfabetizzazione professionale al comportamento lavorativo sicuro e di formazione di massa in un settore economico ad alto rischio. Nel periodo 2009 – 2015, 162.683 mila lavoratori, di cui 100.846 nell’ambito delle 16ore prima e 61.837 nella formazione di base per occupati, così come oltre 80.000 mila imprese si sono rivolte al sistema Formedil per formare lavoratori all'ingresso o al reingresso nel settore. Riconosciute nell’accordo Stato-Regioni del dicembre 2011. a partire dal 2012 le 16ore sono state anche destinate come formazione base per i lavoratori, ai sensi dell’art.37 del D.lgs. 81.
L’importanza di questa attività formativa emerge dal confronto tra il numero dei 138.156 operai formati e il numero totale di quelli occupati secondo i dati Istat, che nel 2015 ammontavano a 1.468.000, da cui emerge un’incidenza pari al 9,4%. Rispetto ai soli dipendenti (864.000) il numero degli operai formati sale al 14%. Va detto che la stragrande maggioranza dell’attività formativa ha riguardato operai disoccupati o in attesa di lavoro. Tra le attività professionali oggetto di formazione nel corso del 2015 oltre la metà ha riguardato attività varie non facilmente identificabili. Tra le categorie più specializzate la percentuale più elevata ha riguardato i ponteggiatori con oltre il 30% del totale; seguiti dagli addetti alle perforazioni  con il 7%. Oggi la stragrande maggioranza degli allievi formati va ad alimentare la Banca dati formativa di sistema, che attualmente conta oltre 509.000 lavoratori. Nella banca dati sono anche riportate informazioni su circa 56.000 imprese di cui oltre l’83% edilizie, accanto a società di progettazione e aziende specializzate.
La banca dati si collega all’altra importante iniziativa avviata negli ultimi anni dal Sistema Bilaterale delle Costruzioni: Blen.it, uno strumento informativo destinato a imprese e lavoratori, volto a favorire la conoscenza delle opportunità professionali esistenti nel sistema. Una banca dati e uno sportello condiviso con i poteri pubblici “sul terreno della formazione finalizzata alla spendibilità professionale e alla crescita di buona occupazione.”
“Con Blen.it – sottolinea il vicepresidente del Formedil, Francesco Sannino,  il sistema bilaterale può svolgere un ruolo importante nell’ambito della riforma del mercato del lavoro.  Con il Jobs Act che prevede l’introduzione del contratto di ricollocazione, e grazie alle risorse comunitarie diventa possibile fare di Blen.it lo strumento per offrire azioni utili a lavoratori e imprese coniugando formazione e politiche attive del lavoro. Il nostro sistema potrebbe candidarsi a operare liberamente nel mercato dei servizi a favore del mondo del lavoro, in quanto soggetto abilitato e quindi riconosciuto come struttura di intermediazione di manodopera che svolge anche formazione. Ma perché ciò avvenga in modo efficace è necessario superare le difficoltà che impediscono la realizzazione di un vero sistema degli enti paritetici attraverso la messa in rete delle banche dati per una gestione concreta della borsa lavoro.”
Le giornate della formazione sono anche l’occasione per sviluppare una riflessione sull’innovazione e sul valore della sostenibilità con la presentazione dello stato di avanzamento del progetto europeo Build up Skills I-Town specificamente dedicato alla costruzione sostenibile, coordinato dal Formedil con un ampio partenariato fatto tra l'altro da ANCE, ASSISTAL, CNA e due prestigiose Università  Politecnico di Torino Federico II di Napoli, così come  attraverso la partecipazione alla Construction Conference promossa da Civiltà di Cantiere di cui Formedil è partner e dedicata al tema del “Governare l’innovazione nel mercato che si trasforma.”