Il giro del mondo per una polizza

L’evoluzione tecnologica, i nuovi ruoli ed i nuovi soggetti previsti da talune leggi, la clientela più incline alla denunzia ed i recenti obblighi emersi dalla legislazione (ad esempio: D.Lgs. 81/2008, Atex, Certificazioni energetiche, area Ambientale, software) pongono il libero Professionista di fronte ancor più urgentemente che in un recente a passato alla necessità a tutelarsi tramite una buona assicurazione. In altri termini per l’Ingegnere e l’Architetto liberi Professionisti è necessaria una buona polizza di RC Professionale.

Rientrando nella definizione di Professionista operante nelle consulenze aziendali legate alla ricerca e sviluppo ed ai sistemi integrati di gestione anche io ho dovuto informarmi per identificare una buona polizza. Dunque ho raccolto le idee circa cosa volessi assicurare della mia attività e dopo un’attenta meditazione ho deciso ad affrontare “il viaggio alla ricerca” della giusta offerta. Diversi amici e Colleghi mi avevano parlato delle loro scelte, alcuni di essi mi avevano rivelato di non essere ancora assicurati, altri si erano affidati a consigli di commercialisti o amici “non avendo voglia né tempo da dedicare a certe cose”.
Nonostante un senso di perplessità la fiducia era ancora in me, sapendo di abitare in una delle potenze industriali del mondo e di vivere nell’era del decantato Libero Mercato. È stato naturale e ‘logico’ quindi puntare la mia bussola in due direzioni: Cassa previdenziale e Ordine Professionale.

La Cassa proponeva una polizza con una Compagnia nazionale il cui contratto era scaricabile dalla Rete; l’Ordine non riportava alcuna indicazione al proposito ma chiedendo a Colleghi locali ho saputo di un contratto che alcuni avevano stipulato con un broker di assicurazioni e dal quale ho chiesto un preventivo.
Da questo momento è iniziato un vero e proprio percorso di apprendimento, non semplice in verità tra vari impegni di lavoro, poiché i testi erano particolarmente elaborati, non avevo familiarità con un certo tipo di linguaggio ed alcuni termini tecnici presupponevano la conoscenza di ciò che implicavano essi stessi o altri comparativi. Tra loro ricordo ad esempio termini quali “claims made”, “allrisk”, “garanzia postuma”. Oltre a ciò ho valutato anche il premio da versare periodicamente a seconda del reddito e del massimale che intendevo assicurare. I documenti che avevo tra le mani mi prospettavano soluzioni inaspettate: da un lato la polizza della Compagnia nazionale aveva un premio accettabile, ma ciò che copriva non includeva la mia attività o meglio non si intuiva che ciò accadesse. D’altro canto la soluzione prospettata dal Broker aveva un premio alquanto elevato però sembrava essere maggiormente aderente alle mie esigenze legate alla mia professione.

Grazie alla mia abilità di navigatore della Rete mi sono quindi informato sulle varie terminologie ed ho raccolto informazioni dirette e preventivi da diverse Compagnie assicurative ‘tradizionali’ nazionali e diversi Broker assicurativi. Ciò che sembrava un compito di ‘normale’ comparazione si è trasformato in uno studio delle varie proposte. Ciò mi ha creato un senso di sconforto in quanto da un lato le Compagnie tradizionali non parevano affatto considerare appieno le ‘nuove professioni’; inoltre diversi agenti da me contattati personalmente non riuscivano a gestire con libertà il contratto demandando informazioni alla sede centrale che però spesso non restituiva risposte.
A loro volta nella maggior parte dei miei contatti i Broker da cui ho ricevuto offerte si riferivano ai Lloyd’s inglesi da cui erano accreditati ed io non avevo idea di come questi ultimi fossero strutturati perché da ciò dipendono variazioni sostanziali di coperture, premi e massimali (i Llloyd’s inglesi costituiscono un ente in cui ciascun membro è per legge assicuratore e pertanto può assumere rischi assicurativi per proprio conto. Ovviamente non tutti i Broker si riferiscono sono Lloyds inglesi). Ed ancora ricordo quanti chiarimenti ho dovuto chiedere relativamente alle coperture ed alle esclusioni, poiché molte frasi sibilline mi restituivano un senso di disorientamento e di insicurezza circa l’efficacia della copertura e dell’eventuale risarcimento.

Al termine di questo lungo percorso ho optato per un contratto con un Broker con cui sono riuscito a dialogare valutando in modo puntuale una serie di punti. Ecco di seguito i più importanti:

  • Oggetto della polizza in relazione all’attività professionale svolta ed alla tipologia delle opere/prestazioni eseguite erogate
  • Tipologia di danno che la polizza è in grado di coprire
  • Comprensione del massimale assicurato, delle franchigie e chiarimento dei cosiddetti sottolimiti
  • Comprensione delle esclusioni della polizza ed eventuale loro integrazione
  • Valutazione del periodo di tempo in cui la polizza risulta operante (la retroattività spesso è costosa ed aggiuntiva rispetto al premio usuale)
  • Definizione del premio giusto in funzione dell’offerta (viste le oscillazioni a parità i somma assicurata e reddito dichiarato)
  • Lettura attenta di ogni punto, verbo, clausola.

L’esperienza vissuta come un vero e proprio “Giro del Mondo” degno del ben noto Mister Phileas Fogg ha portato a chiedermi quanti colleghi Liberi Professionisti (ma anche dipendenti) siano assicurati ‘bene’ o credono di esserlo. Inoltre ho voluto iniziare attraverso INARSIND un percorso di sensibilizzazione sull’argomento perché ritengo che:1) molto spesso il Professionista non sia abituato a leggere il linguaggio assicurativo; 2) non vi sia la conoscenza sufficiente da parte degli assicuratori delle attività svolte dai Professionisti, in particolare quelle non strettamente legate alla definizione di attività professionale protetta; 3) i premi siano generalmente elevati e in un periodo di crisi, riduzione dei redditi e prestazioni professionali offerte tramite ‘coupon’ a riduzioni impressionanti si dovrebbe cercare di venire ancora più incontro al Professionista.
Mi auguro che in un breve futuro si possa disporre di nuovi prodotti meglio ritagliati sulle professioni ed i ruoli (inclusi i nuovi ed attuali) svolti da Ingegneri ed Architetti eventualmente proposti con convenzioni nazionali così da permettere di proteggersi attraverso un premio accessibile e svolta e senza dover … assumere un Legale per l’interpretazione di un contratto di polizza.